Quando il destino vuole che tu sia un campione, Marco Pucci vive il sogno Europeo di Rijeka!

Ai Campionati Master di Fondo ha rischiato di non partecipare per una banalità, per poi trionfare inaspettatamente

Non capita facilmente, ma talvolta nel nuoto, e non necessariamente in quello d’elite, si vivono stagioni che diventano indimenticabili, perché si riesce dopo tanti sacrifici spesi negli allenamenti e non solo, a tirar fuori il meglio che nemmeno ci si aspettava di avere dentro, centrando obiettivi cronometrici e podi prestigiosi da portare nel baule prezioso dei ricordi per tutta la vita.

Questo succede anche in un settore sportivo amatoriale come quello del Nuoto Master e tra le tante storie da raccontare, oggi ci soffermiamo su quella di Marco Pucci, fiorentino al 100% come lui ama definirsi, originario di Fiesole, in provincia di Firenze, e cresciuto tra l’Appennino tosco/emiliano, dove sono originari i suoi nonni materni, e Sesto Fiorentino, dove lavora come impiegato in un’Agenzia di una nota Compagnia di Assicurazioni.

Tesserato per la Firenze Nuota Extremo e atleta della categoria M30, quest’anno Pucci ha sbalordito se stesso ed i suoi compagni di squadra, nonché avversari di categoria, nuotando tempi che mai pensava di poter nuotare, grazie ai quali si è tolto non poche soddisfazioni nella stagione da incorniciare conclusa per lui soltanto lo scorso fine settimana con i Campionati Europei Master di Fondo.

Marco è infatti passato dai sorprendenti Campionati Regionali Master disputati sia in Toscana che nel Lazio e che probabilmente resteranno nel suo cuore a vita dopo aver tagliato i traguardi cronometrici che si era posto come obiettivo, agli straordinari Campionati Italiani Master in vasca disputati a Riccione, dove ha conquistato una medaglia di bronzo negli 800 stile libero e 400 misti, per poi tuffarsi nelle Acque Libere arrivando a vincere una medaglia d’oro nel miglio marino e una d’argento nella 3 km ai Campionati Italiani Master di Fondo e Mezzo Fondo svolti nel Lago di Bracciano, prima di abbracciare quello che gli è sembrato un sogno quasi incredibile, diventando Campione Europeo nella competizione continentale Master disputata a Rijeka!

marco-pucci-nuoto-masterCosa hai provato quando hai appreso di aver vinto gli Europei Master di Fondo?
«La prima reazione è stata un grande abbraccio con Andrea Ferrari (categoria M25 n.d.r.) che oltre ad essere un grande avversario è anche un grande amico. In realtà che avrei vinto l’ho capito intorno ai 4 km, quando mi sono voltato e mi sono accorto che gli inseguitori si erano staccati di una cinquantina di metri. A quel punto dentro di me ho pensato che avrei potuto perderlo solo io questo titolo e infatti per un momento mi è passata per la testa la famosa finale di Champions che il Milan buttò via col Liverpool qualche anno fa, quando a fine primo tempo era in vantaggio 3-0. Ero felice, al settimo cielo e per le successive 24 ore mi è sembrato tutto così surreale. Ho ricevuto tanti messaggi, tanto affetto, è stato davvero qualcosa di inaspettatamente bello, difficile descrivere certe emozioni a parole, è stato tutto così fantastico.»

Come è stata la gara? Che sensazioni hai avuto e tatticamente come si è consumata?
«Le sensazioni sono state ottime da subito, tant’è che sono partito molto forte e insieme a Marco Urbani (categoria M25 n.d.r.) abbiamo staccato il resto del gruppo. Poi intorno ai 500 metri ho avuto problemi con il chip atleta che mi si era allentato ed ho rischiato di perdere, così ho perso tempo per riprenderlo dall’acqua e metterlo nel costume. A quel punto avevo perso la scia di Urbani e ho dovuto rallentare per farmi raggiungere da un gruppetto di 4 inseguitori per non restare da solo. Dopo ho fatto tutta la gara a fianco di Andrea Ferrari ed è stata una fortuna che atleti di categoria M25 ed M30 siano partiti insieme, così con Andrea ci siamo potuti aiutare fino alla fine, tirandoci a vicenda e alternando gli “strappi” davanti. Mi sono divertito un sacco, ci sono gare dove soffri dall’inizio alla fine, ma io in questa penso di non aver mai avuto momenti di vera sofferenza!»

Facciamo un passo indietro: ti sei iscritto e non facilmente a questi Europei all’ultimo minuto e all’ultimo minuto hai rischiato di dover rinunciare per una banalità. Raccontami tutto.
«Guarda, è stato qualcosa di incredibile. A mezz’ora dalla partenza mi sono accorto che non avevo la carta d’identità e così sono entrato nel pallone. Ho cercato ovunque, sono andato a casa dei miei genitori, dei miei nonni, sono pure tornato in ufficio a vedere se non l’avessi seminata lì. Niente da fare. Ho pensato allora di prendere il Passaporto, ma peccato che fosse scaduto, quindi mi sono recato presso la Caserma dei Carabinieri di Sesto per fare la denuncia di smarrimento, ma non è stato possibile perché non avevano il collegamento con il Comune a causa dell’ora tarda. Alla fine visto che avevamo un albergo prenotato a San Donà di Piave e ho deciso di partire comunque, un po’ allo sbaraglio senza sapere se sarei riuscito ad entrare o meno in Croazia. Per fortuna poi la buona sorte è stata dalla mia perché la mattina dopo, quando sono andato a fare la denuncia dai Carabinieri di San Donà, ho trovato un Carabiniere gentilissimo, tra l’altro ex pallanuotista, che si è dato un gran da fare per mettersi in contatto con il mio Comune di appartenenza in modo da avere il loro nulla osta per fare una nuova Carta di Identità in un Comune diverso da quello della mia residenza. Ho perso tutta la mattinata tra un ufficio e l’altro, ma alla fine ce l’ho fatta e sono riuscito a partire! E visto come è andato poi tutto il resto, se questo doveva essere il prezzo da pagare, diciamo che lo rifarei.»

marco-pucci-campionati-italiani-master-fondo-2016Che valore ha per te questa medaglia al termine di una intensa stagione?
«Per usare una metafora, è stata “la ciliegina sulla torta”. È stata una stagione intensa e sportivamente parlando davvero ricca di soddisfazioni. Sono arrivato a Rijeka sapendo che avrei lottato per una medaglia, ma non mi sarei mai aspettato di poter vincere. Ogni volta che riguardo la medaglia mi viene in mente il 2010 quando sono entrato nel mondo Master e in particolare mi viene in mente il mio primo 800 stile fatto nel febbraio 2010 chiudendo in 10’43” esultando anche con il Mister perché ero sceso sotto il muro degli 11 minuti, cosa che per me sembrava un miracolo. Adesso quei tempi sembrano lontani anni luce, ma credo che la bellezza di questa medaglia sia proprio lì. Nel voltarmi indietro e vedere da dove sono partito e dove sono riuscito ad arrivare.»

Quest’anno hai fatto cose notevoli, nuotando tempi importanti anche in vasca. A cosa hai dovuto rinunciare e cosa hai dovuto sacrificare per allenarti abbastanza affinché potessi realizzare tutti i traguardi di quest’anno?
«Sicuramente a qualche pranzo della nonna, visto che allenandomi in pausa pranzo per avere il tempo necessario di fare tutto l’allenamento, mi sono sempre arrangiato con un panino al volo o un po’ di frutta secca, ma a parte questo, onestamente non ci sono molte cose a cui ho seriamente rinunciato. Magari qualche volta durante la settimana ho rinunciato a qualche uscita con gli amici perché ero davvero stanco, ma questo fa parte del gioco e siccome faccio ciò che amo, allenarmi faticosamente tutti i giorni non mi è mai pesato, anzi, è una cosa che faccio volentieri e quelle pochissime volte che ho saltato l’allenamento, mi è mancato non entrare in acqua.»

La gara più emozionante e quella in cui hai nuotato il crono più inaspettato?
marco-pucci-campionati-italiani-master-riccione-2016«La gara più emozionante è stata sicuramente il 200 delfino fatto ai Regionali. Una gara che da quando ero entrato nel mondo master avevo fatto solo due volte, di cui l’ultima nel 2012. Avevo addirittura paura di non arrivare in fondo e tanta era la tensione che prima della partenza ho rotto la cuffia dovendone recuperare un’altra di corsa facendomela prestare da persone che neanche conoscevo. Una volta entrato in acqua è passata la paura, mi sono divertito un sacco e sono pure andato forte chiudendo in 2’17”. E come mi ha detto qualcuno all’uscita dall’acqua “Sembrava che non facessi neanche fatica, da fuori si pensava che tu fossi lanciato per fare un 400”. Il crono inaspettato invece è arrivato il giorno prima sui 1500 stile, si vede che in quei giorni ero in forma. Mi ero allenato in modo specifico per quella gara e dovevo provare a scendere sotto i 17’15”, cosa non facile e invece quando arrivai e mi voltai verso il tabellone lessi 16’59”25, un tempo pazzesco, incredibile! Una gara più bella di quella penso di non averla mai fatta in vita mia.»

Quali circostanze favorevoli in particolare, ti hanno permesso di fare tutto ciò che hai fatto quest’anno?
«Sicuramente avere un lavoro d’ufficio con due ore di pausa nel mezzo aiuta tanto, perché così sono riuscito ad allenarmi sempre in pausa pranzo senza dover fare levatacce al mattino, oppure dover andare la sera tardi. Poi penso che mi abbia aiutato anche il fatto di essere circondato da persone positive, che credono in me e che mi hanno sempre fatto sentire la loro fiducia. Magari uno neanche se ne rende conto nella vita quotidiana, ma avere intorno positività e fiducia aiuta tanto e ti fa raggiungere obiettivi insperati. Per finire, ma probabilmente penso sia la cosa più importante, l’allenatore. Tre anni fa ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada Marco Alessandro Bravi, allenatore straordinario che mi ha portato a fare così incredibili e non credo sia un caso se prima di me abbia portato a vincere un titolo europeo sia a Chiara Benvenuti ad Eindhoven che a Sara Papini a Londra. Sono orgoglioso di essere allenato da lui, sportivamente parlando gli devo tutto.»

Oltre la medaglia, cosa ti ha portato questo Europeo in termini di esperienza?
«La possibilità di confrontarsi con atleti internazionali ti fa crescere ed imparare cose nuove. Anche se le cose fossero andate male, sarei comunque tornato a casa con un qualcosa in più. In realtà in questo momento sono un po’ in confusione e non so cosa mi abbia dato realmente in più in termini d’esperienza, ma ogni esperienza è importante per accrescere il proprio bagaglio.»

Hai già pensato alla ripresa per la nuova stagione ed agli obiettivi che vorresti centrare?
«Adesso la prima cosa che voglio è solo staccare la spina e riposarmi un pochino visto che ho avuto una stagione davvero intensa, anche se, ad essere sincero, ho già pensato alla prossima stagione e ho già parlato col mio coach su quello che mi piacerebbe fare. L’idea, già prima degli Europei, era quella di rimettersi in gioco, mettere un po’ da parte gli 800 e 1500 e provare a buttarsi sul delfino. Mi piacerebbe fare qualcosa di inaspettato sui 200 delfino, anche se non so se potranno essere alla mia portata.»

Il pensiero che ti è venuto in mente mentre tornavi a casa dalla Croazia (foto a destra di Renato Consilvio)?
marco-pucci«È stato un viaggio talmente lungo che di pensieri ne ho avuti duemila. In alcuni momenti rivivevo dentro di me la gara e tutto il contorno dei tre giorni, anche se in realtà quello a cui pensavo di più era che non vedevo l’ora di essere a casa per poter andare a fare il giro di amici e parenti per raccontare a tutti di questa avventura. E la cosa bella è che anche se l’ho già raccontata a diverse persone, ogni volta che riprendo il racconto, mi emoziono come se fosse la prima volta. E credo che sia il motivo più grande per cui amo questo sport, perché ogni volta riesce ad emozionarmi, a regalarmi emozioni nuove. Mi ha permesso di conoscere persone in tutta Italia e con alcune di loro mi ha fatto stringere un rapporto di vera amicizia. Quando qualcuno mi chiede chi me lo fa fare di fare chilometri e chilometri ogni fine settimana oppure di andare a Roma, a Napoli, o a Tortona quando magari ho una gara in Toscana a mezz’ora da casa mia, è proprio questo che me lo fa fare: la possibilità e la voglia di vedere amici che altrimenti non avrei mai occasione di incontrare. Lo so sto un po’ divagando, ma potrei andare avanti per ore e comunque penso che non riuscirei mai a rendere l’idea di tutto quello che mi ha dato il nuoto in questi ultimi anni, non solo a livello sportivo.»

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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