Ventitré anni fa Aleksandr Popov vinceva i 100 stile libero alle Olimpiadi di Barcellona.

Ancora oggi è considerato un modello da seguire per la sua elegante tecnica di nuotata.

Ci sono date nella storia del nuoto mondiale che difficilmente si possono dimenticare e gli atleti diretti interessati probabilmente le considerano anche più importanti del proprio compleanno. Oggi ricorre l’anniversario della vittoria nei 100 stile libero di Aleksandr Popov alle Olimpiadi di Barcellona 1992, il glorioso evento che lanciò colui che più tardi fu soprannominato lo Zar, nell’olimpo del nuoto. Ben 23 anni fa Popov conquistava il suo primo alloro olimpico vincendo la gara regina alla quale affiancò due giorni dopo l’oro vinto nei 50 stile libero con 21”91 sfiorando il Record Mondiale per soli 10 centesimi dal crono stampato dallo statunitense Tom Jager due anni prima. Riuscì nell’impresa otto anni dopo fermando il crono a 21”64, primato che conservò per altri e tanti otto anni prima che glielo togliesse l’australiano Eamon Sullivan segnando 21”56. Popov fu primatista mondiale anche nei 100 stile libero con il crono di 48”21 siglato nel 1994 con il quale migliorò il precedente di Matt Biondi con 48”42, detenuto fino al 2000 quando un altro australiano, Michael Klim, fece meglio di lui segnando 48”18 pochi giorni prima delle Olimpiadi di Sydney alle quali poi Klim si fermò ad un solo centesimo dal podio sul quale salì anche Popov occupando il secondo posto alle spalle dell’olandese Pieter van den Hoogenband.

Aleksandr-Popov-win-olimpic-gamesLe Olimpiadi di Barcellona 1992 furono l’inizio della stupenda carriera di Popov, nuotatore che si è distinto per classe, eleganza ed una tecnica straordinaria che esprimeva in costumino slip e senza cuffia. Arrivava a quell’evento a 20 anni e non da favorito, avendo vinto in precedenza soltanto una medaglia d’oro nei 100 stile libero e nelle staffette 4×100 stile libero e 4×100 misti ai Campionati Europei di Atene 1991 e un oro nei 50 stile libero e nella staffetta 4×50 misti agli Europei in vasca corta di Gelsenkirchen nello stesso anno.

Quattro anni dopo, ad Atlanta 1996, si confermò campione olimpico in entrambe le gare diventando il secondo uomo dopo Johnny Weissmuller, il famoso “Tarzan” del grande schermo, a riuscire nell’impresa.
Popov regalò la medaglia d’oro dei 100 stile libero al suo allenatore affermando che sapeva cosa significasse quella medaglia per lui e se la meritava.

Esattamente un mese dopo quelle Olimpiadi, Aleksandr Popov fu accoltellato a Mosca  da un venditore ambulante che lo ridusse in fin di vita danneggiandogli un’arteria, un rene e anche la pleura, la membrana che avvolge i polmoni. Dopo l’operazione, Popov dovette seguire un percorso di riabilitazione fino a dicembre ma appena otto mesi dopo si presentò ai Campionati Europei del 1997 e riuscì a difendere entrambi i suoi titoli nei 50 e 100 stile libero!

«Il mio spirito non è stato ferito, il mio cervello non è stato ferito, solo il mio corpo.» – affermò Popov dopo quell’incidente.

Nel mezzo Popov vinse anche i Mondiali di Roma 1994, sia nei 50 che nei 100 stile libero confermandosi imbattibile in entrambe le gare oltre le quali vinse anche un argento nelle staffette 4×100 stile e 4×100 misti. Quattro anni dopo confermò il titolo mondiale nei 100 stile a Perth ma si dovette accontentare dell’argento nei 50 e del bronzo nella staffetta 4×100 stile libero.

Alle Olimpiadi di Sydney 2000 Popov perse il titolo dei 100 stile libero chiudendo alle spalle di Pieter van den Hoogenband per qualche centesimo di secondo. Fallì anche la gara dei 50 stile libero in cui arrivò sesto mancando l’impresa storica e attualmente incompiuta impresa di vincere tre ori olimpici consecutivi in una delle due gare veloci.

«Non è la fine del mondo, non posso vincere tutto, devo dividere con gli altri.» – affermò Popov dopo le sconfitte dimostrando ancora una volta la sua immensa classe anche al di fuori della vasca.

Alexander-Popov-nuotoTutti pensavano che il grande Zar fosse finito ma a 32 anni Aleksandr Popov dimostrò di avere ancora qualche carta da giocare per sbalordire tutti ai Mondiali di Barcellona 2003 ai quali conquistò sai i 50 che i 100 stile libero chiudendo trionfante la sua carriera proprio dove l’aveva iniziata!

La sua incredibile carriera si concluse ufficialmente alle Olimpiadi di Atene 2004, la sua quarta partecipazione ai Giochi, alle quali fece da Portabandiera per la Russia e dove si presentò come il nuotatore più anziano della competizione con le sue 33 primavere. Non riuscì però ad arrivare in nessuna finale.

Alle Olimpiadi ha vinto complessivamente 4 medaglie d’oro e 5 d’argento che nel suo palmares vanno ad aggiungersi ai sei ori mondiali e 21 ori europei che insieme alle tante medaglie d’argento e bronzo fanno complessivamente 50 medaglie.

E pensare che da bambino Aleksandr Popov aveva paura dell’acqua ed iniziò relativamente tardi, all’età di 8 anni, a prendere lezioni di nuoto.

Nel dicembre del 1999 Popov fu eletto membro effettivo del Comitato Olimpico Internazionale. Dal 1996 fa parte anche della Commissione Atleti del CIO come uno dei sette rappresentanti eletti direttamente dagli atleti nelle votazioni che si tengono in occasione dei Giochi olimpici. Nel 1996 venne insignito della Medaglia d’Onore Russa per il suo contributo allo sport e nello stesso anno fu nominato “Atleta Russo dell’Anno” e “Atleta dell’anno” dall’’associazione della stampa sportiva europea.

Attualmente Popov vive in Russia con l’ex nuotatrice Daria Shmeleva, sua moglie, dalla quale ha avuto due figli, Vladimir e Anton. Laureato in educazione fisica, è noto per i suoi modi cordiali e per il suo bell’aspetto. Il modo di nuotare lo stile libero da Alexander Popov è ancora oggi considerato dalla maggior parte degli esperti di nuoto come un punto di riferimento tecnico al quale ispirarsi. Popov, che il 16 novembre compirà 44 anni, è stato inoltre nominato alla Commissione di Valutazione per le Olimpiadi di Rio 2016.

Aleksandr Popov: 50 e 100 stile libero Olimpiadi Barcellona 1992

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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