Michael Phelps a 360 gradi sulla sua quinta Olimpiade, sul figlio e su come si preparano gli USA a Rio!

Lo Squalo di Baltimora parla un po’ di tutto nella conferenza stampa pre olimpica realizzata nel raduno di preparazione di San Antonio, aprendosi su Katie Ledecky e confessando le difficoltà e la crisi avuta da Nathan Adrian in questi giorni.

Durante la giornata dedicata ai media organizzata lo scorso fine settimana a San Antonio, presso il raduno di allenamento della squadra olimpica degli Stati Uniti, Michael Phelps (foto Getty Images ) ha tenuto una conferenza stampa per fare un resoconto sullo stato della squadra e delle matricole di quest’anno e di come sta godendo dell’esperienza di prepararsi per la sua quinta Olimpiade. Un Phelps a tutto campo, veramente a 360 gradi, ha raccontato quello che finora ha visto dalla due volte campionessa Katie Ledecky, sia dentro che fuori la vasca e perché gli piace vivere utilizzando Facebook per documentare le attività del team, ma non solo. Ha raccontato del neonato figlio e di quanto sia difficile essere separato da lui e dalla famiglia in questo momento, ha discusso di come la sua vita è cambiata da quando ha vinto otto medaglie d’oro ai Giochi del 2008 ed ha anche discusso su quanto sia difficile talvolta tenere il ritmo forsennato di questa preparazione pre olimpica per Rio riferendosi all’episodio che ha visto Nathan Adrian protagonista di una crisi di nervi dovuta proprio al grande carico di lavoro fisico e psicologico che gli atleti stanno affrontando in queste settimane.

Com’è vivere questa esperienza di preparazione ad un’Olimpiade per te e com’è condividerla con una come Katie Ledecky?
«Sono molto contento di essere in questo gruppo. Ci sono ragazzi di grande talento e lei – riferendosi alla Ledecky – è incredibile. La cosa più bella è che ha una grande etica del lavoro e osservandola ogni giorno, mi rendo conto che lei è in grado di sopportare qualsiasi carico di lavoro in allenamento. Sta facendo cose che le donne non hanno mai fatto prima e non ha paura di dare letteralmente tutto quello che può dare.»

Katie Ledecky è cambiata da Londra 2012?
«Ha una mente aperta e questo non si vede spesso. È divertente osservarla ed osservare la sua progressione rispetto alla prima Olimpiade e d è ancora più divertente perché l’altro giorno la vedevo su Facebook e ci scambiavamo commenti. Insomma, è proprio un bel personaggio.»

michael-phelps-sonsCosa è cambiato invece per te con la nascita del bambino rapportato a dover preparare l’Olimpiade?
«Pensavo che avere un bambino fosse un’esperienza soffocante: sta dormendo? Come respira? Ha abbastanza cibo? E invece è un pezzo in più della mia vita a cui sono grato, siamo tutti grati di averlo. È un bambino sano ed io non riesco ancora a credere a quanto velocemente cresca. Lo vedo ogni giorno con il FaceTime e lo vedo ogni giorno più grande. Non vedo l’ora di tornare e guardarlo crescere.»

A quando il nuoto per lui?
«A volte si raffredda ed io penso che sia già come il papà. Detto questo – sorride – non credo sia ancora il caso, ma forse un giorno, chissà.»

Perché non è lì con te? Lo vedremo a Rio?
«Come ho detto prima, è piccolo e si raffredda spesso. Il volo sarebbe stato difficile per lui. Per me sapere di dover stare cinque settimane lontano da casa è difficile, perché è la distanza più lunga che abbia mai sopportato, ma so che la mia famiglia è come se fosse qui con me a sostenermi. A Rio ci saranno e non vedo l’ora di vederli, perché sono la cosa più bella che sono riuscito ad ottenere.»

Che musica ascolti nelle tue belle e grandi cuffie?
«C’è Eminem, Young Jeezy e c’è Eric Church. Un’ampia varietà di musica, c’è anche musica country, tutto quello che mi va di ascoltare quel giorno.»

Tu sei il re dei social media, hai postato una foto su Instagram e Facebook di voi tre in piscina. Credi che un giorno sarà lui a giocare con il cronometro?
«Sono stato molto fortunato perché mia madre mi ha sempre fatto fare quello che amavo e credo che questo sia il motivo per cui amo nuotare ancora oggi e perché sono stato in grado di fare in passato quello che ho fatto. Non ho mai avuto pressioni dai miei genitori e questo mi ha dato la possibilità di giocare. Questo rende felici i miei genitori e credo che i figli questo vogliono, o sbaglio? Rendere felici i propri genitori. Per quanto riguarda il discorso di Facebook, io mi diverto e lo faccio soprattutto per far capire che non sono diverso, sono un uomo normale e voglio far vedere chi realmente sono. Ad esempio ieri ero su un bus e ridevo e scherzavo con chi mi stava vicino, parlavamo di pizza e maccheroni e poi mi hanno chiesto di Katie Ledecky. Penso che sia bello interagire con i tifosi, non solo qui dal vivo, ma in tutto il mondo attraverso i Social per far capire loro quello che facciamo. Cioè, è vero, in piscina faccio questo, però poi sono a casa, ho un bambino, accendo la griglia come tutti gli altri, sono un essere normale. In ogni caso, il tizio dell’autobus mi ha chiesto il numero di Katie ed ora dovrei darglielo per vedere se un appuntamento glielo da.» – conclude sorridendo Michael.

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michael-phelpsCom’è la vostra esperienza qui? Ryan ieri ci ha detto che ha freddo.
«Beh, credo che come squadra olimpica siamo ai vertici. Abbiamo 34/35 matricole e credo che la nostra squadra sia in assoluto quella che ha avuto più medaglie olimpiche. Credo che in questo modo abbiamo avuto l’entusiasmo dei ragazzi più giovani. Ci sono tante persone molto entusiaste ed eccitate per l’evento, ho avuto modo di incontrare qualcuno di loro lo scorso anno ed ora li vedo qui, nella squadra Olimpica. Ho solo detto loro che se hanno bisogno di qualsiasi cosa, io sono a loro disposizione.»

Ieri Nathan Adrian si è sentito male, cosa è successo?
«L’ho sentito urlare e gli ho detto “Hey Nathan, non lo devi fare per forza. Esci, andiamo, usciamo un po’ a distrarci. Fai quello che sai fare ed il gioco è fatto”. Credo sia importante ascoltare le persone, l’altro giorno ero io ad ascoltare Popovich, è quello che facciamo in questo sport, ascoltiamo. La piscina è sempre uguale ovunque, l’acqua è sempre la stessa, la corsia è sempre la stessa. Certo, c’è la piscina delle Olimpiadi, ma non c’è differenza con quella che trovi in un quartiere qualsiasi. Io questo dico ai ragazzi quando sono in ansia: “L’acqua è sempre la stessa, quindi rilassatevi, divertitevi e fate quello che sapete fare ed andrà tutto bene” – Popovich e Parker mi hanno chiesto come faccio a fare quello che faccio, beh, faccio quello che so fare ed i miei ragazzi devono fare la stessa cosa. Mi hanno addestrato a fare questo. Fino alle Olimpiadi mi alleno su prove veloci perché i tempi mondiali si sono abbassati di molto ed io mi alleno sugli attuali tempi base. Questo è un grande gruppo di ragazzi ai quali dare in consegna il lavoro che ho fatto in tutti questi anni.»

michael-phelps-training-camp-media-dayCome ci si arriva alla quinta Olimpiade?
«Sto cercando di mantenere il carico emozionale. Tecnicamente non farò nulla di diverso rispetto a ciò che mi sono allenato. L’importante è controllare le emozioni.»

Come si ottiene questa preparazione mentale?
«Posso rispondere per me, credo che oggi ho fatto una delle mie sedute di allenamento migliori. Questo mi tranquillizza per quella che sarà la mia forma fisica a Rio. Devo visualizzare ciò che voglio che accada e ciò che voglio che non accada. Una volta fatto questo, sono pronto a tutto. Credo che parte del mio successo passato sia aver visualizzato l’obiettivo e quando riesci a far questo tenendo anche a freno le emozioni, il traguardo è possibile.»

fonte USA Swimming

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