Il CIO scarica la decisione sui russi alle rispettive Federazioni ma esclude dalle Olimpiadi gli atleti precedentemente positivi!

A rischiare è Yulia Efimova che però è già passata al contrattacco rivolgendosi al CAS.

Ormai è una bufera politica quella del Caso di Doping di Stato della Russia e della partecipazione dei suoi atleti alle Olimpiadi di Rio. Dopo le varie notizie pubblicate nei giorni scorsi in seguito a quanto emerso dal Rapporto McLaren –  clicca qui per leggere l’ultima notizia – dopo l’esclusione dell’Atletica Leggera e dopo la posizione della IPC Swimming volta a non accettare la partecipazione di atleti della Russia ai Giochi Paralimpici –  clicca qui per leggere l’ultima notizia – è arrivata ieri la decisione in controtendenza del Comitato Internazionale Olimpico che viste le tempistiche strette a meno di due settimane dall’inizio delle Olimpiadi e vista la difficile situazione di giudizio collettivo in quanto sarebbero coinvolti nella decisione di esclusione tutti gli atleti, anche quelli eventualmente puliti, è stato decretato di affidare alle singole Federazioni Russe la decisione, con la postilla di non ammettere in ogni caso atleti che in precedenza sono stati sospesi per doping e tra questi ci sarebbe Yulia Efimova che quindi rischia a questo punto di saltare Rio.

Andrei Mitkov, l’agente della Efimova, ha dichiarato all’Agenzia delle informazioni sportive “All Sport” di essere contrariato da questa decisione e che farà di tutto per far si che la sua atleta possa partecipare regolarmente ai Giochi Olimpici.

“Prima di tutto, sono molto contento che la squadra russa si esibirà ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro sotto la bandiera russa – ha detto Andrei Mitkov – Allo stesso tempo sono contrariato sulla scelta di non permettere ad alcuni atleti russi che hanno precedentemente ricevuto sanzioni antidoping di non poter partecipare ai Giochi. Ricordiamo che anche nel 2011 il CAS ha accolto la domanda del Comitato Olimpico degli Stati Uniti e dell’atleta statunitense LaShawn Merritt al CIO per invalidare l’allora 45-esima regola della Carta Olimpica e che solo un paio di settimane fa, il CAS ha accolto la domanda del campione olimpico nel 2008 nel nuoto Pak Kwan Tae dalla Corea del Sud, sospeso per 18 mesi per una violazione delle regole antidoping, al suo Comitato Olimpico Nazionale nella decisione di non includerlo nella squadra per i Giochi di Rio. È strano che il CIO abbia quindi deciso di inserire la clausola relativa ai soli atleti russi.”

“A meno di nulla di straordinario, nel pomeriggio di domani la Federazione Internazionale Sport acquatici (FINA) confermerà l’elenco dei partecipanti russi ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro – ha proseguito Andrei Mitkov – Speriamo che la FINA riconosca la Carta Olimpica e tenga conto delle decisioni prese ultimamente dal CAS su altri atleti e confermi dunque la partecipazione di Yulia Efimova alle Olimpiadi, ma siamo abituati a prepararci al peggio e così, in ogni caso, abbiamo già fatto domanda cautelativa al CAS che partirà il 27 luglio. Non abbiamo alcun dubbio che Julia si esibirà a Rio e noi crediamo che ci si può, nonostante tutti i problemi, mostrare i risultati migliori.”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine