Amedeo Acquaviva Coppola rappresenta in pieno il master e lo sportivo.

“Un Master è una persona che deve mettersi alla prova e fare qualsiasi specialità di gara” afferma Acquaviva che crede nella lealtà mettendosi sempre in gioco.

Il Nuoto Master è fatto da tantissimi atleti di diverse età e ognuno di questi vive il settore sportivo a modo suo. È straordinario poi conoscere ognuna di queste realtà, conoscendo a fondo le esperienze, le emozioni ed i modi di vivere la competitività che esiste per forza di cose nel Nuoto Master.
Talvolta poi si incontrano personalità particolarmente carismatiche con storie da raccontare particolarmente interessanti che immergersi in un’intervista viene naturale.

Amedeo Acquaviva Coppola, classe 1953, napoletano doc, è sicuramente una di quelle personalità che dà carattere al Nuoto Master per il modo in cui assapora ogni momento che rappresenta a 360 gradi l’essere atleta master!
Vasta è la sua esperienza in ambito sportivo prima di approdare nel nuoto ed è forse per questo che nel corso degli anni il suo carattere si è temprato sempre di più. Conquistate in acqua, vanta una medaglia d’argento nei 200 farfalla e una di bronzo nei 100 farfalla M55 ai Campionati Italiani di Ostia 2010, due d’argento nei 200 farfalla e nella staffetta 4×50 stile libero M240 e una di bronzo nei 100 stile libero M55 ai Campionati Italiani di Ostia 2011 e due medaglie d’oro nei 200 misti e 400 misti, una d’argento nei 100 farfalla e due di bronzo nelle staffette 4×50 stile libero e 4×50 misti M240 M60 ai Campionati Italiani di Trieste 2013. Ma le sue vittorie spaziano in tanti altri sport, tra cui un secondo posto nella Coppa Italia nello Sci e diversi risultati di prestigio nel Calcio. Un vero e sportivo, sia nella preparazione atletica che nello spirito.

Amedeo Acquaviva Coppola-intervista Swim4Life-01Da quanto tempo frequenti il settore Master di Nuoto?
«Ho cominciato a nuotare con il mitico Bruno Iossa esattamente nel marzo 2008 dopo un infortunio occorso sciando e dopo tre mesi partecipai ai miei primi Campionati Italiani che si svolsero a Palermo. Gareggiai nei 100 stile libero e nei 50 farfalla arrivando in entrambe le gare al quarto posto. Quei risultati mi fecero prendere un impegno con me stesso, con l’obiettivo di salire prima o poi su quel podio. Ricordo anche che in quei Campionati incontrai una persona di vecchia conoscenza che stupito mi chiese cosa ci facessi lì, lasciandomi intendere che quello sport non facesse per me. Ancora oggi incontro quella persona nelle piscine durante le gare e mi chiede di andare a nuotare per la sua squadra e questa per me è una grande soddisfazione.»

Quindi il tuo passato ti vede impegnato anche in altri sport a livello competitivo?
«Si, ho giocato a Calcio nel ruolo di libero e terzino vincendo un torneo intersociale e un torneo interbancario in una finale, tra l’altro per me storica, vinta allo Stadio San Paolo di Napoli segnando il gol vittoria del 2-1.»

Da giovane sei mai stato agonista?
«Non sono mai stato agonista ad alti livelli, ma tutti gli sport che ho praticato sono stati sempre a livello competitivo e sempre, purtroppo per me, vissuti in maniera esasperata per indole del mio carattere.»

In altre parole da quanto tempo fai sport e livello competitivo?
«Ho iniziato a 12 anni con le gare di Sci che al tempo era molto più difficile da praticare rispetto ad oggi per difficoltà negli spostamenti e nel trovare le attrezzature adeguate. Parliamo di 50 anni anni. A 18 ho iniziato a fare Canottaggio per il Circolo Italia e poi successivamente ho giocato a Tennis.»

Chi ti ha fatto nascere la passione per lo sport in modo così sentito?
«Fondamentalmente nessuno. Lo sport mi è sempre piaciuto e per indole del mio modo di essere, come dicevo prima, qualsiasi sport praticato è stato per me sempre motivo di esasperazione. Ho sempre voluto fare bene a tutti i costi, divertendomi si, ma sempre alla ricerca di un risultato. Sono troppo competitivo purtroppo, ma non ci posso fare nulla.»

Il nuoto lo hai scoperto con i Master o eri già appassionato di questa disciplina?
«Quando giocavo a Calcio, giusto per restare tranquillo, contemporaneamente iniziai anche a praticare Pallanuoto sotto la guida del grande Nando Lignano, il più forte portiere del Mondo della seconda parte degli anni 70’. Insieme a lui fondai il Vomero Nuoto Club con il quale giocai dalla Promozione alla serie B. Abbandonai alla veneranda età di 24 anni dopo che mi resi conto che non avevo più l’età giusta per giocare a quei livelli. Di quella squadra ero il capitano.»

Amedeo Acquaviva Coppola-intervista Swim4Life-03Ritorniamo all’esperienza nel Nuoto Master. Dopo quei Campionati di Palermo in che modo hai vissuto il settore?
«Devo dire che il Nuoto Master è davvero un bell’ambiente e lo posso dire per esperienza avendo praticato più discipline sportive a livello competitivo. È sicuramente un ambiente pulito nel quale ciò che fa la differenza è l’impegno, la costanza e la volontà. Sono assolutamente contrario alle persone che fanno gli atleti Master sempre e solo per gareggiare nei cinquantini. Per come la vedo io, un Master è una persona che deve mettersi alla prova e fare qualsiasi specialità di gara. È chiaro che se io nuoto uno stile nel quale so di non eccellere, non avrò gli stessi risultati che ho nelle gare dove mi esprimo meglio, ma ciò non toglie che le devo fare tutte. Per me il massimo del nuotatore master è colui che porta a termine un Iron Master nuotando tutte e 18 le specialità di gara. Il risultato finale poco importa, quel che conta è mettersi in gioco. Ricordo che quando ai Campionati Italiani 2013 vinsi il titolo italiano M60 nei 400 misti, ci fu un noto e grande atleta che vedendomi uscire dalla vasca mi disse “chi è in grado di fare un 400 misti in vasca lunga, è all’Università del Nuoto” e aveva ragione.»

In questi sette anni di nuoto master per quanti club hai nuotato e in quale hai riposto il tuo cuore?
«In questi anni ho nuotato per la San Mauro Nuoto, lo Sporting Club Flegreo e Circolo Nautico Posillipo dove milito attualmente. Non voglio nascondere che il mio cuore l’ho lasciato senza alcun dubbio alla San Mauro Nuoto perché lì eravamo riusciti a formare una vera squadra fatta da amici veri con i quali si condivideva tutto, in acqua e fuori dall’acqua. Questo per me è lo spirito master. Purtroppo a volte anche le cose più belle cambiano, ma non voglio fare polemica, voglio ricordare solo dei bei momenti passati con quella squadra.»

Cosa ti piace di più e cosa di meno del Nuoto Master in Italia?
«Ciò che mi piace di più in questo sport è il sacrificio. Senza sacrificio non si può ottenere nessun risultato ed io che sono una persona volta al sacrificio, mi trovo a mio agio. Ciò che mi piace di meno è la presenza di alcune persone che non riescono a fare risultati e criticano in maniera distruttiva e stupida quelli altrui. Mi è capitato di ascoltare critiche da persone che probabilmente non sanno fare nemmeno una virata e pontificano su altri atleti ipotizzando cose assurde. Nella vita bisogna mettersi in gioco e non nascondersi dietro un dito e criticare gli altri. Salite sul blocco per fare un 200 farfalla e poi ne riparliamo!»

Amedeo Acquaviva Coppola-intervista Swim4Life-06So che nella tua esperienza master ci hai trascinato per un periodo anche tua figlia (nella foto a destra). Com’è stato vivere il Nuoto Master insieme a lei?
«È stato uno dei periodi più belli della mia vita. Devi sapere che la stessa cosa l’ho fatta nello Sci trascinando entrambi i miei figli a far gare e devo dire che erano bravissimi. Mia figlia ha vinto tutto ciò che c’era da vincere nello Sci. Ero un padre molto “ingombrante” e ossessivo, ma questo è servito a loro nella vita perché mia figlia è diventata un grande Magistrato e mio figlio un affermato Avvocato.»

Se oggi potessi cambiare qualcosa o potresti portare in vita ciò che hai vissuto in passato, cosa ti piacerebbe avere come colpo in canna nella bacchetta magica?
«Penso che il periodo più bello che io abbia vissuto nel nuoto master è stato quello degli anni del San Mauro Nuoto, però mi rendo conto anche che intanto il Nuoto Master, un po’ come tutti gli sport, sta facendo passi da gigante cambiando radicalmente: le preparazioni sono sempre più attente e tutto è diventato molto più esasperato e questo talvolta va a discapito della cordialità e dell’amicizia perché quando vai a fare le gare, si perde l’obiettivo principale del fare Nuoto Master. Sicuramente l’obiettivo dell’agonismo deve esserci ma non bisogna esagerare.»

Quale è stata la gara più bella vissuta in questi anni?
«Sicuramente i 200 misti ai Campionati Italiani di Trieste 2013 nei quali vinsi il mio primo titolo italiano davanti ad un certo Barontini, gente che ha fatto la storia del nuoto. Fu una gara entusiasmante. Anche tutte le volte che ho gareggiato nei 200 farfalla ai vari Campionati Italiani, è stata sempre un’emozione. È stato inoltre bello per me vincere medaglie ai Campionati in cinque specialità diverse e per me che sono un nuotatore neofita è una soddisfazione enorme.»

Amedeo Acquaviva Coppola-intervista Swim4Life-04Qual è l’obiettivo di questa stagione?
«Quest’anno non è facile perché sono al terzo anno di categoria e i miei avversari sono tutti fortissimi ed è dunque difficile per me stabilire un obiettivo importante. Diciamo che mi farebbe piacere portare a termine l’Iron Master per la seconda volta anche se ho iniziato tardi, ma ci proviamo.»

Alla tua età quanto è sacrificante dedicarsi agli allenamenti, alle gare, alle trasferte e tutto ciò che comporta far parte di questo settore?
«È una domanda intelligentissima perché alla mia età è molto sacrificante seguire tutto assiduamente e con costanza. Più vai avanti negli anni e più il sacrifico diventa enorme. Il giorno prima della gara è per me difficile pensare di uscire e fare tardi la sera, ma non posso esimermi dal farlo perché non sono un professionista e poi la mia famiglia me ne direbbe di tutti i colori. C’è poi il piccolo dettaglio del lavoro che sposa difficilmente i sacrifici per lo sport, ma a 62 anni mi diverto ancora ad essere competitivo e fare le gare, anche contro quelli più giovani di me.»

Se apri una finestra sul futuro, cosa vedi per il tuo impegno sportivo in generale?
«Me lo sto già chiedendo da un po’ perché come dicevo prima i sacrifici diventano sempre più grandi e a volte mi viene quasi voglia di mollare. Per il dopo Nuoto Master, avrei optato per il Golf, ma conoscendomi so che farei anche quello in modo esasperato entrando in circuiti allucinanti – afferma sorridendo Acquaviva – Non so come saranno i prossimi anni ma spero di continuare ancora a lungo con il nuoto, divertendomi con gioia.»

Amedeo Acquaviva Coppola-intervista Swim4Life-05Oltre al nuoto so che un’altra tua grande passione è il Calcio e il Napoli con il quale hai un rapporto particolare.
«Il Calcio mi diverte molto anche perché l’ho giocato fino in seconda categoria. Oggi ho un’amicizia un po’ particolare con la dirigenza del Calcio Napoli e grazie a questo lo seguo molto da vicino.»

Per l’ultima battuta ti lascio campo libero per dire quello che vuoi.
«Spero di risultare sempre come una persona leale perché la lealtà è alla base di tutto. Sicuramente ognuno di noi ha delle sfaccettature nel carattere che ti rendono per certi versi piacevole e per altri un po’ meno ma essere leali nella vita, poter guardare le persone in faccia ed essere genuini, alla fine paga sempre. Prima di chiudere vorrei dedicare un ultimo pensiero alle donne…senza di loro non saremmo niente!»

Swim4Life – All rights reserved

Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*