Federico Turrini punta su Rio, ma non sottovaluta Londra.

«L’obiettivo finale restano le Olimpiadi ma gli Europei sono da onorare al meglio!»

Tra i punti cardine della Nazionale Italiana, il trentenne livornese Federico Turrini si trova in un momento importante della propria carriera, nella quale ha ottenuto i migliori risultati vincendo due bronzi nei 400 misti agli Europei in vasca corta di Eindhoven 2010 e Herning 2013, nonché un bronzo nei 400 misti agli Europei di Berlino 2014, la sua prima medaglia in una competizione internazionale in vasca olimpionica.

Nell’Aquatics Centre di Londra ci ha già gareggiato, quando disputò la sua prima Olimpiade nel 2012 e quindi conosce bene tutti i riferimenti di cui dovrà tener conto nei suoi 200 e 400 misti che disputerà in questi Campionati Europei, importanti anche in chiave dei Giochi Olimpici di Rio, in proiezione dei quali l’atleta della Livorno Nuoto e Centro Sportivo Esercito ha siglato a Riccione il terzo crono mondiale stagionale nei 400 misti nuotati in 4’11”95.

Dopo il grande crono segnato nei 400 misti di Riccione, come ti giocherai questi Europei di Londra?
«Sono molto contento dei risultati ottenuti in vasca ad aprile, perché ho ben messo a frutto il lavoro fatto di questi ultimi mesi. Soprattutto il tempo nei 400 misti è stato ottimo e mi ha consentito subito di strappare il pass olimpico che mi permette di avere una tranquillità maggiore per affrontare tutto il resto della stagione, mentre nei 200 misti mi giocherò tutto qui a Londra.»

federico-turrini-002La terza prestazione mondiale stagionale registrata nei 400 misti dimostra la tua maggiore propensione verso questa distanza. Pensi quindi di puntare maggiormente su questa o di migliorare anche i 200 metri?
«Penso che a livello internazionale sia più aperta per me la corsa ai 400 misti rispetto ai 200, nei quali bisognerebbe andare molto più forte rispetto a quanto ho nuotato e sinceramente non credo che ci siano tutti questi margini di miglioramento. Cosa diversa invece per i 400 nei quali riprendere il buon crono fatto a questi italiani mi potrebbe portare qualche bella soddisfazione.»

Nei 200 misti degli Assoluti di Riccione abbiamo visto l’exploit del giovane Lorenzo Glessi ma alla fine è prevalsa sempre la tua esperienza. Come vedi questa distanza nel futuro del nuoto italiano?
«Penso che stanno emergendo degli ottimi ragazzi che garantiranno negli anni un buon avvicendamento. Glessi a livello giovanile è un gran campione che ha già fatto vedere di cosa è capace. Ha l’età dalla sua parte per poter migliorare ancora ed arrivare nel tempo a livelli altissimi. Mi auguro per lui che riesca a togliersi delle grandi soddisfazioni.»

Noi ci aspettiamo tuttavia che Federico Turrini si esprima ad alti livelli ancora per tanto tempo e che di qui a tre mesi riesca a raggiungere per le olimpiadi grandissimi traguardi.
«Quello lo spero anche io! Finché mi diverto, ho voglia di allenarmi ed il cronometro resta dalla mia parte, sicuramente sarò qui.»

federico-turrini-003Guardando cosa hanno fatto gli altri ai rispettivi Trials olimpici, cosa pensi sia meglio fare in questa fase della stagione a pochi mesi dai Giochi Olimpici? Meglio puntare tutto su Rio o puntare a fare bella figura anche a Londra per far sentire fin da subito la propria presenza con crono rumorosi?
«Il problema è che bisogna qualificarsi per i grandi appuntamenti e quindi bisognava andare già forte ai Trials. A parte pochi casi di atleti che avevano già la qualificazione dall’estate scorsa, tutti i Paesi prevedevano delle selezioni per l’accesso alle Olimpiadi tra marzo e aprile e quindi tutti gli atleti hanno dato l’anima ad ogni costo per non perdere il grande appuntamento di Rio. A volte però la tensione di un importantissimo appuntamento come l’Olimpiade può giocare dei brutti scherzi, quindi penso sia normale che nell’anno Olimpico si vada mediamente subito forte, anche se poi è comunque importante pianificare ed impostare un ciclo di lavoro in vista dell’Olimpiade. Gli Americani magari sono gli unici che fanno diversamente, con dei Trials proprio a ridosso delle Olimpiadi che permettono di mantenere la forma per più tempo. Noi puntiamo sicuramente a far bene anche agli Europei ma non sarà facile mantenere un buono stato di forma per tutto il periodo che ci separa dalle Olimpiadi. Tuttavia l’appuntamento di Londra è da onorare al meglio, anche perchè quest’anno costituisce un importante strada di passaggio per arrivare ai Giochi.»

Il Nuoto Italiano negli ultimi anni ha seguito un buon trend di crescita, ma restano sempre lontani gli Americano. Cosa manca a noi per colmare questo gap?
federico-turrini-004«A mio avviso in base ai numeri che abbiamo qui in Italia siamo davvero molto bravi. Non possiamo paragonarci con il nuoto americano che ha un bacino di utenza di gran lunga maggiore del nostro e di conseguenza con un’organizzazione diversa. In ogni college ci sono tanti atleti che partecipano al movimento natatorio, si pensi solo al fatto che viene data la possibilità a venti/trenta ragazzi di fare i nuotatori professionisti, cosa che ti fa comprendere i grandi numeri su cui puntano e che sono di gran lunga diversi dai nostri. Nella nostra realtà bisogna ringraziare non poco i corpi sportivi militari, insieme a qualche società sportiva civile, che danno la possibilità ad alcuni ragazzi di fare lo sportivo a livello professionistico ed avere quella sicurezza economica, senza la quale sarebbe davvero difficile riuscire a fare il professionista. Per questo motivo magari tanti altri ragazzi si perdono, non vengono invogliati e prediligono lo studio e l’università perché diventa anche difficile o impossibile riuscire a conciliare le due cose. Se un ragazzo studia ingegneria o medicina, diventa davvero difficile riuscire a tenere i ritmi di un nuotatore agonista, quindi o si ha la possibilità di potersi esprimere a livello professionistico, oppure si finisce per essere costretti a prendere strade diverse. Si pensi anche alla scuola dove tanti ragazzini impegnati in allenamenti o in gare internazionali vengono continuamente pressati e messi alle strette da professori che non danno garanzie o non forniscono una tranquillità per le loro attività extra scolastiche. Un atleta studente non ha alcun tipo di incentivo e questo la dice lunga sulla considerazione e sulla scarsa importanza che l’istruzione italiana dà allo sport! Bisognerebbe avere una maggiore apertura, senza della quale non potremo crescere né in quantità, né in qualità.»

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.