Testa e cuore per il nuoto, Silvia Di Pietro punta ai Mondiali con l’obiettivo di arrivare anche a Rio!

Dopo la mononucleosi è arrivato il primo riscatto ai Campionati Italiani ma adesso serve centrare i tempi limite per la nazionale.

Al momento rappresenta la realtà più importante a livello nazionale e una delle maggiori speranze per il palcoscenico internazionale della nuova velocità femminile italiana che non trovava riscontri cronometrici così importanti dai tempi di Cristina Chiuso. Silvia Di Pietro, romana doc, ha già una nutrita esperienza in campo internazionale dove ha vinto una medaglia d’argento nella staffetta 4×100 misti ai Campionati Europei di Debrecen 2012 e una di bronzo nella 4×50 misti agli Europei indoor di Fiume 2008. Contemporaneamente alla nazionale maggiore, ha fatto incetta di medaglie a livello giovanile agli Europei 2008 e 2009, ai Mondiali 2008 ed ai Giochi del Mediterraneo 2013 per i quali conserva complessivamente 4 medaglie d’oro, 8 d’argento e 3 di bronzo. Nel 2009 ha rotto per la prima volta il muro dei 26 secondi nei 50 stile libero e cinque anni dopo ha realizzato l’attuale Record Italiano con il crono di 24”84. Più difficile ma ugualmente di successo la progressione nei 50 farfalla nei quali aveva fatto pensare di poter arrivare al Record Italiano già nel 2009 quando segnò 25”84, ma il massimo risultato l’ha raggiunto poi nella scorsa stagione ai Campionati Europei di Berlino quando toccò la piastra a 25”78 nella finale in cui si classificò al quinto posto, stesso risultato ottenuto anche nei 50 stile libero. Kazan potrebbe essere il suo terzo mondiale dopo le partecipazioni a quelli di Roma 2009 e Barcellona 2013, ma deve ancora staccare il pass ufficiale per il quale adesso punta tutto sul Settecolli.

intervista Silvia Di Pietro-Swim4Life-02I Campionati Italiani Primaverili ti hanno vista trionfare nei 50 farfalla e nei 50 stile lasciandoti alle spalle il brutto periodo passato a causa della mononucleosi, segnando anche due buoni crono (26″36 e 25’’04), oltre alle due medaglie di un bronzo vinte nella 4×100 stile e 4×100 misti. Come valuti questo rientro?
«
Il bilancio dei Campionati Italiani è stato molto positivo dato il periodo che gli ultimi mesi sono stati piuttosto duri: la mononucleosi oltre ad avermi fermato per cinque settimane, mi ha debilitato molto e quindi sono stata esposta a qualsiasi virus influenzale di stagione. Mi sono riammalata una settimana prima degli assoluti e dato il mio stato fisico, non ero neanche sicura di partire per Riccione. Anche se non sono riuscita a nuotare al di sotto dei tempi limite per i Mondiali di Kazan, sono contenta di aver vinto le mie due gare e di aver avuto riscontri positivi anche nei 100 in staffetta.»

Hai rifiatato un po’ dopo gli Italiani o sei tornata subito a lavoro?
«La settimana successiva ai Campionati mi sono riposata solo di testa ma ho comunque lavorato senza pause. Non ho bisogno di riposare ma di lavorare sodo in vista del Settecolli e non ho molto tempo.»

intervista Silvia Di Pietro-Swim4Life-03Il Trofeo Settecolli diventa infatti fondamentale in vista dei Mondiali di Kazan visto che sarà la tua grande possibilità di riscatto cronometrico. Dal momento che sei un’atleta completa e versatile, punterai ai 50 stile, 50 farfalla e le staffette?
«Esatto. Punto a riavvicinarmi ai miei migliori nei 50 e di fare un 100 stile utile alla staffetta per Kazan. Questo è l’obiettivo.»

Non dimentichiamoci che con i Mondiali di Kazan inizia anche l’anno Olimpico e quindi la Russia sarà anche il punto di lancio per volare verso Rio. Come hai programmato il percorso per arrivare ai Giochi Olimpici?
«E chiaro che per tutti gli atleti la preparazione che viene stabilita dallo staff e dagli allenatori ha durata lungimirante fissata su un quadriennio. Lobiettivo è ancora più importante di quello dei Mondiali di Kazan e rappresenta il palcoscenico di questa stagione. Prima di tutto, è importante qualificarsi per le Olimpiadi, dato che personalmente per me sono una nota dolente. Ad oggi ne ho lisciate due: per Pechino 2008 ero troppo giovane e a 15 anni non potevo pretendere molto, invece per Londra sono rimasta molto delusa visto che sono rimasta fuori per pochi centesimi dal tempo limite. Vorrei interrompere questa striscia negativa e finalmente qualificarmi per Rio 2016. Voglio però arrivare a quellappuntamento in modo graduale. In questi mesi, con la nuova guida tecnica e il nuovo allenatore, stiamo cambiando la preparazione per costruire tutto ciò che serve per arrivare al meglio ai grandi appuntamenti. Adesso però penso a qualificarmi per Kazan.»

intervista Silvia Di Pietro-Swim4Life-04A proposito di cambi tecnici, cosa pensi della scelta di alcuni atleti tuoi colleghi di nazionale che hanno deciso di allenarsi all’estero e non rimanere in Italia?
«Penso sia una cosa normalissima, molto spesso la scelta è fatta indipendentemente dalla città in cui si vive, dalla squadra, dai compagni  e quindi magari andare a ricercare un allenatore che effettua preparazioni volte ad una certa specialità e allena il campione del mondo è molto stimolante e aiuta a superare i propri limiti. Se invece in casa si ritrova tutto ciò di cui si ha bisogno è giusto che si rimanga con il proprio allenatore. Confrontarsi con altre correnti di pensiero non può far altro che aumentare la propria crescita individuale.»

Allarghiamo la veduta sul nuoto al di fuori dei nostri confini. Tutt’oggi viviamo il mito del nuoto Americano, quanto siamo lontani da loro o cosa potremmo fare per avvicinarci?
«Culturalmente parliamo di due mondi molto diversi, quindi non va neanche troppo demonizzato il nostro modo di fare che dipende da allenatore ad allenatore. Limportante è prendere spunto dagli americani per le cose positive e cercare di importarle nella nostra cultura, come dai russi e dagli australiani. Le differenze sono tante e lo si vede già dai metodi di qualificazione per gli impegni importanti.»

intervista Silvia Di Pietro-Swim4Life-05Cosa piace fare a Silvia Di Pietro quando non nuota?
«Durante il periodo di carico di lavoro, dormire! Eh si, sono una dormigliona. Poi mi piace molto il cinema e amo la musica. In generale sono molto tranquilla, mi piace fare cose semplici come andare a cena fuori con gli amici. Faccio festa e vado a ballare solo nei momenti in cui la preparazione atletica me lo permette. Sono una che fa sacrifici volentieri, quindi quando posso mi diverto, altrimenti faccio cose tranquille con le amiche.»

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Se riuscissi a trovare la persona giusta per te, pensi sarebbe difficile combinare gli impegni con il nuoto e la tua vita privata?
«Fino a poco fa lho sempre fatto, da poco non sono fidanzata. Bisogna avere una persona accanto che sia intelligente da questo punto di vista e sappia ben capire i sacrifici e il poco tempo libero a disposizione e magari che sappia trasmettere la giusta serenità per affrontare al meglio gli impegni importanti. Se è un nuotatore dovrebbe capirlo meglio anche se questo vale relativamente da persona a persona.»

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.
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