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Noemi Batki: un tuffo al cuore! Le emozionanti avventure della tuffatrice azzurra

Noemi Batki: un tuffo al cuore!
Le emozionanti avventure della tuffatrice azzurra

Noemi-Batki02Con la puntata di oggi, concludiamo l’intervista realizzata alla campionessa azzurra di Tuffi, Noemi Batki. Abbiamo iniziato a conoscere meglio Noemi attraverso l’intervista realizzata per Swim4life nelle due settimane precedenti.
Trovate la prima parte dell’intervista cliccando qui.

La seconda parte dell’intervista è rintracciabile cliccando qui.

Curiosità e particolari. Ecco l’ultima parte dell’intervista con Noemi Batki:

Che musica ascolti? Hai una session pre gara?

Principalmente ascolto musica commerciale; ogni periodo trovo delle canzoni che mi coinvolgono più di altre e ascolto quelle ritmate per caricarmi ed altre più soft per tranquillizzarmi, in base alla necessità.

Cosa fa Noemi Batki quando non si allena?

Devo ammettere che al di fuori della mia vita sportiva non sempre riesco a trovare energie e tempo per dedicarmi ad altre attività. Diciamo che mi piace molto leggere, e navigare in Internet, quindi mi rilasso con un buon libro o con il computer sulle ginocchia. Sono iscritta all’Università, studio comunicazione e pubblicità, quindi quando ho un po’ di tempo, cerco di preparare qualche esame autonomamente. È molto difficile studiare senza frequentare le lezioni, che si tengono in orari coincidenti con gli allenamenti e spesso senza appunti o indicazioni del professore. Quindi mi ci vuole una buona dose di ottimismo e un pizzico di autolesionismo per decidere di volta in volta in base al calendario degli appelli quando tentare di dare un esame. Inoltre mi piace molto studiare le lingue. Infatti, oltre all’inglese, al tedesco (studiato fino alle superiori) e all’ungherese che parlo fluentemente, ho studiato il cinese (prima delle Olimpiadi) ed ora il russo, altra lingua che mi affascina a cui mi ero già avvicinata in occasione di un collegiale che mi ha permesso di passare un mese in Russia ad allenarmi con la nazionale sovietica. Infine, essendo una ragazza come tutte le altre, mi piace il cinema, lo shopping e le uscite con gli amici. Infatti il mio sabato sera è sacro e spesso mi tengo libera anche solo per un giro in città e una chiacchierata all’aria aperta.

small_110309-192827_BAST090311spo_0338Ci hai raccontato un bel po’ di cose e la più affascinante mi sembra quella relativa alla conoscenza di diverse altre lingue oltre all’italiano. Parlando di altri Paesi, sappiamo che tu sei originaria dell’Ungheria ma sei naturalizzata Italiana. Ti piacerebbe competere anche per i colori della tua nazione d’origine?

Ci ho pensato tanto a come poteva essere gareggiare per l’Ungheria, portare l’altro tricolore, fare squadra con altre ragazze che conosco fin da quando sono piccola. In realtà avrei avuto la possibilità già nel lontano 2004 di utilizzare la mia cittadinanza ungherese e dopo un po’ di procedure burocratiche, partecipare ai Giochi con la nazionale magiara che contava pochi atleti in questo sport. Ovviamente non ho mai preso seriamente in considerazione l’idea perché a 16 anni non mi sentivo ancora matura per un passo grande come un’Olimpiade. Nonostante ciò ci ho pensato e credo che non sia nella mia natura cercare scorciatoie se esiste una strada principale da percorrere. Credo che il guadagnarsi il posto nella nazionale del paese in cui vivi e che ti ha fatto crescere, non sia barattabile nemmeno con un’Olimpiade.

Londra 2012: non ti chiediamo previsioni e nemmeno obiettivi. Quando partirai per le Olimpiadi, cosa porterai nella tua “valigia”?

Mi sono accorta che ad ogni gara importante mi concedo il lusso di un piccolo portafortuna, che sia una maglietta, un oggetto o una foto; generalmente porto con me qualche simbolo del mio obiettivo e del mio stato d’animo che devo avere per perseguirlo. È una sorta di filo conduttore che mi permette di tenere i piedi sul sentiero e continuare a percorrerlo fino in fondo. Posso volermi ricordare di una gioia provata, di una tensione in un sacrificio o di una sensazione positiva dopo un movimento finalmente riuscito. Oppure semplicemente qualcosa che mi ricordi che il punto sta nel divertirsi, nel sorridere e ad ogni cosa dare la giusta importanza.

Facciamo un “tuffo” in un altro settore. Cosa pensi degli atleti master che competono in tutte le discipline del nuoto compreso i Tuffi e cosa pensi dell’organizzazione del settore master per le discipline sportive acquatiche? 

Nutro molta stima nei confronti di ogni persona che da adulto sceglie volontariamente di seguire una passione parallelamente al lavoro, allo studio o a qualunque occupazione primaria. In particolare le persone che si dedicano ai Tuffi devono essere un po’ vivaci, energetiche e perché no, anche un po’ pazze. È un continuo sfidare se stessi ed è bello che una persona continui a ricercare sfide e motivazioni anche nella piena consapevolezza di tutti gli aspetti della vita. D’altra parte l’organizzazione di queste attività è una cosa fantastica, perché grazie alle persone che si impegnano e mettono a disposizione la propria esperienza per permettere alla gente comune (indifferentemente dal talento e dalla disponibilità) di provare nuove esperienze, si aprono nuovi mondi, paralleli all’agonismo e spesso a supporto dello stesso.

Che risultato ti piacerebbe centrare nella tua carriera in generale?

In termini di piazzamento è innegabile che la gara in cui si punta al risultato migliore sia l’Olimpiade. Non me la sento di sbilanciarmi con i numeri perché di anno in anno le classifiche e i punteggi possono cambiare notevolmente, anche se sono certa che io il mio tentativo di portarmi a casa una medaglia lo farò, magari anche più di una volta (di tentativo intendo, di medaglia me ne basterebbe una…) Purtroppo la piattaforma è forse l’evento al femminile più difficile di tutti in termini di perfezione. Ma non è comunque vero che più una sfida è difficile e più alletta?

noemi-batki_7Insieme alla Cagnotto, la Pellegrini ed altri cinque atleti italiani, sei stata inserita tra le nomination per il miglior atleta europeo delle discipline acquatiche del 2011, il LEN Awards 2011. Cosa significa questo per te (nella foto a sinistra Noemi Batki e Tania Cagnotto)?

L’essere accostati ad atlete del calibro di Tania Cagnotto e di Federica Pellegrini mi onora molto, sono contenta di aver finalmente raggiunto questo piccolo traguardo intermedio, che non era per niente scontato o facile da raggiungere. Queste ragazze, tuttavia, hanno alle spalle una carriera molto più densa ed esperienza da vendere, quindi nonostante i risultati mi affianchino a loro, continuo a guardarle con rispetto e umiltà, perché la vera difficoltà non sta nel vincere una medaglia, ma nell’ottenerla quando tutti si aspettano che tu la vinca. Quando arriverò anch’io a questo, potrò dire di essere un’atleta matura, come loro.

Come ti vedi tra 20 anni?

noemiSinceramente non ho ancora avuto modo e l’intenzione di programmare il mio futuro, in quanto la mia vita sportiva negli ultimi anni ha fatto passi da gigante e non mi ha permesso di ragionare su cosa vorrei fare dopo. Credo questo sia il dilemma di un po’ tutti gli atleti che non vorrebbero smettere finché non trovano un’interessante e valida alternativa, ma nel contempo non sanno cosa vogliono dalla vita finché non smettono di fare sport. È un cane che si morde la coda. Il tempo e l’energia per fare nuove esperienze è limitato, quindi è difficile provare ad immedesimarsi in una realtà diversa da quella che viviamo ogni giorno. Fra 20 anni spero solo di ritrovarmi con una bella famiglia, una casa tutta mia e nessun rimpianto riguardante questa fase sportiva della mia vita, vorrei uscirne soddisfatta e satura, pronta a dedicarmi a tutto il resto.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Saluto tutti i lettori e gli appassionati di sport, è grazie a voi che il nostro mondo acquisisce valore e siete voi che gente come me si impegna ad emozionare e ad intrattenere. Senza il tifoso e l’appassionato lo sport perderebbe completezza, svanirebbe la possibilità di trasmettere il proprio bagaglio al prossimo, la possibilità di poter rivolgere al pubblico, dopo un salto perfetto o dopo una vasca a tempo record, il pensiero “ecco, gioisci con me, l’ho fatto anche per te!”

Mi permetto di definire il finale di questa intervista bellissimo, pari alla perfezione di un tuffo! Noemi Batki lancia un messaggio molto importante a tutti gli appassionati di sport, un messaggio che tutti gli sportivi, tifosi ma soprattutto atleti, devono ricordare sempre!

Paco Clienti

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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