Andrea Marcato racconta la sua esaltante stagione Master e punta a fare meglio per Londra 2016!

Dopo qualche anno difficile è tornato alla ribalta a suon di Record Europei.

Dopo un periodo difficile vissuto nelle ultime stagioni durante le quali aveva pensato addirittura di dedicarsi esclusivamente alla gare in Acque Libere per gli scarsi risultati ottenuti nel nuoto in vasca, quest’anno è tornato come un ciclone travolgendo tutti coloro che gli si sono posti di fronte, ritornando ad essere l’Andrea Marcato che tutti conoscono! Stiamo parlando di un atleta che ad oggi occupa sette posti nella All Time Mondiale tra vasca corta e vasca lunga, che detiene sette Record Italiani dalla categoria M25 alla M40 nella quale quest’anno ha stabilito anche un Record Europeo.
Nel 2009 ha nuotato il secondo All Time italiano in vasca lunga dei 1500 stile libero con 16’36”50 fatto da M35, mentre nel 2007 ha segnato 2’09”71 da M30 che ancora oggi è il secondo All Time italiano dei 200 farfalla in vasca lunga. Spazia dalle gare medio lunghe in vasca a quelle lunghissime in acque libere dove non conosce avversari quando è in forma ed in questa stagione Andrea Marcato ha dimostrato che quando vuole e quando può, sa essere un treno. Ai Campionati Italiani Master ha vinto da M40 i 200 farfalla migliorando di 13 centesimi il Record Europeo da lui stesso nuotato a febbraio segnando 2’12”04, facendo per due volte meglio del primato precedente detenuto dal fortissimo Uwe Volk con 2’12″36 del 2012 fatto proprio a Riccione in occasione dei Mondiali Master, un atleta che in quei Mondiali riuscì a mettere in difficoltà perfino uno come Alberto Montini che uscì sconfitto in due gare su tre contro il tedesco. Ma Andrea Marcato a Riccione ha vinto anche gli 800 stile libero (8’53”40) ed i 400 stile libero (4’16”67) dopo aver conquistato il mare vincendo il Miglio disputato in apertura dei Campionati.
andrea-marcato-intervista-swim4life-img02È sposato dal 2012 ed ha un figlio di 17 mesi che si chiama Giovanni. È nato e vive a Padova e lavora come Avvocato presso il Comune di Venezia oltre ad essere dirigente e allenatore della squadra master per cui è tesserato, il Centro Nuoto Stra. Nel poco tempo libero che gli rimane tra famiglia, lavoro e nuoto, gli piace ascoltare musica e collezionare dischi, gli piace leggere molto ed anche guardare i film d’autore. Un grande atleta che ha saputo mettersi in gioco anche quando sapeva di non averne.

Dopo la passata stagione non esaltante, quest’anno sei tornato prepotentemente protagonista del nuoto master internazionale collezionando tanti risultati importanti ed un pesante Record Europeo. Quali tasselli sono andati al posto giusto per consentirti di esprimerti al meglio?
«Probabilmente sono riuscito a sbloccarmi psicologicamente. Da quando ho ripreso gli allenamenti alla fine del 2011, dopo due anni di inattività per problemi alle spalle che ho dovuto operare, ho ricominciato a testa bassa per riprendere la forma e tornare ai precedenti livelli. Però avevo perso sensibilità e feeling con l’acqua e quindi, nonostante mi allenassi duramente anche con gli agonisti, in gara non riuscivo ad
esprimermi ai livelli che volevo. Poi quest’anno, per rimanere più vicino alla famiglia, ho scelto di allenarmi da solo in una piscina vicino a casa e quindi ho cominciato ad impostare gli allenamenti in base alle mie caratteristiche. Fino a dicembre comunque mi trovavo ancora in una fase di stasi, tanto che avevo pensato di dedicarmi esclusivamente alle gare in mare visto che lì riuscivo ancora a nuotare a livelli buoni. A gennaio invece, alla gara di Ravenna, sono sceso sotto il minuto nei 100 delfino in lunga comprendendo così che probabilmente avevo ancora delle risorse.»

L’obiettivo di tutti è fare il proprio meglio nel primo anno in cui si cambia categoria e invece tu nel primo anno da M40 hai disputato poche gare e con risultati non all’altezza delle tue capacità. Quali sono state le motivazioni che ti hanno portato a gareggiare seppur non nelle condizioni migliori?
andrea-marcato-intervista-swim4life-img03«L’anno scorso è stato un anno molto particolare perché è nato mio figlio, quindi ovviamente le mie risorse sia emotive che fisiche erano tutte concentrate verso un’unica direzione. Però ho preferito non fermarmi  del tutto e cercare di riservarmi sempre un piccolo spazio per lo sport. Inoltre ho voluto gareggiare anche per la squadra. Il fatto è che nuotare mi fa star bene e anche se i risultati in gara non vengono, l’importante per me è entrare in acqua.»

Adesso che hai ritrovato la miglior forma, quali sono gli obiettivi che ti piacerebbe poter centrare nella prossima stagione?
«Sicuramente migliorare i tempi  di questa stagione e cercare di avvicinare i miei personali, visto che l’età avanza anche per me. Mi piacerebbe partecipare agli Europei di Londra e centrare qualche risultato importante. Invece ai Mondiali di Kazan non parteciperò perché non mi attirava la location e poi ho preferito programmarmi la stagione in mare. Per Londra il discorso è differente: le gare si svolgono relativamente vicino Londra ed il prestigio dell’impianto sportivo è allettante, ma la mia partecipazione dipenderà comunque dall’organizzazione familiare e da come procederà la prossima stagione dal punto di vista sportivo.»

Da vero mistista sei molto eclettico tra gare in vasca e gare in acque libere. Quali delle due preferisci e perchè?
«Le gare in acque libere sono state una scoperta da master visto che da agonista ne ho fatta una sola, tra l’altro la mia ultima gara. Purtroppo quando facevo agonismo le gare in acque libere non avevano ancora la giusta notorietà e venivano viste come uno sport acquatico minore ed “esotico” quindi non ne ero molto attratto. È un peccato perché visti gli attuali risultati, forse avrei potuto togliermi delle grosse soddisfazioni. In realtà entrambe hanno il loro fascino per me: lo sport acquatico principe rimane il nuoto in vasca, però ti dirò che le gare in acque libere mi divertono molto e sono molto meno noiose delle gare in piscina, dato che le condizioni ambientali variano sempre.»

Però nonostante sei un atleta che guarda di più al fondo, ti esprimi molto bene anche in vasca. Preferisci di più quella olimpionica o la vasca corta?
andrea-marcato-intervista-swim4life-img04«Vasca da 50 forever! Tutti i miei migliori risultati li ho conseguiti in vasca lunga. D’altronde, non avendo grandi partenze e virate ed essendo un atleta che viene fuori sulla distanza, non posso che prediligere la vasca lunga. Adoro anche allenarmi in vasca lunga.»

Ai Campionati Italiani Master ti sei preso il titolo italiano nella competizione da un miglio marino prima di dominare la scena in vasca. Quanto hai dovuto lavorare per preparare i Campionati sia in vasca che in acque libere?
«In realtà non ho mai preparato in maniera specifica le gare in mare. La mia preparazione è sempre stata mirata alle gare in vasca. Solo quest’anno, visto che avevo deciso di partecipare alla gara di Piombino da 10 chilometri, ho fatto qualche uscita in mare con la muta per allenarmi in maniera specifica. Però sostanzialmente affronto le gare in acque libere con una preparazione per la vasca.»

La gara più entusiasmante è stata senza dubbio i 200 farfalla. Ti aspettavi di fare quel tempo e di riuscire a migliorare il Record Europeo che avevi segnato per pochi centesimi ai Regionali di febbraio?
«Sinceramente i 200 delfino erano la gara su cui riponevo minori aspettative. Infatti dopo i Regionali Veneti mi sono dedicato al mezzofondo perché volevo migliorare anche nello stile libero, quindi ho accantonato il delfino. Inoltre, essendo stati programmati nella stessa giornata degli 800, sapevo già che non avrei gareggiato nelle condizioni migliori per ottenere un gran tempo. Infatti in gara mi sono sentito molto affaticato e all’arrivo mi sono stupito di aver migliorato il tempo di febbraio. Per questo sento di poter migliorare ulteriormente.»

Sportline-costumi-SPEEDO-640x387

Anche nei 400 e 800 stile hai migliorato sensibilmente il personale stagionale. Sei soddisfatto di quanto realizzato o pensavi di fare anche meglio?
andrea-marcato-intervista-swim4life-img06«L’obbiettivo estivo era quello di scendere sotto i 4’20” nei 400, sotto i 9′ negli 800 e sotto i 17′ nei 1500. Purtroppo i 1500 li ho nuotati solo una volta e in condizioni climatiche non favorevoli, per cui direi di aver centrato i  miei obbiettivi.  Diciamo che questi risultati mi serviranno come punto di partenza per la nuova stagione.»

Tra gli importanti risultati che hai realizzato quest’anno, c’è anche la vittoria del Supermaster. Nella prossima stagione però la categoria M40 sarà davvero tosta, forse la più competitiva di sempre tra tutte le categorie in quanto vi entreranno atleti come Trippodo, Pampana, Tersar e forse Eroli che aggiunti a quelli che ci sono adesso, renderanno il Supermaster come un mini Campionato Italiano. In vista di questa prospettiva, quali obiettivi ti poni?
«Ho cercato di vincere il Supermaster quest’anno proprio perché sapevo che il prossimo anno sarebbero entrati atleti fortissimi e quindi dovevo approfittarne questa stagione. Era dal 2009 che non vincevo il Supermaster. Ovviamente la presenza di questi illustri nuotatori non può che costituire un grande stimolo e darmi la carica per allenarmi ancora meglio. Per cui sicuramente, se vorrò essere competitivo, il prossimo anno dovrò migliorare sensibilmente i miei tempi.»

Oltre al Supermaster, quest’anno avresti potuto tranquillamente completare e forse vincere anche l’Ironmaster avendo disputato 24 gare di cui però solo 9 diverse. Perché questa classifica non rientrava nei tuoi obiettivi?
«Perchè avrei dovuto gareggiare molto di più e quindi fare più trasferte, ma sarebbe diventato troppo faticoso anche considerando che avrei dovuto spostarmi con la famiglia. Inoltre l’idea di  gareggiare in specialità dove sono proprio negato, soprattutto la rana, mi fa desistere dall’Ironmaster. Preferisco concentrarmi sulle mie gare che non sono proprio facili.»

Delle sfide più esaltanti da quando competi in ambito Master, quale ti è rimasta più impressa e perchè?
andrea-marcato-intervista-swim4life-img07«Non ho una gara in particolare del cuore. Bene o male sono legato a molte gare importanti. Se vogliamo, forse la vittoria più “sofferta” è stata il 200 delfino degli ultimi mondiali di Riccione dove venivo dai due anni di stop per problemi fisici. In quella circostanza volli tentare l’impossibile e mi andò bene.»

Cosa è cambiato per te a livello personale e in generale nel settore da quando eri un Master25 ad oggi che sei un Master40?
«Ormai sono quindici anni che gareggio come master visto che ho iniziato nel 1999 e quindi una certa esperienza me la sono fatta. A livello personale sono cambiate molte cose, ho iniziato che ero ancora uno studente universitario e ora mi ritrovo laureato, con un lavoro e una famiglia. Del settore ho notato un aumento esponenziale di tesserati e di manifestazioni oltre ad un sensibile innalzamento della qualità dei risultati, soprattutto negli ultimi anni. Inoltre ho notato un abbassamento dell’età in cui ex agonisti, anche con un certo palmares, ricominciano a gareggiare. E’ un chiaro segnale che ora, a differenza di qualche anno fa, l’attività master non viene più considerata come sport  per vecchie glorie o per “elefanti” , ma un’alternativa all’esasperazione dell’agonismo e un modo di concepire l’attività sportiva più rilassato, ma sempre di qualità.»

Qual è dunque secondo te la miglior ricetta per vivere il settore Master?
«Divertirsi e stare bene con sé stessi e gli altri. Se ci sono queste premesse poi possono venire anche i risultati, ma l’importante è vivere lo sport come svago e momento di socialità.»

Swim4Life – All rights reserved

occhialini-piscina-speedo-biofuse-2

Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
Shares
Verified by MonsterInsights