Dimmi che nuotatore sei e ti dirò quante calorie consumi.

Il Dispendio Energetico nel Nuoto.

Quante sono le calorie che si consumano nel nuoto? Sfatiamo innanzitutto un mito: Il nuoto non è uno sport completo!
Plachiamo subito quanti si stanno rivoltando sulla sedia dopo queste prime righe che possono sembrare un’eresia e ribadiamo un concetto importante: il nuoto permette di tonificare numerose fasce muscolari senza creare tensioni (perché in assenza di forza di gravità), soprattutto alla schiena e alle articolazioni, ma i muscoli maggiormente sollecitati sono i dorsali e quelli delle braccia.
Un po’ meno sono utilizzate le gambe, spesso solo a scopo di galleggiamento e non propulsivo. È da qui che scaturisce il concetto di non completezza, rispetto ad altri sport.

Il consumo delle calorie nel nuoto dipende da diversi fattori: intanto dal tempo e soprattutto dalla velocità di nuotata, soprattutto per stili come il crawl (stile libero), il dorso e la farfalla.

Inoltre il nuotatore, soprattutto quello alle prime armi, spende una buona parte delle calorie impiegate per galleggiare, visto che vi è una certa tendenza all’affondamento, a prescindere dalla spinta di Archimede.
Infatti mentre gli atleti esperti spendono solo una piccola frazione dell’energia per galleggiare, con la maggior parte dello sforzo sfruttato per l’avanzamento, i nuotatori dotati di una tecnica scadente “sprecano” una buona parte delle calorie per il galleggiamento.

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Nello stile libero i nuotatori molto allenati consumano 170 calorie per km (40 vasche da 25 metri) a una velocità di 1 m/s (3,6 km all’ora).
Lisa_FissneiderCiò significa che nuotare 3 chilometri in un’ora (60 vasche), ovvero l’allenamento intenso per una persona normale, significa bruciare 600 Kcalorie.
Questi dati tuttavia non valgono per tutti perché nel nuoto, la tecnica, influisce tantissimo sull’efficienza della nuotata e quindi sul consumo calorico.
Considerando che un nuotatore medio ha una tecnica decisamente più scarsa rispetto a quella di un nuotatore d’elite, possiamo considerare un consumo calorico medio pari a 200 calorie al km per una andatura abbastanza sostenuta, compresa tra la soglia aerobica e quella anaerobica (la velocità che l’atleta è in grado di mantenere per un’ora al massimo delle sue capacità). Pertanto possiamo dire che lo stile libero è  sicuramente quello che fa consumare meno calorie. Il dispendio aumenta del 10% circa con la farfalla e il dorso, fino arrivare al 50% in più con la rana.
Quindi, in assoluto, la tecnica che fa consumare di più è la rana.

Nel prossimo articolo approfondiremo in merito ai consumi energetici di un nuotatore agonista.

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Cristiano D Errico

Laureato nel 1998 in Medicina e Chirurgia e specializzato nel 2002 in Anestesia e Rianimazione con lode presso l’Università degli Studi Napoli ” Federico II”. Dirigente medico 2003-2007 presso Ospedale “S. Giuseppe Moscati” di Aversa e dal 2007 presso A.O.R.N. “A. Cardarelli” di Napoli. Dal 2004 inoltre convenzionato con l’ A.U.P. ” Federico II” Napoli. Consulente tecnico presso il Tribunale di Napoli, Membro della Federazione Medico Sportiva Italiana.
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