Un beffardo incidente in motorino strappa dalla vita l’atleta Master e pilota di aerei.
Succede che non riesci a prendere sonno, che sobbalzi perché sembra di non riuscire più a respirare, che ti giri da un lato e ti domandi dubbioso se si tratta solo di un incubo. Succede questo quando non riesci in nessun modo ad accettare la realtà che ti si è imposta di fronte, una realtà che provoca tanto dolore, ma anche tanta rabbia, per una tragedia che si poteva evitare.
Tutta la famiglia, gli amici ed il movimento Master Campano sono in attesa di poter dare l’ultimo saluto a Marco Prevete, 29 anni, che nella notte di venerdì ha subito un incidente in motorino che gli è stato fatale.
Tornava a casa dopo un’allegra serata in compagnia, sulla sua Vespa 300, percorrendo una strada che aveva fatto centinaia di volte, una strada sulla quale non si aspettava di trovare una vera e propria trappola messa lì da chi non ha avuto coscienza, professionalità e competenza.
Un cantiere stradale a Casalnuovo di Napoli in conseguenza del quale, proprio venerdì sera, è stata interrotta una strada in malo modo, sbarrandola da chi dirige quel cantiere, mediante l’utilizzo di un New Jersey di cemento per niente segnalato. Nessun cartello, nessuna segnalazione luminosa, nessun avviso lungo la strada, così come normalmente prevedono i parametri di sicurezza.
Marco si è trovato un muro di fronte e quando si è accorto dell’anomalia, non ha avuto il tempo di compiere nessuna manovra tale che gli potesse salvare la vita.
Per tutti gli “esperti del caso”, non vi affannate a fare supposizioni: i test hanno già evidenziato la negatività di alcol nel sangue di Marco. Una fatalità assurda in un contesto altro e tanto assurdo.
Marco Prevete ha vissuto gli ultimi quattro anni tormentato dal dolore causato da quel maledetto incidente aereo nel quale perse la vita Marco Casale, caro amico e cofondatore di questo Web Magazine a cui dedichiamo ogni anno il Trofeo Swim4Life. L’aereo perse quota in maniera anomala ma Marco Prevete riuscì ad eseguire un esemplare atterraggio di emergenza, atterrando sugli alberi di una valle Molisana. Presi dal panico, decisero entrambi di scendere arrampicandosi sui tronchi dai quali però Marco Casale cadde morendo sul colpo. Quell’incidente aveva cambiato profondamente Marco Prevete che sembrava avesse lasciato una parte di se in quell’aereo.
Marco era un ragazzo che respirava la vita a pieni polmoni e che inseguiva i suoi sogni in maniera incondizionata. Era uno che se voleva bere un limoncello, riteneva giusto andarlo a prendere a Sorrento, dove nasce in origine il prodotto tipico. Amava in maniera viscerale la Ferrari e le gare di Formula Uno. Amava ridere e scherzare. Amava la musica ma non si stringeva ad un solo genere, ascoltava qualsiasi cosa. «Amo la musica Rock ma non mi farei problemi ad ascoltare anche un pezzo neomelodico o una sigla di un cartone animato.» Mi disse una volta sorridendo come solo lui sapeva fare. Amava la cioccolata della quale talvolta faceva un consumo che si può definire appassionato.
Tra le sue più grandi passioni c’era soprattutto l’aviazione. Sognava di pilotare aerei ed aveva dato anima e corpo per realizzare quel suo sogno, inseguendo il brevetto di pilota negato dall’Aeronautica Militare nella quale non trovò spazio per tal scopo.
Amava il nuoto nel quale, come in tutte le cose, si dava al 100% senza mai perdersi l’occasione di divertirsi. Ce ne sono di aneddoti da ricordare insieme a Marco che era uno che non passava mai inosservato. C’è stato un tempo nel quale entrava negli spogliatoi prima degli allenamenti ballando al ritmo di una sigla suonata dal suo cellulare, ogni volta una diversa ed accuratamente selezionata poco prima.
Quando si parlava di tempi in gara, ripeteva sovente «I tempi si fanno a Balnea e ciò che si è fatto a Balnea riecheggerà per l’eternità.»
Balnea è una manifestazione nella quale Marco Prevete riuscì nell’impresa di abbassare incredibilmente il suo personale nei 50 stile libero, un tempo che non è riuscito più a migliorare negli anni seguenti nonostante la dedizione negli allenamenti. Ma simpaticamente ed in maniera autoironica, ridendone insieme ai compagni di squadra, si rifaceva sempre a quella gara ogni qualvolta si parlasse di risultati.
Marco era un velocista puro. «Le gare oltre i 50 metri per me sono Fondo.» Ripeteva sorridendo ogni volta che gli si chiedeva di provare a fare almeno un 100 metri.
Marco era un pazzo allegro ragazzo pieno di vita che viveva a 360 gradi senza perdersi nulla. La luce nei suoi occhi si era annebbiata per sempre dopo quell’incidente aereo, ma un’ultima volta ho avuto il privilegio di vederla brillare quando sorprendendo tutti, nella scorsa stagione, aveva raggiunto un incredibile risultato nei 100 stile libero stampando il suo miglior crono di sempre. La sua espressione era raggiante ed io lo ricorderò così per sempre.
Ci impegneremo a mantenere vivo il suo ricordo e la persona che era dedicandogli una parte del Trofeo Swim4Life appoggiato da sempre dalla San Mauro Nuoto, nato per ricordare l’altro Marco, Casale. Oggi i due angeli della San Mauro Nuoto si sono ritrovati e ci guardano dall’alto.
Sarà possibile portare l’ultimo saluto a Marco mercoledì 21 ottobre presso la Chiesa di San Giacomo a Casalnuovo di Napoli alle 16.00. Visualizza sulla mappa
Christian Andrè, Presidente della San Mauro Nuoto, insieme ad Amedeo Nusco, Allenatore e tra i responsabili della Società Campana, lo salutano così:
«Non è mai facile trovare le parole in momenti come questi. Il pensiero va ai genitori che devono sopportare il dolore più grande che possa esistere, la perdita di un figlio. È difficile non pensare a come il destino sia stato crudele con Marco, che ha dovuto affrontare un’esperienza terribile come quella di assistere alla scomparsa di un amico di tutti noi. Lo conoscevo da tanti anni e, pur non avendolo mai frequentato, ho sempre apprezzato la sua semplicità e la sua educazione, così come la sua passione per il nuoto che non si era mai spenta, anche nei momenti più difficili. Io e tutta la San Mauro Nuoto lo ricorderemo sempre con tanto affetto.»
Ciao Marco.
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