Il prestigio di aver conquistato la World Cup non placa la fame di Simone Ruffini che voler assaggiare una medaglia olimpica!

Tokyo 2020 non è lontana ed il tempo passa in fretta. E sul nuoto in vasca è chiaro: «Per noi fondisti è un allenamento e chi dalla vasca vuole passare alle acque libere non dovrebbe farla così facile, sono due sport diversi»

La World Cup FINA conquistata a due mesi dalle Olimpiadi di Rio, è una gioia immensa arrivata al termine di una rincorsa entusiasmante che ha visto Simone Ruffini protagonista di una rimonta portata a termine nelle ultime due giornate disputate a Chun’an Qiandaohu in Cina e Hong Kong dopo essere stato già al comando della classifica generale del torneo. Comando perso proprio per dare priorità ai Giochi Olimpici, in prossimità dei quali si sono disputate ugualmente due tappe della World Cup, una venti giorni prima e l’altra tre giorni prima dell’evento Olimpico, quasi un paradosso.

Ma per l’atleta allenato da Emanuele Sacchi e tesserato per il Gruppo Sportivo Esercito e Circolo Canottieri Aniene, non si è certamente arreso ed ha perseverato nella sua rincorsa, cogliendo un prestigioso successo, arrivato in Italia precedentemente soltanto per Valerio Cleri nel 2008 e che va ad aggiungersi nel palmares del marchigiano all’oro mondiale di Kazan dello scorso anno, a quello delle Universiadi del 2011 ed all’argento ed al bronzo vinto agli Europei del 2010. Un successo da festeggiare, ma sul quale costruire la nuova stagione ed il futuro.

Чемпионат мира FINA 2015. Плавание на открытой воде. Мужчины. 25 кмNon era facile vincere questa World Cup perché non dipendeva solo dal tuo risultato. Con che spirito dunque hai affrontato l’ultima tappa (foto R-Sport / MIA Rossiya Segodnya)?
«Diciamo che proprio perché non dipendeva soltanto da me, stavolta ci è voluta anche un po’ di fortuna. Ero comunque molto sereno in quanto avevo deciso in ogni caso di finire la Coppa del Mondo dopo l’impegno delle Olimpiadi e andavo lì a fare il mio meglio, a prescindere dal risultato finale. Ovviamente, se fossi arrivato secondo sarei rimasto un po’ col dente avvelenato, ma non per questo non sarei comunque rimasto contento, visto che parliamo di una classifica generale a livello mondiale. Chiaramente vincere è stato meglio!»

Dopo aver disputato quale tappa hai pensato che ce la potevi fare a risalire nuovamente la classifica fino al primo posto?
«Bisogna considerare un fatto importante, che ho perso la prima posizione in quanto ho dovuto saltare le due gare vicine alle Olimpiadi, una in programma due settimane prima e l’altra quasi in concomitanza dei Giochi ed è naturale che avessi dato priorità alla competizione olimpica saltando quelle due gare. Alla fine però per quelle due gare mancate, proprio perché avevo preso parte alle Olimpiadi, la FINA mi aveva comunque dato un punteggio minimo, grazie al quale ero ancora in testa, ma stranamente, due settimane prima della partenza per le ultime due tappe, mi sono stati tolti e mi son ritrovato secondo. Provarci non costava nulla, ero allenato e non mi sarei fermato ad un passo dall’obiettivo, ma la FINA non ha seguito un comportamento del tutto chiaro.»

simone-ruffini-world-cup-fina-2016Abbiamo notato che la FINA non è stata impeccabile anche sotto altri aspetti di questa World Cup, come la pubblicazione in tempi reali dei risultati ad esempio.
«Diciamo che è stata poco chiara. Non ho capito il motivo per il quale mi sono stati tolti quei punti, ma in ogni caso, mi sembra un po’ assurdo inserire due tappe della competizione a ridosso delle Olimpiadi che sono comunque l’evento sportivo per eccellenza. Alla fine è andata comunque bene, quindi non ci lamentiamo ulteriormente. Speriamo però che la FINA investa di più sulle Open Water, anche se devo dire che il settore è cresciuto tantissimo negli ultimi anni. Ogni gara è organizzata in maniera veramente chiara e perfetta, tanto che sembra di prendere parte ogni volta ad un Mondiale e questo è un bene per gli atleti che così fanno un’esperienza molto formativa anche in preparazione di un evento come può essere per l’appunto un Mondiale.»

Cosa hai provato nel conquistare questa World Cup pensando anche che tu e Rachele Bruni siete i primi italiani a vincerla insieme?
«Vincere un evento che prima in Italia era stato vinto solo da Valerio Cleri, per me è stato un enorme conquista. Cleri è un pioniere del nuoto di Fondo, un idolo per tutti e fare una cosa che solo lui era riuscito a fare in passato, è una cosa straordinaria che mi ha reso molto felice. Vincere la classifica generale vuol dire anche che durante tutta la stagione hai gareggiato sempre ad altissimi livelli e questo mi gratifica ulteriormente. L’Olimpiade è andata come è andata, ma abbiamo dimostrato che comunque di qualità ne abbiamo.»

Чемпионат мира FINA 2015. Плавание на открытой воде. Мужчины. 10 кмA Rio hai lottato comunque tanto per inseguire un risultato importante e si è visto chiaramente, a prescindere dal risultato finale (foto R-Sport / MIA Rossiya Segodnya).
«Purtroppo le Olimpiadi sono una gara a se. Inoltre non abbiamo batterie, semifinali e finali, ma un unico colpo in canna. È stato già bellissimo poter rappresentare l’Italia alla manifestazione sportiva più importante in assoluto, è mancato solo un pelo di fortuna, ma va bene così.»

Diciamo che sei stato ripagato dal Mantra alla World Cup.
«Si dai, diciamo così, anche se era meglio avere più fortuna alle Olimpiadi che alla World Cup, ma chi si accontenta gode!» risponde sorridendo Ruffini

Sportline-costumi-SPEEDO-640x387

Insieme a Rachele Bruni hai praticamente vissuto tutta la tua carriera e con lei hai condiviso gran parte dei tuoi successi, a cominciare dagli Europei giovanili. Quanto è importante partire per una competizione ed avere la compagnia di un atleta che conosci da una vita e che come te punta al massimo risultato?
«Noi siamo cresciuti praticamente insieme, poi lei si è avviata avanti nel gruppo della nazionale Assoluta ed io l’ho seguita poco dopo. Ci siamo trasferiti insieme a Roma, ci siamo allenati anche insieme per due anni, poi io ho preso una strada differente, mentre lei è rimasta a Roma con Fabrizio Antonelli ed è stata ripagata in pieno da questa scelta. Vincere questa World Cup insieme è stato bellissimo e divertente ed è stato bello partire insieme per puntare entrambi ad un risultato così prestigioso. In generale comunque, tutto il gruppo della nazionale è abbastanza unito e quando siamo in giro per il mondo ci sosteniamo sempre a vicenda per fare quel qualcosa di più in gara. Questo ci dà molta serenità e ci agevola per poter dare il meglio.»

simone-ruffini-settecolli-2016Il prossimo evento in cui ti vedremo sarà in un ambiente a te poco usuale, la vasca di Riccione per gli italiani invernali. Cosa rappresenta una competizione in vasca per un atleta che è abituato a nuotare per almeno 5 km in acque libere?
«Per noi fondisti questo, come altri appuntamenti in vasca, rappresentano un allenamento. A me piace molto prendere parte ai Campionati Italiani, perché vivo un altro contesto e vedo anche altri ragazzi che vanno veramente tanto forte.»

Perché un atleta di vasca può pensare di poter competere anche in acque libere e invece è più difficile che accada il contrario?
«Mah, noi fondisti non è che siamo proprio male in vasca – risponde sorridendo Simone – Portiamo a casa il nostro crono da 15’15”/18” che in un 1500 stile non è male se consideri che per noi questo è equivalente ad un ultimo 1500 metri di una 10 km. Diciamo che per un atleta di vasca ha più facilità ad andare più forte in piscina rispetto a noi, ma se l’acqua è ferma! Se qualcuno di loro avesse gareggiato a Hong Kong o nel Lago cinese della penultima tappa di World Cup in cui le acque erano veramente molto mosse, non so quanto sarebbe strato facile nuotare un buon ritmo in quelle condizioni. Alcuni a volte la fanno molto facile dicendo che vogliono passare dalla vasca alle Acque Libere, ma la verità è che il Fondo è un altro sport. In comune con loro, abbiamo solo il fatto che si chiama Nuoto e che si fa in acqua, ma in effetti sono due sport completamente diversi e le persone dovrebbero iniziare a capirlo.»

simone-ruffini-fondoCome festeggerai il traguardo appena conquistato?
«Oggi o al massimo domani sarò di ritorno a Roma dopo essere passato a casa, dopo di che discuterò con Emanuele Sacchi la nuova stagione. Tra due anni ci sono le selezioni olimpiche ed il tempo passa velocemente.»

Ti manca un titolo europeo, ma anche una medaglia olimpica. Quanto è lontana Tokyo 2020 in questa ottica?
«Ho alcuni sassolini da togliermi in campo europeo e poi in questa ottica, ragionando su tutto quello che voglio fare, dopodomani c’è Tokyo! Dobbiamo però pazientare almeno due anni sperando di farci trovare sempre ad un buon livello ed una buona condizione mentale e fisica.»

Ti è piaciuto questo articolo? Allora metti un Mi Piace alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook!

Swim4Life – All rights reserved

Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine