Gloria Boccanera, nuotatrice da record per passione che sa come volare

In due anni di attività ha scritto una pagina di storia, diventando alle Paralimpiadi di Rio la prima donna italiana di classe di disabilità S2 a gareggiare a livello internazionale

Nuotatrice di professione, “Chi si ferma è perduto” è il suo motto e nella vita ha avuto più di un’occasione per ripeterselo e dimostrare a chi le sta vicino che è realmente così. Bella come il sole, vivace, simpatica e piena di vita, stiamo parlando di Gloria Boccanera, nata e cresciuta a Rocca di Papa, cittadina della provincia di Roma nei pressi del Lago Albano, dove ha costruito giorno dopo giorno l’atleta e la persona che è oggi.
Il nuoto lo conosce bene, perché Gloria ha girato le sue prime bracciate a sei anni, prima di diventare istruttrice a ventisette, presso l’Accademia del Nuoto di Marino, Società per la quale è oggi tesserata come atleta paralimpica, strada intrapresa poco dopo essere diventata disabile.

gloria-boccanera-enrico-testaA causa di un incidente avvenuto tra le mura domestiche cinque anni fa, Gloria è infatti diventata tetraplegica, ma questo non l’ha mai fermata. Metaforicamente parlando, ha imparato a volare e sotto l’ala di Enrico Testa (nella foto a destra con Gloria), Tecnico che fa parte anche dello staff della nazionale italiana, ha esordito quasi per caso appena due anni fa, siglando subito un Record Italiano in quel Memorial Ottaviani che cambiò la sua vita.

Specialista dei 50 e i 100 stile libero, ma soprattutto 50 e 100 dorso, Gloria ha segnato inoltre una pagina di storia per il Nuoto Paralimpico essendo stata la prima donna italiana della classe di disabilità S2 a competere a livello internazionale. E l’occasione non è stata neanche una qualunque, perché il palcoscenico è stato quello delle Paralimpiadi di Rio, dove l’atleta romana ha disputato la finale dei 100 dorso S2 chiudendo sesta e quella dei 50 dorso S2, chiudendo ai piedi del podio.

Nuoti praticamente da una vita e da dieci anni sei istruttrice di nuoto. Perché sei così innamorata del nuoto?
«Ho iniziato a nuotare perché me lo aveva prescritto il medico, dopodiché mia madre ha provato a farmi fare danza, ma mi sono rifiutata, volevo tornare in piscina. Questo amore me lo ha trasmesso anche mio padre tra mare, immersioni e sci nautico. Poi quando ero piccola mi innamorai della maestra di nuoto e così decisi che da grande avrei voluto fare il suo lavoro!»

gloria-boccanera-franco-riccobelloDal tuo profilo Facebook però traspare chiaramente che sei una persona a cui piace fare anche tante altre cose,come viaggiare e fotografare ciò vivi. Quanto tempo impegnano queste due cose nella tua vita?
«Ultimamente viaggio tanto solo per andare a gareggiare e nell’ultimo anno non sono stati pochi i viaggi che ho fatto. Le foto sono una delle mie passioni, mi piace molto fotografare momenti belli per poi tenerli sempre con me.»

Nuotavi prima e nuoti adesso, ma cos’è cambiato quando sei diventata disabile?
«La difficoltà nell’entrare in acqua e nell’uscire, oltre che al fatto che adesso nuoto più di prima. Per quanto riguarda il ruolo di istruttore, non lo faccio più. Dopo l’incidente avevo iniziato a lavorare aiutando gli allenatori a seguire l’Agonistica, ma oggi mi alleno tanto e tutti i giorni, per di più nell’orario in cui lavoravo, quindi sarebbe stato impossibile fare tutte e due le cose. Mi è rimasto di guardare gli altri quando nuotano e osservare i loro errori e quando posso, cerco di dare consigli ai miei compagni.»

Da come parli, mi sembra di capire che i “cambiamenti” non ti hanno mai sconfortata. Percepisco bene, o ci sono stati momenti non facili dopo l’incidente?
«Guarda, di momenti di sconforto in cinque anni e mezzo se ne contano veramente sulle dita di una mano. I momenti difficili ci sono, non dico tutti i giorni, ma spesso e volentieri. Ma le difficoltà si affrontano e si superano.»

Caratterialmente sei stata sempre così viva e forte o sei cambiata dopo le esperienze vissute post incidente?
«Veramente dopo l’incidente sono diventata un po’ più apprensiva e rompi scatole, però questo è sempre stato il mio carattere.»

gloria-boccanera-s4l-02Cosa ti ha spinta a provare a competere nel nuoto paralimpico?
«Vale lo stesso discorso del lavoro, non ho scelto, mi ci sono ritrovata. Mi ha incoraggiata e quasi costretta Enrico (Testa, Tecnico Azzurro n.d.r.). Quando è venuto a lavorare alla Accademia del Nuoto, io lavoravo con lui e facevo nuoto libero. Una volta mi ha detto che gli servivano delle persone per un Meeting a Roma e mi ha chiesto di partecipare. Era il Memorial Ottaviani che fecero a Pietralata al quale andai praticamente per fargli un piacere, senza pensare mai di diventare un atleta e invece facendo quella gara nuotai il nuovo Record Italiano. E da li praticamente mi sono ritrovata a Rio!»

Dopo quel Record e quell’esordio avvenuto un po’ per caso, hai mai pensato che solo dopo due anni avresti disputato le Paralimpiadi?
«Assolutamente no. Ci speravo, ho faticato tanto per arrivarci però non so, forse per non rimanerci male o per scaramanzia, non ci ho mai pensato. Tutti quanti ne erano sicuri tranne io.»

Cosa hai provato quando ti è arrivata la convocazione?
«Una sensazione mista tra gioia pura nel realizzare il sogno di una vita e la soddisfazione perché le fatiche fatte e la tanta paura per affrontare una cosa nuova e totalmente a me sconosciuta.»

Una volta giunta a destinazione, come ti sei sentita psicologicamente nel realizzare che eri lì, nel Villaggio Olimpico, insieme a tanti altri campioni come te?
«Un pesce fuor d’acqua! Per realizzare ci ho messo un po’ anche perché lì non c’era quasi neanche il tempo di pensare. Ho vissuto tante sensazioni miste messe insieme.»

gloria-boccanera-s4l-03Come fa un’esordiente a gestire l’emozione pre gara ad una Paralimpiade?
«Non la gestisce – risponde sorridendo Gloria – O almeno pensi di farlo, ma in realtà non lo stai facendo e si è visto nella prima gara che ho fatto. Pensavo di stare tranquilla e invece quando sono entrata in acqua non ho capito nulla. La seconda gara è invece stata diversa: ovviamente è stata comunque tanto emozionante, però sono riuscita a gestirla diversamente.»

Sei stata soddisfatta dell’esperienza che hai vissuto a Rio?
«Sì certo, anche se col senno di poi qualche cosa l’avrei fatta diversamente, come la gestione della prima gara ad esempio. Oggi resta un’esperienza che mi risulta difficile da raccontare per quanto emozionante.»

Quanto e per cosa ti ha ripagata poter disputare le Paralimpiadi?
«Risponderti per lo scherzo del destino sarebbe troppo scontato vero? Non è che sentissi il bisogno di essere ripagata, ma è arrivato tutto nel momento giusto! Anche tutto quello che ho vissuto prima delle Olimpiadi. Dal cambio di vita, giorno dopo giorno si cresce, si “impara a camminare” e Rio è stata il lancio per me, ma non il punto di arrivo.»

Adesso inizia una nuova stagione e l’obiettivo principale immagino siano i Mondiali in Messico. Quanto li vedi distanti oggi?
«Molto distanti. Riprendere la forma è difficile, non avendo mai fatto manifestazioni internazionali così importanti, non ne ero consapevole, ma è veramente dura. A gennaio cominceremo a pensare al Messico.»

gloria-boccanera-s4l-06Che obiettivi ti piacerebbe raggiungere nel nuovo anno che verrà?
«Semplicemente riuscire a fare bene divertendomi.»

E fuori dal nuoto?
«Idem, vorrei imparare ancora tanto.»

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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