Lo spettacolo bello dei Record Mondiali e quello meno bello dei fischi a Yulia Efimova e alla 4×100 stile della Russia.

L’effetto del comportamento del CIO e della FINA sulla vicenda del Doping Russo non è tardato ad arrivare ed alla prima occasione le tribune brasiliane si sono fatte sentire.

Fischi per Yulia Efimova, fischi per la 4×100 stile della Russia, le tribune dell’Aquatics Stadium di Rio de Janeiro non hanno perdonato quanto accaduto nel pre olimpico in seguito alla telenovela del Doping di Stato della Russia, dimenticando però che una cosa analoga era successa al loro Cesar Cielo nel 2011 che pochi mesi dopo la positività “perdonata” andava a vincere i 50 stile e 50 farfalla ai Mondiali di Shnaghai 2011.

A Rio non ci vai, no mi correggo, a Rio ci vai, aspetta ci ripenso, non ci vai perché ti squalifico per la squalifica che hai scontato nel 2013, aspetta dai parliamone, alle Olimpiadi ti faccio partecipare.

Prendendola ironicamente è stato proprio questo il susseguirsi di decisioni da parte di FINA e CIO che da marzo fino a solo pochi giorni fa, hanno giocato praticamente a tennis, in particolare con la ranista russa che doveva essere squalificata per l’ormai nota questione del Meldonium, farmaco vietato da gennaio 2016 dalla Wada e trovato nelle analisi della Efimova che è rimasta sospesa dalle competizioni per tutto l’anno fino a un mese fa, prima di essere riabilitata quando FINA, WADA e CIO hanno deciso in seguito anche ad interventi legali, che la russa potesse essere riammessa alle competizioni in quanto il fatto non sussisteva.

Dopo è venuta fuori la faccenda del Rapporto McLaren, un’indagine condotta sul Doping di Stato della Russia che ha fatto scoppiare una bomba atomica che sembrava dovesse spazzare via gli atleti russi dai Giochi di Rio, decisione che in effetti era stata presa dalla FINA in conseguenza a quanto raccomandato dalla WADA e da quanto accertato dal CIO, ovvero fermare i russi che erano risultati positivi e coperti e quelli che recentemente erano stati trovati postivi, quindi la Efimova che invece poi è stata riaccettata solo la scorsa settimana dopo la decisione del CAS a cui la ranista aveva fatto ricorso, ripescando sia lei che gli altri nuotatori russi che erano stati fermati e impossibilitati a partecipare a Rio.

yulia-efimovaInsomma un disastro che sicuramente ha fatto perdere credibilità al Nuoto e le conseguenze si sono viste nelle finali di ieri sera, con i fischi rumorosi, assordanti, arrivati dai tifosi sia poco prima della partenza della semifinale dei 100 rana disputata dalla Efimova, sia al tocco della piastra cronometrica della russa che con un gesto di disappunto verso le tribune ha comunicato che non fosse giusto ricevere quel trattamento.

Non sono mancate le reazioni anche da parte degli atleti.

«Sono supportata dai miei familiari e dai miei sponsor a queste Olimpiadi – ha dichiarato Ruta Meilutyte a fine gara – Prima mi piaceva confrontarmi con la Efimova, ma adesso non è più così perché preferisco gareggiare con atlete pulite, anche se in genere non mi piace guardare le mie avversarie e punterò comunque a dare il massimo nella finale.»

«Amo così tanto questo sport, ho pianto tanto stanotte… È stato molto divertente nuotare questa semifinale vicino a grandi amiche e qualche vero atleta, ma sfortunatamente sono finita nona ha twittato la svedese Jennie Johansson, medaglia d’oro nei 50 rana agli Europei di Londra 2016 ed ai Mondiali di Kazan 2015 e non qualificata per la finale dei 100 rana – Il mio cuore e la mia mente nuoteranno quella finale domani, anche se quella corsia è attualmente occupata da qualcuno che non la merita.»

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E i fischi dei tifosi sono stati diretti anche alla formazione della 4x100 stile libero della Russia in cui figurava Vladimir Morozov, anche lui fermato e poi riammesso solo pochi giorni fa alle Olimpiadi, al presentarsi del team ai blocchi di partenza della finale che ha concluso la giornata di ieri, in cui i russi sono arrivati poi quarti per 27 centesimi. Cosa sarebbe successo se invece fossero saliti sul podio? E cosa accadrà se la Efimova dovesse salire sul podio dei 100 rana o addirittura se dovesse vincerli?

michael-phelps-olimpiadi-rio-2016Due episodi molto significativi sui quali CIO e FINA dovrebbero riflettere.

Ma per fortuna la serata, la nottata per gli italiani, ha regalato anche tanto spettacolo bello con i Record del Mondo infranti da Sarah Sjostrom nei 100 farfalla, Adam Peaty nei 100 rana e Katie Ledecky nei 400 stile libero e dal Record del Mondo Juniores siglato dalla 16enne Penny Oleksiak nei 100 farfalla e ancora con la 23esima medaglia, la 19esima olimpica, di Michael Phelps, ritornato alle competizioni nella scorsa stagione dopo l’addio dato nel 2012 al termine dei Giochi di Londra, sperando che l’acqua delle piscine delle Olimpiadi e non solo, possa essere più pulita in futuro.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine