Fabio Scozzoli vuole tornare ad essere Fabio Scozzoli!

Dopo l’esperienza in Austria ed il ritorno da Tamas, si sente fortificato e pronto a correre verso Rio.

Quello sfortunato infortunio capitato nel 2013, poco dopo i Mondiali di Barcellona, è stato purtroppo un evento che gli ha condizionato le ultime due stagioni. Dopo i deludenti Mondiali di Barcellona 2013, Fabio Scozzoli aveva deciso di prendere una strada differente da quella del tecnico Tamas Gyertyanffy insieme al quale era esploso ed aveva conquistato importanti traguardi negli anni precedenti. Qualcosa si era forse perso, non c’era più il feeling di una volta e allora il buon Fabio decise di provare un’esperienza diversa andando ad allenarsi in Austria sotto la guida di Dirk Lange.

Poi l’infortunio, l‘operazione, la riabilitazione e un lungo periodo per riprendere confidenza con quella rana che a Londra nel 2012 lo aveva visto sfiorare l’olimpo degli dei. Il ritorno in acqua non è stato facile, ma lui ce l’ha messa tutta per recuperare tutto ciò che aveva perso durante lo stop, sia fisicamente che psicologicamente.
La nuova avventura è durata una stagione nella quale ha vissuto un’esperienza che come Scozzoli racconta in questa intervista, gli è piaciuta molto e gli ha arricchito sicuramente il bagaglio tecnico, ma dopo della quale ha valutato e deciso di ritornare a casa e sulla strada di ritorno verso casa ha deciso anche di affidarsi nuovamente a Tamas, con l’obiettivo di tornare ad essere il Fabio Scozzoli di un tempo.

fabio-scozzoli-s4l-04Un mondiale, quello di Kazan, guardato da casa, sembra essere stato l’ultimo evento vissuto nel suo lungo purgatorio dal quale adesso è pronto ad uscire per provare ad agguantare un pass per i Giochi di Rio e la prova di tutto questo va ricercata nell’uscita dei Campionati Europei in vasca corta di Netanya 2015, dove Scozzoli ha conquistato due medaglie d’oro nelle staffette 4×50 misti maschile e mista.
Del resto, essere il primatista europeo dei 50 rana in vasca corta ed il primatista italiano dei 50 e 100 rana in vasca corta e 100 rana in lunga e vincere oltre 20 medaglie in campo internazionale, tra le quali le due d’argento dei Mondiali di Shanghai nei 50 e 100 rana e quelle d’oro vinte ai Campionati Europei di Budapest 2010 nei 50 rana ed ai Campionati Europei di Debrecen 2012 nei 100 rana, non sono traguardi che si raggiungono per fortuna o per caso e questo Fabio non deve nemmeno dimostrarlo. Ciò che adesso conta è tirare una linea e ricominciare a correre per nuovi ambiziosi obiettivi.

Le prime bracciate del nuovo cammino, Scozzoli le ha mosse al Trofeo Città di Milano, il primo appuntamento italiano in vasca olimpionica che ha aperto la corsa verso i grandi appuntamenti di questa stagione che adesso vede gli ormai imminenti Campionati Italiani Assoluti di Riccione, gli Europei di Londra, il Trofeo Settecolli di Roma e poi allungando lo sguardo all’orizzonte, le Olimpiadi di Rio. In quel di Milano un sorridente e convincente Fabio Scozzoli ha dato una prima zampata vincente per iniziare a riprendersi il posto che gli compete. In questa fase di preparazione intensa della stagione, Fabio ha dominato sia i 50 rana che i 100 rana, chiusi rispettivamente con i crono di 27”82 e 1’01”48.

In particolare nei 100 rana abbiamo visto un grande Fabio fino ai 75 metri, poi la fatica si è fatta sentire. La prestazione di Milano eguaglia il crono nuotato a dicembre in occasione di Campionati Italiani Assoluti Invernali di Riccione e conferma le speranze di rivedere presto un brillante Scozzoli
fabio-scozzoli-s4l-05«Devo dire di aver avuto sensazioni positive in acqua, anche perché ho condotto la gara con serenità. Il tempo nuotato non è il massimo, ma nonostante ciò è vicino al mio migliore stagionale. L’ho già rifatto a Gennaio a Lussemburgo, mi sono avvicinato a rifarlo a Marsiglia, ma sotto carico sono tempi che ho sempre fatto anche nelle mie stagioni migliori. Mi sento quindi perfettamente in linea con le aspettative e ora devo solo cercare di lavorare sodo per fare quell’importante passo in avanti. Come hai anticipato, per 75 metri mi sono sentito bene, poi dopo ho iniziato ad accorciarmi per aumentare il ritmo ed è lì che ho iniziato a sentire la stanchezza. Però mi sono piaciuto fino alle ultime tre bracciate, dove poi mi si è annebbiata la vista! Non ci devo arrivare più a quel punto lì.»

Difatti le sensazioni che abbiamo percepito da fuori sono state proprio le stesse che ti hanno condotto nel finale ad un arrivo un po’ “lungo” che ti ha fatto perdere sul tocco della piastra.
«Si, sono arrivato malissimo, proprio perché ad un certo punto non ero più lucido e non ho toccato benissimo la piastra cronometrica. Con una gara così, ci stanno almeno un paio di decimi in meno che sicuramente non sarebbero stati male.»

fabio-scozzoli-s4l-03Dalle tue parole mi sembra di capire, visto anche il periodo stagionale, che ti trovi all’inizio di un importante macrociclo di lavoro. Cosa ti aspetti nel breve periodo e quindi ad un mese dai Campionati Italiani primaverili di Riccione?
«Mi aspetto di trovare la velocità che adesso non ho. Nella mia carriera è sempre stato così, sono riuscito ad essere veloce solo in fase di scarico e quindi è quello a cui devo puntare anche adesso. Con la velocità, avrò anche la possibilità di fare un forte passaggio nei 100 metri e di conseguenza riuscire a tenere per un ritorno più veloce. Questo è l’obiettivo al quale devo arrivare. Fino ad ora ho fatto lavori pesanti in palestra che chiaramente ti ingolfano un po’ in questo periodo, ma che ti preparano per i futuri lavori esplosivi che permetteranno di alleggerirmi.»

fabio-scozzoli-s4l-06L’ultima volta che ci siamo incontrati ci raccontasti della tua nuova esperienza alla Rocky, da solo con il nuoto, per forgiare una nuova rana in Austria sotto la guida di Dirk Lange.  Ora le cose invece sono cambiate.
«Sono tornato a fare quello che facevo prima dell’infortunio e quindi sono ritornato ad Imola, dove mi alleno facendo la spola con Verona dove c’è Tamas che mi segue. Questa sinergia ha sempre funzionato. L’anno scorso i lavori in Austria non hanno dato i frutti che speravamo, ma comunque resta un’esperienza che mi è piaciuta molto e che sicuramente non è del tutto da buttare. Tutto quello che ho fatto, farà sempre parte del mio bagaglio tecnico e umano e se tornassi indietro rifarei le stesse scelte. Si è sempre detto “Ciò che non uccide fortifica”, ora ho fatto un piccolo passo indietro, ma sono qui per tirare fuori il meglio di me e i risultati che mi porto dalla stagione in vasca corta ne sono la prova.»

Molto spesso questi passi indietro fanno crescere proprio perché ti portano a vivere con occhi diversi e ad apprezzare maggiormente ciò che ti ha accompagnato per anni. Nella vita ciò che importa e che alimenta il quotidiano, sono proprio le motivazioni personali, nessuno può arrivare a comprenderle, sono valori soggettivi. Nessuno potrà mai dire che la tua scelta è stata sbagliata perché non conoscerà mai a fondo la tua voce interiore, condita da emozioni e pensieri, la quale ti ha portato ad intraprendere una determinata strada. Il coraggio di seguire cuore e intuito è alla base di tutto, perché, come parte attiva di noi, sanno realmente cosa vogliamo diventare!

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.
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