Allevare giovani atleti è una responsabilità enorme e bisogna sempre mettersi in discussione
Genitori e Allenatori di giovani nuotatori hanno un ruolo chiave nella formazione dei ragazzi e per la loro crescita, sia come nuotatori che come individui.
Essere un genitore non è facile e non è facile prendere decisioni giuste per impartire una corretta educazione ai propri figli, soprattutto se sono atleti.
E sia per loro che per gli allenatori, non è facile insegnargli il rispetto, la lealtà, la sincerità, il saper vincere, ma soprattutto il saper perdere.
Non è facile soprattutto quando sono gli stessi genitori, o uno dei due, magari quello che ha più influenza sui figli, a non saper perdere.
A non sapere essere una persona leale, rispettosa, umile.
Non è facile se l’allenatore non sa misurarsi nei comportamenti e non sa responsabilizzarsi per qualsiasi cosa dice o fa davanti ai suoi atleti, giorno dopo giorno, in ogni momento del suo lavoro.
Perché questo articolo?
Un ragazzino o una ragazzina che partecipa ai Criteria, è una grande responsabilità per qualsiasi genitore e per qualsiasi allenatore.
Perché i Criteria è una delle occasioni più importanti per insegnare i valori importanti di cui qualsiasi atleta dovrebbe essere dotato.
Valori che gli permetteranno di essere uomo o donna anche nella vita fuori dalla piscina. Anche dopo il nuoto.
Fare il bene dei propri figli e dei propri atleti, sembra qualcosa di scontato per qualsiasi genitore o allenatore, che dovrebbe sempre fare attenzione a impartire determinati insegnamenti ai propri ragazzi, ma non è sempre così.
Per diventare un vero campione, un ragazzo o una ragazza deve avere anche la fortuna di nascere nella famiglia giusta e di essere seguiti dal tecnico giusto.
Una famiglia e una squadra in cui si conosce bene il significato della parola umiltà ad esempio.
Dove si ritiene fondamentale insegnare ai propri figli e ragazzi di stringere la mano, o magari abbracciare l’avversario che hai appena battuto, prima di esultare per il tuo risultato.
E di restare umili, a prescindere dai risultati eccellenti che dovessero arrivare, perché è soltanto con l’umiltà che si può avere una carriera brillante nel nuoto e gli esempi non mancano tra i nostri Azzurri.
È solo con la lealtà e il rispetto che ci si può circondare di persone che saranno sempre disponibili per i tuoi figli, per i tuoi ragazzi.
Se il genitore, o un parente, o peggio un allenatore di un atleta coinvolto o coinvolta ai Criteria, scrive a questa redazione per sbeffeggiare una ragazzina o un ragazzino arrivati secondi, non osiamo immaginare cosa possano trasmettere ai loro giovani atleti e che tipo di persone formeranno per la vita.
Tutti possono scendere in vasca per nuotare, così come tutti possono avere figli e allenare nuotatori, ma non tutti sanno essere genitori e allenatori.
Se presunzione e mancanza di sportività saranno i valori più rappresentativi di un genitore o di un allenatore, o di un parente che magari ha una certa influenza sull’atleta, ebbene quella persona sarà il peggio che l’atleta possa avere nel suo percorso di crescita.
E se presunzione e mancanza di sportività diventeranno i valori più rappresentativi di un atleta a causa della cattiva influenza ricevuta nel suo percorso, non basteranno medaglie a renderla una persona migliore.
Quindi ci chiediamo e vi chiediamo: siete sicuri che tutti i giorni fate veramente il bene dei vostri figli e dei vostri atleti?
Domandatevelo sempre e non datelo mai per scontato, perché genitori e allenatori di giovani nuotatori, avete una responsabilità enorme!
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