Cosa prospetta il menu del Nuoto Libero, raccontato da Michael Bronze!

Ritorna il nuotatore nato dalla fantasia di Raffaele Lococciolo che stavolta si imbatte nei personaggi che si incontrano nel Nuoto Libero

di Raffaele Lococciolo
Dopo la riunione di inizio stagione e qualche gara in Acque Libere – clicca qui per leggere gli episodi precedenti – ho affrontato un periodo tutt’altro che facile, sono riuscito ad allenarmi con regolarità ma per fare questo mi sono dovuto adattare a orari strani, piscine diverse e costi assurdi. Il lavoro mi ha assorbito tanto: trasferte, orari lunghi e quindi spesso gli allenamenti con la squadra non li  ho potuti fare.
Ma la passione ti porta sempre a trovare tempo e a trovare quella molla che ti spinge ad andare in piscina. In questo periodo ho conosciuto un fenomeno che non credevo potesse esistere, fenomeno da cui sono rimasto colpito, quasi affascinato, il Nuoto Libero e i suoi frequentatori.

Come dicevo purtroppo non sono potuto andare sempre a nuotare con la squadra e il mio coach, puntualissimo, mi ha seguito a distanza mandandomi gli allenamenti che ho eseguito a qualsiasi orario in diverse città d’Italia. Nel Nuoto Libero, a qualsiasi orario e in qualsiasi città, esistono delle tipologie di nuotatori comuni, li trovi davvero dappertutto, a qualsiasi orario.

L’over – è la persona anziana, di solito parecchio sovrappeso, nuota quasi sempre a rana o a dorso con due braccia e con le gambe a rana e si colloca al centro della corsia, a prescindere da quante persone ci siano. Di solito non si accorge nemmeno di quanti siano in corsia ed essendo in pensione, sta tantissimo tempo in acqua, per cui la tua oretta la doppierà serenamente. Se riesci non entrare mai in corsia con lui, come detto non si accorgerà di te;

coppia-nuoto-liberoLa coppia amorosa – in casi estremi è la miglior soluzione da scegliere se la piscina è affollata è entrare in corsia con la coppia in effusione: loro vanno in piscina a qualsiasi ora, fanno si e no otto vasche in due ore, ma sono lì, abbracciati, felici, quasi sempre immobili al centro della corsia. Lui ti vedrà nuotare veloce e allenarti e proporrà a lei di spostarsi di corsia per non dare fastidio, lei risponderà “C’eravamo prima noi, io non mi sposto! Si sposta lui se vuole andare alle Olimpiadi”;

L’endurance – è il maratoneta del nuoto libero, lo trovi sempre, nuota male, anche lui in mezzo alla corsia, di solito fa solo stile libero e senza le virate, tocca il muretto con la mano e riparte, ma senza respirare tenendo la testa sotto. Nuota tanto, continuamente senza mai fermarsi e puoi doppiarlo anche una volta ogni 150 metri, lui non spezzerà il ritmo, anche se tu stai per partire o per virare, lui andrà avanti. Non cercare di fermarlo per organizzare le cose in corsia, lui non si ferma!

L’attrezzista – arriva in vasca con un sacco pieno di attrezzi per il nuoto, dalle pinne (di varie misure) alle palette, al pull buoy, passando per il tubo snorkel e strane cinture di cui ignoro l’utilità e soprattutto la provenienza. Occupa con la sua roba tutto il muretto della corsia e se per caso avevi qualcosa di tuo, lo sposta per non rischiare di confondere le cose. Di solito nuota poco, ma farà almeno una vasca con ogni attrezzo che ha portato, soprattutto con le pinne grandi, anche se poi lo superi a rana sciolta mentre lui è in massima propulsione;

Il Nabajista – termine coniato dal mio amico Marco che una volta mi ha accompagnato nel nuoto libero: è una via di mezzo tra l’endurance e l’attrezzista, nuota più di due ore concedendosi poche pause, se lo osservi da fuori vedrai che farà venti vasche e si fermerà un minuto. Alterna le sue venti vasche tra dorso, rana, stile libero (più evoluto dell’endurance) e userà alternativamente pull o tavoletta. È detto Nabajista in quanto la sua attrezzattura è 100% Decathlon (marca Nabaji). Anche in questi casi è fortemente sconsigliato entrare in corsia con lui;

macho-swimmerIl Macho Man – lo trovi solo in orario di punta, difficile quindi la mattina presto (è pieno di over), nuota poco e male anche lui, fa una vasca ogni tanto, di solito a delfino, un delfino inguardabile ed è palesemente alla ricerca di imbroccare. Solitamente è un’ ottima scelta entrare in corsia con lui perchè occupa poco posto, in quanto spesso è fermo, viene evitato dai più, in quanto fastidioso, ed inoltre sarà lui a cambiare presto corsia vedendoti nuotare molto meglio di lui, per non “subire” l’onta;

Questo è il panorama standard che si presenta dal piano vasca quando accedi in piscina negli orari di Nuoto Libero e non mi dilungo più tanto sulle sottigliezze che si trovano laddove le corsie sono contrassegnate da cartelli “nuoto veloce – nuoto medio – nuoto lento”.

È incredibile notare come la disposizione dei nuotatori è sempre diversa dai cartelli. Ed è altrettanto incredibile come l’assistente bagnanti di turno non gestisca gli spazi in acqua. Evidentemente non è compito suo. Allenandosi in queste realtà si sviluppa comunque un senso di sopravvivenza che un po’ in gara mi ha aiutato. Eh si ho, fatto anche un paio di gare in vasca dopo l’avventura Open Water.
La prossima volta ve le racconto!

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