Il CT Riccardo Vernole non vuole dormire sugli allori e progetta già Tokyo 2020

«Ai Giochi di Rio è stato un successo storico, ma è già tempo di pensare al nuovo quadriennio e migliorare!»

Il riscontro del seguito degli appassionati che hanno seguito le Paralimpiadi di Rio 2016 che hanno visto quasi 600 atleti battersi in gare mozzafiato, rappresenta un ulteriore progresso e importante passo in avanti per il nuoto paralimpico mondiale che unito ai risultati emersi, equivale ad una ulteriore evoluzione ed affermazione negli sport olimpici.
Questo aspetto interessa in particolar modo anche il movimento del nuoto paralimpico italiano che a Rio ha scritto un importante pagina di storia centrando il 13esimo posto nel medagliere del Nuoto dominato dalla Cina con 92 medaglie (37 d’oro, 30 d’argento e 25 di bronzo) su 36 Paesi classificati. Con le quattro medaglie vinte, Federico Morlacchi è inoltre l’atleta paralimpico italiano ad aver vinto più medaglie di tutti, il quarto in termini di medagliere guardando le medaglie d’oro, alle spalle di Luca Mazzone (due medaglie d’oro e una d’argento), Alessandro Zanardi (due medaglie d’oro e una d’argento) e Vittorio Podesta (due medaglie d’oro), tutti e tre nel Ciclismo su strada.

Con 13 delle 39 medaglie conquistate dal team Italia a Rio, il Nuoto è la disciplina ad aver vinto più medaglie di tutti gli sport italiani a Rio, secondo solo nel medagliere che guarda gli ori dietro al Ciclismo su strada che ne ha vinte 12, di cui però cinque d’oro.
Gli Azzurri in vasca hanno fatto cose veramente straordinarie, andando anche oltre le più rosee previsioni e speranze nutrite alla vigilia dell’evento sportivo più importante per eccellenza, siglando 31 Record Italiani e un Record Europeo in 10 giorni di gare in cui gli Azzurri hanno disputato 120 gare e oltre 50 finali.
Ad un mese esatto dall’evento, appare ancora visibilmente entusiasta il CT Riccardo Vernole che però vuole subito fare di questo successo incredibile, una solida base sulla quale costruire un nuovo vincente quadriennio olimpico, puntando fin da ora ai Giochi di Tokyo 2020.

federico-morlacchi-medaglia-paralimpiadi-rio-2016Con i riscontri ottenuto a Rio, il Nuoto Paralimpico è chiamato all’ulteriore crescita e affermazione. Avete già fissato i nuovi ambiziosi traguardi?
«Siamo rientrati dal Brasile con la consapevolezza di aver fatto un ottimo lavoro del quale sono orgoglioso, ma c’è già il pensiero che guarda verso Tokyo 2020. Stiamo infatti già programmando delle strategie atte a reperire nuovi atleti per puntare a crescere ancora, dobbiamo sfruttare l’onda positiva dell’effetto Rio. Strategicamente parlando, questi mesi che concluderanno un 2016 da incorniciare – non dimentichiamoci dello strepitoso Europeo di Funchal – saranno fondamentali. Già comunque abbiamo i primi riscontri positivi, infatti, stiamo ricevendo in Federazione tantissime richieste da parte di nuovi potenziali atleti.»

A Rio avete fatto cose veramente straordinarie. Qual è stato il momento più importante durante il quale preparare l’evento negli ultimi due mesi che lo precedevano?
«Il Collegiale ad Ostia tenutosi dal 18 al 26 agosto, durante il quale abbiamo fatto un grosso lavoro, sia dal punto di vista della preparazione che di aggregazione della squadra. Tutti i tecnici presenti al Centro Federale FIN hanno concordato sul lavoro da proporre agli azzurri, il coinvolgimento dei tecnici personali, invitati dalla FINP, è stato importantissimo.»

Quali sono stati i meccanismi fondamentali da far girare nel motore che ha spinto questa nazionale a vivere una condizione ideale per potersi esprimere al meglio delle proprie possibilità?
«Tutto il team è stato straordinario, dagli elementi che componevano lo staff, guidati dal Segretario Generale Franco Riccobello, agli atleti della squadra. I ragazzi sono stati bravi a non sprecare le energie durante i venti giorni di trasferta, ognuno si è messo a disposizione dei compagni meno autonomi e questo ha fatto si  che nonostante avessi in squadra ben 13 esordienti ai Giochi, sembravamo una squadra di veterani. Anche nella gestione delle interviste RAI sono stati superbi, in quanto hanno saputo e soprattutto voluto fortemente dedicare parte di esse alla promozione del nostro movimento, oltre ovviamente a commentare la propria gara.»

riccardo-vernole-enzo-alloccoCome si fa a costruire un successo del genere?
«Partendo dal fatto che la squadra era molto numerosa, il successo è stato possibile innanzitutto per il valore dei nostri campioni, ottimamente preparati dai tecnici societari, ma anche dalla professionalità dello Staff Tecnico e Medico al seguito. Infatti, oltre il sottoscritto e ai due tecnici federali, nonchè allenatori personali di alcuni Azzurri, Enzo Allocco ed Enrico Testa, abbiamo potuto rinforzare il team con i due tecnici protagonisti di questo quadriennio, Massimiliano Tosin e Micaela Biava, oltre ad avere come collaboratori esterni Matteo Poli e Luca Puce, avendo ottenuto dal CIP ben due dei tre Pass da “personal coaches” in carico al Comitato per tutto il Team Italia a Rio. Va evidenziato anche il grande lavoro delle fisioterapiste Lia Fusco e Claudia Maselli che insieme al Medico Federale Stefano De Luca hanno onorato, con la loro professionalità, l’aliquota FINP all’interno della Delegazione CIP. Questi numeri relativi alla composizione dello staff, sono frutto anche del percorso fatto fino ad oggi, grazie al quale abbiamo guadagnato crediti e credibilità nei confronti del Comitato Italiano Paralimpico, basti pensare che a Pechino vi erano solo tre tecnici con dieci atleti convocati.»

Sembra più che chiaro che il successo di Rio non è arrivato a caso
«Il successo di Rio non è arrivato casualmente, ma è stato costruito meticolosamente, giorno dopo giorno. Per far comprendere al meglio come sia stato tutto programmato con la massima attenzione, avendo saputo che la RAI avrebbe trasmesso in diretta tutte le batterie e le finali dei nostri azzurri, abbiamo come Federazione volutamente rinunciato ad un elemento come Federica Fornasiero, per prestarla alla RAI, perché volevamo fortemente che le gesta dei nostri ragazzi e quelle degli altri atleti in gara, fossero  accompagnate da un adeguato commento tecnico. Così è stato, il trio Fornasiero, Mecarozzi e Secondini è entrato magicamente nelle case degli italiani facendo onore al servizio pubblico, se poi aggiungiamo la gestione attenta e puntuale dei social federali da parte della nostra addetta stampa Giada Lorusso, penso che siamo riusciti, per quanto fosse possibile, anche ad amplificare le prestazioni dei nostri atleti.»

riccardo-vernole-nuoto-paralimpicoLa soddisfazione più grande che ti sei portato a casa da Rio?
«Aver ricevuto i complimenti da parte di tutto il CIP, a partire dal Presidente Pancalli, passando per il Segretario Generale De Sanctis e arrivando a tutti i componenti della Preparazione Paralimpica, non solo per i nostri risultati, ma anche per il comportamento ineccepibile di tutti i nostri effettivi. Colgo l’occasione per rinnovare i miei sinceri complimenti a tutta la Preparazione Paralimpica per come ha gestito il numeroso Team Italia a Rio, sicuramente le medaglie che giornalmente arrivavano dalle varie discipline, hanno dato loro maggior forza.»

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Hai già valutato cosa aggiungere o variare alla programmazione per migliorare ancora?
«Per me è già tempo di impostare il nuovo quadriennio e la base di partenza è solida, fondata sul lavoro iniziato nel 2009 su volontà del Presidente Valori che ha già dato i suoi primi frutti a Londra 2012, per poi esprimersi al massimo durante questi Giochi. Adesso servono nuovi investimenti da parte della FINP, sia attraverso i contributi del CIP, che tramite quelli degli Sponsor. Infatti, per tenere alto e ben saldo il grattacielo realizzato ad oggi, serve poter fare un percorso di preparazione simile a quello di Rio 2016 che non deve rappresentare un eccezione. Mi riferisco al fatto che gli allenamenti collegiali ripetuti nel corso dell’anno agonistico devono rappresentare la normalità e inoltre, non ci dispiacerebbe fare un’adeguata preparazione in altura in previsione dei Mondiali messicani di ottobre 2017.»

Cosa ti piacerebbe poter fare oltre questo con una disponibilità economica maggiore di quella avuta negli ultimi quattro anni?
«Sviluppare due settori, uno inerente la preparazione degli atleti top level tramite, come già detto, un maggior numero di appuntamenti collegiali, nonché aumentando la partecipazione a gare internazionali: un altro relativo al reperimento di nuove leve su tutto il territorio nazionale, alle quali però andrebbe assicurata, qualora non presente, una guida tecnica di livello per non disperdere le loro potenzialità. Il mese di ottobre 2017 prevederà due importanti appuntamenti per il nuoto paralimpico, perché oltre ai Mondiali di Città del Messico, ci saranno anche gli Europei Giovanili a Genova e lì avremo la possibilità di convocare un interessante numero di atleti dell’età massima di 18 anni che però dovranno lavorare sodo nel corso della stagione per raggiungere la convocazione.»

riccardo-vernoleChe tipo di supporto esterno potrebbe invece essere utile oggi al Nuoto Paralimpico?
«Propongo una cosa semplice ed attuabile già da subito: se tutti gli istruttori di nuoto domani entrassero nelle piscine dove lavorano e provassero a convincere le persone disabili che praticano già nuoto a contattare la nostra Federazione, diventeremmo la nazionale di Nuoto Paralimpico più forte del mondo in poco tempo!  Consigliare a persone con disabilità di iniziare un percorso agonistico natatorio, soprattutto riguardo coloro che già si impegnano giornalmente in piscina, rappresenterebbe un grande supporto per noi. Ne abbiamo bisogno per far crescere il movimento FINP.»

Clicca qui per leggere le Pagelle degli Azzurri ai Giochi di Rio del CT Vernole

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine