Primo storico oro iridato con la 4×1500, gli Azzurri chiudono alla grande e con parole significative il Mondiale di Fukuoka: “C’è unione, forza, compattezza. L’Italia è forte”
Italia Campione del Mondo, una frase che volevamo dire già da alcuni giorni e finalmente, con l’ultimo atto al Seaside Momochi beach di Fukuoka per i Mondiali di Nuoto in Acque Libere, è arrivato il momento.
La staffetta 4×1500 metri formata dalla new entry BarbaraPozzobon che si è unita ai tre quarti della formazione campione d’Europa e bronzo mondiale in carica, Ginevra Taddeucci, Domenico Acerenza e GregorioPaltrinieri, ha compiuto la scalata all’oro.
Un oro mai vinto dagli Azzurri a un Mondiale di Nuoto in Acque Libere, un oro che è stato il risultato di un’Italia che si è dimostrata la più forte nel quadrilatero da 1,5 km per giro, oltre che la più abile a gestire cambi e condizioni del campo gara.
L’unico precedente che ha visto l’Italia campione del mondo in una staffetta di Acque Libere è stato nel 2002 a Sharm el Sheikh, quando ancora non esisteva il mondiale di specialità e con la somma dei tempi individuali.
La 4×1500 è al suo secondo Mondiale dopo l’edizione di Budapest dello scorso anno nel Lago Lupa; Precedentemente, Kazan 2015, Budapest 2017 e Corea 2019, si disputava la 5 km a squadre.
Le correnti delle acque nipponiche con onde basse ma intense e un mare intaccato da detriti provenienti da tempeste che si sono verificate ieri nel sud ovest del Giappone, hanno reso la vita difficile a tutti, ma gli Azzurri sono quelli che si sono destreggiati meglio.
La formazione dell’Italia apre con le due donne, con BarbaraPozzobon che avvia la formazione Azzurra che si ritrova a inseguire la Spagna che tenta subito l’affondo con CarlosGarachBenito che compie il suo giro in 16’40”20.
BarbaraPozzobon resta saldamente nella scia che insegue e chiude la sua frazione in nona posizione nuotando in 17’50”50, a solo poco più di un minuto dalla leadership.
La Spagna difende la prima posizione con GuillemPujol, con GinevraTaddeucci, argento europeo in carica della 10 km, che si allontana ulteriormente rispetto allo svantaggio registrato da Pozzobon, chiudendo la sua frazione 1’28” dopo la Spagna.
La notizia però è che la Germania, partita tra le super favorite, è parecchio indietro, con LeonieBeck che si trova a circa otto minuti di distacco dal comando.
Annaspa anche l’Ungheria, con AnnaOlasz a sette secondi da GinevraTaddeucci, ma non basta, perché al termine del secondo giro la Spagna è saldamente al comando, seguita da StatiUniti e Francia.
Il terzo giro cambia radicalmente gli equilibri in gioco, con l’Australia che sorpassa la Spagna con NicholasSloman in acqua, mentre l’Italia si lancia all’attacco con DomenicoAcerenza, che risale gradualmente la scia inseguitrice fino a portarsi a una distanza molto ravvicinata dalla testa della gara.
La staffetta è una gara molto tattica, che mette in risalto le singole qualità degli atleti, ma anche lo studio del percorso e delle modalità di gestione del totale dei 6 km da nuotare e in questo gli Azzurri si sono dimostrati maestri.
Intanto il magiaro KritofRasovszky mette le marce basse e recupera lo svantaggio accumulato dalle due compagne Olasz e BettinaFabian che avevano aperto la staffetta.
Nella parte finale, l’Ungheria è addirittura prima, ma dura poco, perché con l’ottimo cambio tra Acerenza e GregorioPaltrinieri, si completa la rimonta Azzurra.
Super Greg, argento nella 5 km, recupera dopo poco bracciate sull’Australia e sorpassa anche l’Ungheria, in acqua nell’ultima frazione con DavidBetlehem, e si porta al comando.
Da quella posizione Paltrinieri non si staccherà più, andando a chiudere con una progressione da atleta da piscina distaccando tutti gli avversari in un arrivo trionfante che vede l’Italia oro e campione del mondo in 1h 10’31”20.
photo: Andrea Staccioli / Deepbluemedia-Insidefoto
L’argento va all’Ungheria in 1h 10’35”30, mentre per il bronzo si apre una lotta fatta si spallate tra Australia e Germania, con i Dolphins che hanno le meglio sui tedeschi soltanto al tocco della piastra chiudendo in 1h 11’26”70, solo due decimi meglio di Klemet che ha nuotato l’ultima frazione.
Germania ai piedi del podio dopo cinque Mondiali vinti con la staffetta, una formazione orfana di Florian Wellbrock, che ha deciso di rigenerarsi per farsi trovare pronto alle gare in piscina.
Italia Campione del Mondo con la staffetta in Acque Libere, le dichiarazioni degli atleti
Siamo contentissimi, è la prima volta che conquistiamo l’oro ai mondiali, abbiamo vinto tutto e tutti nel corso degli anni, ma questa medaglia ci mancava e ci tenevamo moltissimo a vincerla – ha dichiarato Gregorio Paltrinieri – In gara abbiamo fatto strategia a bomba. Ieri abbiamo studiato gli avversari, i percorsi, i ritmi, i tempi.
Siamo stati tutti bravi. Le ragazze a mantenere posizione e seguire rotte e scie giuste. Poi Acerenza mi ha dato il cambio giusto. Avevo chiesto a Mimmo di farmi partire primo, in testa, non dietro né all’Ungheria, né alla Germania.
Ci è riuscito e io ho tenuto botta. Il mondiale non era iniziato nel modo giusto, senza medaglie e pass olimpico, ma la condizione è cresciuta nel tempo. Sappiamo quanto siamo forti. Dobbiamo provare ad esprimerlo sempre, malgrado le difficoltà, anche se obiettivamente il progetto fondo sta andando benissimo.
Questa medaglia ne è la dimostrazione. Abbiamo sognato tante volte di vincere l’oro ai mondiali come squadra e finalmente ci siamo riusciti”
photo: Andrea Staccioli / Deepbluemedia-Insidefoto
Abbiamo ribaltato onde e avversari – ha commentato soddisfatto Acerenza – Siamo stati fantastici. Pozzobon e Taddeucci hanno gestito le frazioni, facendomi partire senza un distacco clamoroso. Io ho gestito bene le correnti. Sapevo che ogni secondo era importante, così negli ultimi 50-60 metri ho messo le gambe al massimo.
Sapevo che era l’ultimo sprint del mondiale e ho lasciato tutte le energie in acqua per accontentare Paltrinieri che mi aveva chiesto di partire in testa. Poi lui ha chiuso alla grande. Dopo il cambio ero quasi sicuro del successo, ma finché non tocchi può succedere di tutto ed il mare oggi era difficile.
È stato importante valutare bene le correnti, evitare ostacoli, adeguarsi. La frazione di Greg è stata infinita. La cosa bella è cantare l’inno di Mameli tutti insieme. Da squadra, con la squadra. C’è unione, forza, compattezza. L’Italia è forte”
Sono emozionata a dire che siamo campioni del mondo – ha dichiarato entusiasta Taddeucci – Non abbiamo lasciato nulla al caso. Cambi perfetti. Sintonia totale. Gara eseguita come studiata. C’è tanta soddisfazione. Sono riuscita a tenere la scia di Leonie Beck e dare un buon cambio ad Acerenza. Siamo uno squadrone”
Sono contentissima, è la prima volta che nuoto la staffetta e ho conquistato subito la medaglia d’oro – ha aggiunto Pozzobon – Per me che provengo dalle gare più lunghe è stato davvero un campionato del mondo esaltante. Ho tratto consapevolezza e determinazione. Partire subito forte coi maschi non è stato facile, però sono riuscita a seguire le loro scie e a dare un buon cambio. Il resto l’ha fatto la squadra di cui è un onore essere parte”
È stato un campionato mondiale sicuramente positivo a partire dalla 10 km femminile, in cui abbiamo piazzato le ragazze tra le prime dieci, e con la maschile che ha confermato nel gruppo d’élite Paltrinieri, malgrado le pessime condizioni fisiche, ed Acerenza – ha dichiarato il coordinatore tecnico Stefano Rubaudo – Il mondiale è stato un crescendo di qualità e consapevolezza, con risultati che hanno ulteriormente cementato il gruppo, legittimando le scelte tecniche e di avvicinamento.
La squadra ha affrontato con personalità un mondiale di passaggio che ci condurrà a quello di Doha e poi alle Olimpiadi. Siamo consapevoli di avere la responsabilità di continuare a crescere, di confermare sempre questi risultati e anzi migliorarli, ma per noi è una pressione stimolante.
Chiudere con la medaglia d’oro della staffetta è stato bello, anche perché la nazionale non ci era mai riuscita, neanche nei momenti migliori. Bello anche perché è stato un successo costruito prima in allenamento, poi a tavolino e solo alla fine in acqua.
L’obiettivo resta quello di portare quattro atleti alle Olimpiadi di Parigi e continuare ad allargare la base del gruppo per garantire ciclicità di risultati”
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