Carica e scatenata, Arjola Trimi si trova nella sua golden age e punta dritto ai Giochi di Rio!

L’atleta paralimpica della Bresciana no Frontiere ha conquistato le vette mondiali in soli tre anni.

Scalare le classifiche ed affermarsi velocemente tra i migliori atleti del panorama mondiale? Arjola Trimi sa come si fa! La fresca 29enne di classe S4 tesserata per la Polisportiva Bresciana no Frontiere ne ha raccolti di risultati eccellenti e prestigiosi negli ultimi tre anni, affermandosi in poco tempo tra le atlete più temute del nuoto paralimpico globale.

Al suo esordio in Azzurro, in occasione dei Mondiali IPC Swimming di Montreal nel 2013, ha conquistato subito due medaglie d’argento nei 50 stile libero e nella staffetta 4×50 stile libero e due di bronzo nei 100 e 200 stile libero. Nella stagione successiva si è imposta anche agli Europei di Eindhoven conquistando la medaglia d’oro nei 50, 100 e 200 stile libero segnando anche il Record Europeo nei 50 stile con 43’’24 e la medaglia di bronzo nella 4×50 stile libero, confermandosi tra gli atleti di punta dell’Italnuoto paralimpico.

Nel 2015 è arrivata una ulteriore consacrazione per la Trimi che ai Mondiali di Glasgow ha conquistato una medaglia d’oro nei 50 dorso e una d’argento nei 50 stile libero segnando il Record Europeo in 41”69, risultati a cui sta dando continuità anche in questa stagione che arriverà al culmine con le Paralimpiadi di Rio!
Arjola ha infatti già messo da parte un Record del Mondo al Meeting Internazionale di Brescia con 3’12″32 nei 200 stile libero e un Record del Mondo nei 100 stile libero con 1’28”30 ai Regionali Lombardia, ai quali è seguito il nuovo Record Europeo nei 50 stile libero con il tempo di 40”87 stabilito ai recenti Campionati Italiani Assoluti invernali disputati a Reggio Emilia, risultati che la lanciano sempre di più verso i Giochi di Rio, passando per gli Europei di Funchal!

arjola-trimi-mondiali-swimmingTi aspettavi di avere questo livello prestativo già nella prima parte di questa stagione olimpica?
«Ad essere sincera mi sto preparando molto anche sulle gare dei 50 metri per le quali sto lavorando, ma in questo momento della stagione non mi aspettavo di fare così bene. Speravo di migliorare un po’ il mio personale che comunque era già Record Europeo, ma un conto è sperare e un altro è riuscire a farlo in vasca. Tra l’altro mi sono sentita molto bene nei 50 stile e devo dire che mi sono venuti abbastanza naturale e considerato che la vasca di Reggio Emilia non era velocissima, il risultato ha un valore doppio.»

Cosa ti aspetti in questo periodo che porta prima agli Europei e poi a Rio?
«Il tempo fatto nei 50 stile ai Campionati Italiani invernali mi fa innanzitutto sperare bene per il futuro, in quanto mi fa capire che siamo sulla strada giusta che porta a Rio. Per quanto riguarda i mesi che mi separano dai due impegni internazionali di questa stagione, preferisco pensarci poco per volta. Mi concentrerò prima per gli Europei di Funchal dove voglio fare bene e avere ulteriori conferme, dopo di che punterò dritto a Rio. Ogni traguardo per me è un punto di ripartenza e non di arrivo.»

Ed evidentemente la formula è stata giusta vista che negli ultimi anni hai registrato risultati storici per il nuoto paralimpico italiano.
arjola-trimi-glasgow-ipc-swimming«Devo dire che sono molto contenta perché in effetti gli ultimi anni mi hanno vista sempre in crescita e spero che io possa continuare a migliorare. Di questo sono soddisfatta perché il lavoro svolto insieme alla mia allenatrice Micaela Biava con la quale c’è un feeling particolare, sta pagando e dando soddisfazioni ad entrambe. Il rapporto allenatore-atleta è fondamentale.»

Questo ti da un grande vantaggio sul campo gara?
«Assolutamente si, perché riesco a capire come gestirmi in acqua e migliorare la mia tecnica ed il mio modo di gestire ogni gara grazie all’intesa profonda con ho con la mia allenatrice. Di tutti i risultati raggiunti, non avrei fatto nulla se non avessi condiviso a 360 gradi tutto con lei. Credo che nello sport, soprattutto nel nuoto, deve esserci un dare e avere e avere un allenatore che ti segue e capisce le tue esigenze, è impagabile.»

Se chiudi gli occhi e immagini Rio, cosa vedi davanti a te?
«Immagino qualcosa di magico! Per me sarebbe la prima Paralimpiade e quindi non so cosa aspettarmi nello specifico. Mi aspetto sicuramente un bell’ambiente, qualcosa che mi stimoli ancora di più, che è poi quello che mi serve, anche a livello competitivo. So bene che nell’anno dei Giochi emergono atleti che esplodono all’improvviso e che si presentano tra i tuoi rivali più temibili quando meno te lo aspetti, ma credo che anche questo sia il bello dell’evento e delle competizioni in generale. Vediamo quanto riuscirò a crescere fino ad allora e quanto riuscirò a spingermi oltre i miei limiti.»

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arjola-trimiNon capita spesso che un atleta arrivi alla sua prima Paralimpiade mentre si trova già ad un altissimo livello competitivo in campo internazionale, ma questo è proprio il tuo caso.
«Diciamo che questa cosa non cambia il mio orizzonte, nel senso che ho i miei obiettivi e li inseguo con forza e voglia di arrivare a prescindere. Quando finisco una gara, voglio essere soddisfatta di quello che ho fatto e quando esco dalla piscina devo essere contenta e consapevole di aver fatto tutto quello che potevo fare, indipendentemente dal risultato finale. È ovvio poi che se poi il risultato mi vede al podio, è anche meglio! Senza soddisfazioni personali non si riesce ad andare avanti.»

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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