Una medaglia mondiale dalla quale ripartire per il nuovo quadriennio, Fabio Scozzoli vuole pensare in grande!

La rivalità ed il confronto con Martinenghi gli darà ulteriori stimoli, «Ma lui ha la sua strada ed io la mia, anche se entrambi vogliamo fare bene»

Fabio Scozzoli ha rappresentato l’evoluzione cronometrica della rana italiana post Domenico Fioravanti. Il paragone con il ranista campione olimpico dei 100 e 200 metri a Sydney è duro da affrontare, ma le 25 medaglie conquistate in campo internazionale, tra cui due medaglie d’argento ai Mondiali di Shanghai 2011 nei 50 e 100 rana, una d’oro nei 50 rana ai Mondiali indoor di Istanbul 2012 nei 100 rana, due d’oro ai Campionati Europei, nei 50 rana a Budapest 2010 e nei 100 rana a Debrecen 2012, sono un biglietto da visita non indifferente e rappresentano un palmares che ha fatto si che anno dopo anno venissero riposte sempre grandi aspettative su di lui.

I record Italiani, i traguardi internazionali tagliati di volta in volta e poi quelle Olimpiadi di Londra che lo videro mancare il podio per solo 48 centesimi, un 59”49 nuotato dallo statunitense Brendan Hansen che era più che alla portata di Scozzoli che appena un anno prima aveva fermato il crono a 59”42 vincendo la medaglia d’argento ai Mondiali di Shanghai. Di quel mancato sogno ne fece un tatuaggio che ancora oggi gli ricorda quanto siano importanti anche pochi decimi per raggiungere la gloria.

Quella mancata incoronazione fu però l’inizio di un periodo nero per l’atleta forlivese che nei successivi quattro anni ha dovuto lottare contro tante negatività. Ai Mondiali di Barcellona dell’anno seguente chiuse i 100 rana al quinto posto quando invece puntava al podio e pochi mesi dopo subì quel pesante infortunio rompendosi il legamento crociato anteriore del ginocchio che ha praticamente condizionato la sua carriera nel meglio dei suoi anni.

fabio-scozzoli-nuotoIl rientro in gara avvenne un anno e mezzo dopo ai Campionati Italiani primaverili, ma saltò gli Europei di Berlino non essendo ancora in forma. Un anno in Austria agli ordini di Dirk Lange, allenatore tra l’altro del campione Cameron Van der Burgh, alla ricerca di un cambiamento che lo portasse a ritrovarsi, poi una medaglia d’oro vinta nella staffetta 4×50 misti agli Europei in corta di Netanya. Scozzoli ritrova la nazionale anche l’anno successivo ai Campionarti Europei di Londra, dove però si ferma in semifinale sia nei 50 che nei 100 rana, vincendo però un argento con la mi-staffetta 4×100 misti.

Lo scorso dicembre ha dunque concluso un quadriennio per niente facile, togliendosi però una soddisfazione importante e significativa per il suo futuro, dimostrando di aver ritrovato smalto già al Trofeo Nico Sapio e confermandosi poi ai Mondiali in vasca corta di Windsor, dove ritrova la gioia di una medaglia individuale internazionale vincendo il bronzo nei 100 rana. Sarà un nuovo inizio per Fabio Scozzoli?

Come ti senti ad essere tornato finalmente tra i grandi del nuoto mondiale?
«Bene! Sono comunque sempre rimasto molto tranquillo e sereno, anche quando le cose non andavano bene e quindi devo dire che i traguardi raggiunti ai Mondiali di Windsor non mi cambiano più di tanto lo stato d’animo»

fabio-scozzoli-bronzo-100-breastroke-windsorUna medaglia Mondiale ha il suo peso però.
«È chiaro che una medaglia del genere ha il suo peso, ma credo che sia il giusto riconoscimento per gli sforzi ed il lavoro che faccio, quindi sicuramente per questo sono molto contento»

I Campionati Italiani invernali dello scorso mese hanno chiuso un quadriennio e un annata particolare soprattutto per te che hai vissuto eventi che non ti hanno messo nelle condizioni di poterti esprimere come volevi, anche se in chiusura sei riuscito a toglierti una bella soddisfazione con la medaglia dei Mondiali. Ripartire per un nuovo quadriennio da Imola e quindi da casa tua, rappresenta un aspetto decisivo per te?
«Direi di si, dopo il rientro in Italia nella scorsa annata con Tamas Gyertyanffy, che credo abbia un futuro all’estero da questo quadriennio in poi, sono rimasto stabile ad Imola seguito da Cesare Casella e senza dubbio il fatto di tornare tra le mura di casa mi ha dato tranquillità, perché a casa si sta bene e senza fare troppi spostamenti è meglio. L’unico difetto che ha sempre Imola è che non ha la vasca da 50 metri coperta, quindi per tre volte a settimana andiamo a Ravenna che gentilmente ci mette a disposizione spazi acqua in vasca olimpionica e questo per un velocista può anche bastare. Sarebbe certamente bello nuotare in po’ di più in vasca olimpionica, ma magari ci sarà occasione di fare qualche collegiale all’estero in posti caldi perché effettivamente sarebbe importante lavorare più spesso in vasca lunga che è comunque la base per tutti»

fabio-scozzoli-swimming-european-championships-londonLa medaglia di Windsor rappresenta un buon punto di ripartenza per affrontare il nuovo quadriennio ripartendo praticamente da zero?
«Sicuramente rappresenta un punto di arrivo, così come un punto di ripartenza. Diciamo che forse è una delle medaglie più importanti messa in bacheca e quindi sicuramente questo mi dà grande entusiasmo e grandi stimoli, nonché consapevolezza di poter ancora dare tanto»

Dando una sbirciata alla stagione che ti aspetta,così come già avvenuto per Windsor, anche per i Mondiali di Budapest non ci saranno criteri di selezione facili. Tu però sei stato tra i pochissimi che è andato a Windsor, quindi parti con un piccolo vantaggio?
«Devo dire che soprattutto dopo l’infortunio, la vasca corta è stata sempre un po’ più facile per me, ma adesso ho ritrovato finalmente sensazioni che non avevo da un po’ e lo dimostra il fatto che nei 50 rana sia riuscito a ritrovare efficacia nella nuotata che poi si trasforma in un vantaggio anche nella vasca lunga. Dobbiamo lavorare per questo e ricomincerò a nuotare un po’ di più, visto che nella prima fase di stagione ho prediletto lavori a secco rispetto a quelli in acqua proprio per preparare la vasca corta. Adesso che ci tuffiamo in vasca da 50 metri però, bisogna finire i 100 rana in un certo modo e preparare questa gara in corta è molto differente dal prepararla in lunga.»

fabio-scozzoli-nicolo-martinenghiAvrai inoltre uno stimolo in Italia non da poco con Nicolò Martinenghi con il quale hai trovato un degno rivale sia nei 50 che nei 100 rana.
«Diciamo che anche Toniato è stato fortissimo soprattutto sui 50 metri.»

Però nessuno era sceso mai sotto al minuto nei 100 rana in vasca lunga.
«Questo è vero. Ho speso parole più volte per Nicolò e i tempi che nuota dimostrano che è già un grande atleta.»

Sembra che abbia qualcosa in più rispetto ai vari Toniato, Pesce e altri che si sono alternati in questi anni nella rana a spalleggiarti. Può essere questo un incentivo in più per spingerti a lavorare in un certo modo e con una certa intensità?
«Guarda, sicuramente è un grande stimolo, anche se credo che lui abbia la sua strada e io la mia. Indubbiamente la sua strada è in crescita, ha un grande futuro davanti a se e mi sembra abbia anche mentalmente le carte in regola per poter fare bene. È un ragazzo che sa mantenere la calma, i piedi per terra ed è molto umile, quindi spero veramente che possa diventare un grande. Nel frattempo io cercherò di mettergli i bastoni tra le ruote e dargli battaglia, perché bisogna nuotare i tempi che lui ha nuotato agli invernali per potersi qualificare ai Mondiali di Budapest e soprattutto per poter dire qualcosa in quell’occasione.»

fabio-scozzoliAnche Martinenghi allo stesso tempo avrà un bel muro davanti rappresentato da Fabio Scozzoli?
«Per lui credo sia bello poter gareggiare di fianco a me e confrontarsi continuamente, considerando magari che ha anche qualche cosa da imparare. Anche io a 28 anni ho sicuramente ancora qualcosa da imparare e quindi credo che questo confronto possa far molto bene ad entrambi.»

Adesso che si è smaltita per te un bel po’ di nebbia davanti al tuo cammino, quanto vedi distante Tokyo?
«Quattro anni esatti! Ciò che bisogna mantenere in questi quattro anni sono gli stimoli, la voglia di fare sempre meglio e di lavorare e quella devo dire che non è mai mancata, anche nei momenti peggiori. Non vedo difficile arrivare con questa voglia a Tokyo, poi si sa, bisogna ritrovare competitività in vasca lunga che ha tante differenze con la vasca corta. Bisogna trasformare le buone sensazioni e la buona nuotata acquisite in vasca corta, anche per la vasca lunga per poter pensare in grande.»

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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