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Zsuzsanna Jakabos si racconta a Swim4life – La campionessa dagli occhi di ghiaccio

Zsuzsanna Jakabos si racconta a Swim4life
La campionessa dagli occhi di ghiaccio

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Lunedì 3 ottobre abbiamo introdotto l’anteprima dell’intervista a Zsuzsanna Jakabos che potete trovare cliccando qui. Oggi pubblichiamo la prima di due parti dell’intera intervista realizzata alla campionessa ungherese che si è resa disponibile in esclusiva per Swim4life!

Attualmente la tua vita è ricca di impegni tra nuoto e moda ma facciamo prima di tutto un salto nel passato. Sei nata a Pécs, una piccola cittadina dell’Ungheria. Come hai vissuto i tuoi primi anni di vita e come sei cresciuta poi nella realtà di Pécs?

In realtà penso che sia un posto perfetto per crescere. È sicuramente molto diverso vivere in un piccolo paese che in una grande città, ma si ha la possibilità di imparare più facilmente un sacco di cose in giovane età, quali la lealtà, l’integrità ed il rispetto. Io mi sento molto fortunata di aver potuto trascorrere la mia infanzia a Pécs.

Parliamo di nuoto. A quale età hai iniziato a nuotare e perché?

Avevo otto anni quando ho iniziato ad imparare a nuotare. I miei genitori mi portano in piscina perché pensavano che fosse giusto che tutti debbano sapere nuotare.

_B7P1548Quindi è stata una casualità, senza nulla a pretenedere in termini di successi! E chi ha notato invece da subito che avevi una dote di natura per il nuoto?

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Si, è stato tutto un puro caso. Il mio primo allenatore di Pécs fu il primo a notare le mie doti, sto parlando del dottor Petrov Anatolij. Lui è stato poi il mio allenatore per più di 10 anni.

Hai iniziato a nuotare da agonista e sei subito arrivata a grandi competizioni. Come ti sei sentita alla tua prima esperienza nel Campionato Ungherese a soli 14 anni? Sei riuscita anche ad arrivare in una finale…

Mi dispiace ma sinceramente non me lo ricordo. Ho fatto così tante gare ed ho vissuto così tante emozioni che non ricordo bene cosa provai in quella specifica occasione.

Allora ricorderai sicuramente la tua prima partecipazione alle Olimpiadi. Era il 2004, Atene! Ti ricordi di come fu quell’esperienza?

Quella si! Ero molto giovane, avevo solo 15 anni. Ricordo che al tempo sentivo che fosse un’occasione molto importante per me. Non avevo avuto esperienza internazionale prima di quella occasione e non avevo idea di cosa dovessi affrontare. Non ero abbastanza matura. Guardavo il pubblico sugli spalti che ammirava i grandi atleti ed io mi sentivo come se non fossi una di quegli atleti. Non ero pronta nemmeno a comprendere cosa stessi vivendo in quel momento, capire i sentimenti, l’umore, lo spirito e l’esperienza che una manifestazione come solo le Olimpiadi sanno dare. E’ stato tutto diverso poi nelle Olimpiadi successive di Pechino 2008. Ho apprezzo molto di più i giochi ed ho vissuto l’evento in maniera diversa, più preparata anche psicologicamente.

Hai inziato a girare il mondo da giovanissima. La tua famiglia ti seguiva in occasione delle gare all’estero?

Raramente. All’inizio mi accompagnavano, ma mi spostavo comunque sempre solo all’interno dell’Ungheria. Hanno cercato di essere con me il più che potevano. Oggi vengono solo per i campionati nazionali.

La tua fama è ormai nota e in tanti ti ammirano anche per il tuo incantevole sorriso ed il tuo fisico da vera top model! Ti senti troppo osservata nelle piscine da fotografi e giornalisti che si trovano a bordo vasca?

Grazie! Non mi sento troppo osservata. Mi piace quando i fotografi mi riprendono. Mi piace l’idea che tutti possano vedermi attraverso le foto. Naturalmente, mi sento a disagio quando mi sto preparando alla gara e faccio i miei esercizi di routine. Ad un certo punto, troppa attenzione può anche disturbarmi e distrarmi dalla mia concentrazione anche se fa parte del gioco. Quindi diciamo che le foto vanno bene tranne quando mi sto preparando alla gara.

Se sei super notata dai fotografi, chissà allora dagli atleti a bordo vasca…ma tuo padre è geloso della sua bellissima figlia?

No, affatto. Lui è molto orgoglioso di me e dei miei risultati, così come tutta la mia famiglia.

E il tuo fidanzato invece? Lui è geloso?

jakabos_zsuzsanna9Lui si, ma solo un po’. E’ un nuotatore anche lui,  quindi è cosciente del fatto che siamo esposti pubblicamente. Siamo però nella stessa squadra e abbiamo la possibilità di andare insieme  alle gare ed ai collegiali di preparazione. Ci aiutiamo a vicenda nella routine quotidiana e anche nelle competizioni.
Abbiamo la fortuna di stare sempre insieme quindi e proviamo piacere per i nostri successi.

È una bella fortuna per una come te che vive di nuoto, poter avere la possibilità di stare sempre insieme al tuo fidanzato. Ma quanto tempo dedichi ogni giorno al nuoto?

Dunque, pratico una sessione di allenamento a secco di circa novanta minuti, più due sessioni di allenamento in acqua di almeno due ore o poco più, di cui una sessione al mattino ed una al pomeriggio. Sono quindi in totale circa sei ore di allenamento ogni giorno, tranne il fine settimana.

L’intervista si ferma qui, per ora. Continueremo domani con l’ultima parte, quindi, non mancate!

Paco Clienti

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine