Kazan è stato un altro Mondiale da protagonisti per Giorgio Scala e Deepblumedia!

Mentre i grandi del nuoto facevano la storia in acqua, Scala ed il suo team li immortalava per sempre.

Se per qualcuno fosse ancora un dubbio, quanto emerso ai Mondiali di Kazan è la conferma che Giorgio Scala e tutto il team di Deepbluemedia sono tra i più affermati fotografi sportivi che si possono trovare in campo internazionale!
Durante i 16esimi Mondiali di Nuoto FINA infatti, Scala ha ricevuto il Premio Photographer of the Year 2014, un premio che ha assunto un valore doppio per il timoniere di Deepblumedia in quanto consegnato da Vladimir Salnikov, oggi Presidente della Federazione Nuoto Russa, in passato uno dei più grandi nuotatori della storia, tra i primi a rompere il muro dei 15 minuti nei 1500 stile libero.

E pensare che Giorgio Scala si è ritrovato casualmente a fare il fotografo e ancora più casualmente è diventato fotografo sportivo specializzato nel nuoto, così come afferma lui stesso in un’intervista realizzata da Swim4Life Magazine l’anno scorso – clicca qui per leggerla.

giorgio-scala-premio-mondali-nuoto-kazanGiorgio Scala oggi è un fotografo ufficiale delle Federazioni Mondiale (FINA), Europea (LEN) ed Italiana (FIN) di Nuoto, ma i confini della fotografia marcata Deepblumedia stanno varcando altri confini, sbarcando negli Stati Uniti, Olanda, Norvegia, Emirati Arabi Uniti ed altre numerose realtà che aumentano il prestigio del gruppo di fotografi assemblato dal romano.
Tra i segreti di Scala ci sono sicuramente il saperci fare con qualsiasi tipo di persona che si trova di fronte in ambito professionale, perché essere un fotografo sportivo non è per niente facile. Ci sono tante difficoltà da gestire, tante regole non scritte da rispettare e tante gerarchie di cui tener conto soprattutto quando si sta sul bordo vasca. Da diversi anni organizza un Workshop di Fotografia Sportiva in occasione del Trofeo Internazionale Settecolli, un momento unico per gli appassionati ed i professionisti poco esperti per approfittare di carpire alcuni dei segreti che hanno portato Scala ad essere uno tra i migliori.

Stefania-pirozzi-foto-andrea-staccioliMa il premio ricevuto a Kazan non è il primo per leui ed il team Deepblumedia. Solo due mesi fa infatti, in occasione del Festival Sportfolio, un festival internazionale di fotografia sportiva tenuto a Narbonne, Andrea Staccioli, una delle colonne di Deepblumedia, ha ricevuto il premio come secondo classificato della categoria Portrait grazie ad un meraviglioso scatto nel quale ha immortalato l’Azzurra Stefania Pirozzi (la foto a destra).

Che valore ha un premio del genere dopo un altro anno di viaggi in giro per il mondo per seguire i più importanti campionati internazionali?
«Ha un grande valore personale, perchè riconosce la passione e la qualità del lavoro della Deepbluemedia. Molte delle foto che vedete non le ho fatte io, anche se per abbreviare, magari le firmano con il mio nome. Qui a Kazan erano con me Andrea Staccioli, Giorgio Perottino, già vincitori di premi , Andrea Masini e Pasquale Mesiano , futuri vincitori, mentre da casa, in Italia, ci hanno aiutato moltissimo Laura Binda, Rita Pannunzi e Lucianna Salvemini. Come vedi, il premio non va a me.»

deepbluemedia-mondiali-nuoto-kazanSi tratta del secondo premio vinto dal team Deepbluemedia dopo quello assegnato a Staccioli per la foto alla Pirozzi. Il team Deepbluemedia è saldamente sul tetto del mondo e confermarlo ad un mondiale, ha valore doppio non trovi?
«Veramente è il terzo. Anche Giorgio Perottino ne ha vinto uno e se ci mettiamo Guido Cantini, che ormai purtroppo ci accompagna di rado, arriviamo a quattro. Però freniamo un attimo. Il mio team ha la possibilità di lavorare al massimo livello grazie a FINA, LEN e FIN che ci danno fiducia e ci facilitano il lavoro. Spero si sentano ricambiate dalla passione e la qualità. Certo, nelle foto “acquatiche” il nome comincia a farsi conoscere. Abbiamo avuto richieste da Ghana, Fiji, Suriname, USA e accordi con Olanda, Norvegia, Russia, UAE e altre realtà. Ora sono rapporti che vanno gestiti in modo che loro possano essere soddisfatti.»

Il team è composto da tante persone esperte ma anche da interessanti giovani che crescono sotto la tua ala, uno tra tutto Andrea Masini, già autore di diverse foto importanti tra cui quella ad Adam Peaty ai Campionati Europei di Berlino. Quanto è difficile gestire e far crescere insieme a te un gruppo di collaboratori giovani?
Andrea-Masini-Deepbluemedia«Masini, come gli altri, ha occhio e passione. Li ha sviluppati bene e sta continuando a farlo, come tutti noi non smettiamo mai di migliorare, o almeno di provarci. Ma dovrei dare medaglie a tutti i miei “giovani” . Qui a Kazan Pasquale Mesiano, che ho conosciuto a Roma 2009, ha pubblicato diverse foto su Gazzetta. Chi sa se cinque anni fa se lo sarebbe immaginato. Ora sto cercando una nuova leva, una collaboratrice che venga dalla vasca e abbia voglia di fare. Vedrei bene una pallanuotista. Perchè una donna? Perchè le donne hanno un modo di vedere il mondo diverso dal mio e bisogna dargli il giusto valore. Ti faccio un esempio, che è molto riduttivo, ma dà un’idea di quanto voglio dire. Scatto una foto a un atleta famoso. Lucianna, la nostra social networks specialist, nota subito alcuni elementi: il primo, non ha il “famoso” anello, il secondo, ha cambiato trucco, il terzo, deve avere un parrucchiere favoloso, perchè se ha i capelli così dopo otto ore al giorno in acqua…detta così, sembra che io consideri le donne tutte trucchi e shopping. Non è assolutamente così. Voglio dire che hanno una capacità di analisi molto superiore alla mia. Ci potremmo completare.»

Le donne hanno sempre una marcia in più, diciamolo pure. Questo premio ripaga anche il trattamento poco felice che hai ricevuto nei primi giorni di nuoto in vasca? A proposito, ma ci puoi spiegare cosa è successo?
giorgio-scala-mondiali-nuoto-kazan«Il problema nasca dal fatto che i fotografi sono considerati il gradino più basso della categoria dei media. Mentre sono purtroppo d’accordo, purtroppo perchè poi fagocita i nostri pochi spazi, che la Televisione sia fondamentale, perchè fa correre interesse e quattrini, ho dei seri dubbi che “l’ordine di beccata”, ossia la precedenza, tra gli altri media veda la prevalenza dei media scritti. Se non c’è una bella foto in testa ad un articolo, il pezzo non lo legge nessuno. Qui a Kazan la TV si è “fregata” un altro spazio nostro. A Barcellona, finiti l’inno del vincitore, i fotografi del “pool”, selezionati per capacità e diffusione dei loro media, salivano sul podio davanti ai vincitori per ben 30 secondi su tre ore di trasmissione TV e scattavano. Questa volta la produzione ha deciso che finito l’inno, i medagliati spontaneamente dovevano salire insieme sul podio centrale, aspettare che la regia metta su per la ventesima volta la grafica con le medaglie e poi solo io, obiettivamente non c’era posto, avevo il diritto di andare lì davanti, scattare in sei secondi e poi indicare agli atleti dove guardare verso gli altri fotografi. Mi hanno cazziato perchè non aspettavo l’utilissima grafica, che non vedevo. Poi ho fatto amicizia con i vari tecnici del broadcast e ci siamo lasciati con abbracci e baci. Con quella che mi ha cazziato, mi volevo fidanzare. Resta comunque l’invadenza arrogante della TV.»

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I mondiali di Kazan ti hanno soddisfatto fotograficamente parlando o avresti voluto immortalare qualche esultanza da parte di qualcuno che invece non è arrivata?
Missy-franklin-photo-giorgio-scala«I Mondiali, come le Olimpiadi, paradossalmente non sono la manifestazione dove si fanno le “grandi” foto. Sono manifestazioni da documentare. E basta. Certo, l’atmosfera è unica. Sono stato felicissimo per Tania (Cagnotto n.d.r.), Fede (Pellegrini n.d.r.), Greg (Paltrinieri n.d.r.)e il Sincro. Il Setterosa con Tania è andata bene ma può ancora fare meglio. Mi è dispiaciuto per il Settebello, ma devo dire che li ho visti un po’ “bolliti”. Penso che una stagione così lunga li abbia lavorati, senza contare che questa Serbia è imbattibile. Un posto speciale nel mio cuore lo ha Minisini che ho visto crescere e ha smentito una mia profezia. Non mi dimentico il Fondo che è sport vero e duro. Mi avrebbe fatto piacere vedere Aurora Ponselè rispondere a Simone Ruffini dal podio. E un regolamento assurdo preclude Rio a Martina (Grimaldi n.d.r.)che per me vale quanto Fede.»

Qual è adesso la prossima tappa lavorativa?
«Dal 27 agosto vado a veder nuotare gli orsi bianchi alle Svalbard. Andate a vedere dove sono…»

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine