“Al Trofeo Città di Milano potremmo fare meglio se avessimo una piscina migliore!”

Il patron Roberto Del Bianco al termine della settima edizione del meeting auspica un futuro migliore per il nuoto milanese che vanta poche strutture valide e sui Campionati Assoluti non ha dubbi, “È meglio giocarsi tutto in una sola occasione, poi se ci sarà da recuperare un atleta che per pochi centesimi non avrà fatto il tempo, il Direttore Tecnico valuterà un eventuale ripescaggio”

“Sono assolutamente soddisfatto della nuova formula introdotta quest’anno con batterie di qualifica al mattino e finali al pomeriggio, è un modello molto più efficace, molto più realistica per gli atleti, soprattutto quelli di alto livello – ha esordito il prof. Roberto Del Bianco nell’intervista realizzata durante la settima edizione del Trofeo Città di Milano – Fare qualificazioni e finali mette ancora più in competizione gli atleti e per il pubblico è sicuramente uno spettacolo migliore. Per di più questa è la formula usata dalla maggior parte dei meeting di nuoto”

detti-trofeo-città-milano-2017La nuova formula ha contribuito ai bei risultati regalati da questa settima edizione? Uno tra tutti lo ricordiamo, quello di Gabriele Detti che a dispetto dello scorso anno olimpico, quest’anno è riuscito addirittura a fare meglio nei 400 stile ed a sorprendere nei 1500 stile.
“Gli atleti di interesse nazionale escono da tre settimane di altura a Flagstaff e dieci giorni di compensazione a Fort Lauderdale, per cui questo trofeo cade in un periodo che si colloca proprio tra il lavoro pesante e la resa migliore a cui si punta tra un mese per gli Assoluti. Il Trofeo Città di Milano è dunque un importante test di lavoro sotto carico ed evidentemente Detti ha compensato meglio o prima degli altri ed ha fatto un tempone che ha un valore ancora più importante perché fatto a marzo. Detti è un grande lottatore, serissimo, solare e scrupoloso, per cui tutto quello che ha messo in cantiere ha saputo tirar fuori in questo momento. È chiaro che dalla maggior parte degli atleti ci si aspettava una programmata reazione, solo successiva al Trofeo di Milano. È chiaro che si punta come tapering agli Assoluti di Riccione”

Il Trofeo Città di Milano è diventata un’istituzione nella stagione del nuoto italiano e raccoglie sempre l’interesse di tutti i big Azzurri che ci tengono a far bene qui. Questo è motivo di vanto ma anche di responsabilità maggiore nell’organizzare l’evento?
“Tutti i big ci tengono a fare bene a Milano e infatti al meeting è arrivata praticamente tutta la squadra nazionale Azzurra, perché per chiunque, al di là della programmazione stagionale, questo appuntamento rappresenta una taratura e un’analisi di quello che si è svolto nei lavori di allenamento, a un mese dai Campionati Italiani Assoluti”

Ancora più importante del solito perché quest’anno gli Assoluti saranno l’unico evento in cui gli atleti potranno centrare la qualificazione individuale per i Mondiali di Budapest.
“Esatto, i nostro trials sono unicamente a Riccione, motivo in più perché Milano rappresenta una verifica veramente importante”

Il Trofeo Città di Milano è migliorato di anno in anno fino a raggiungere un livello veramente elevato in questa settima edizione con il cambio di formula gare. Diventa a questo punto sempre più difficile migliorare ancora?
“È vero che diventa sempre più difficile organizzare un meeting migliore, ma è un esercizio che ogni anno faccio volentieri. Sicuramente potremmo fare ancora meglio e far stare molto meglio tutti i presenti alla manifestazione se ci fosse una piscina diversa, più capiente, più adeguata, con i bordi a sfioro, con un piano vasca molto più grande per dividere meglio Tecnici, Atleti e Pubblico. La piscina Samuele risale al 1958 e purtroppo da quando è stata realizzata è rimasta uguale in molte cose. Una città come Milano che conta circa un milione e mezzo di abitanti meriterebbe di più parlando di nuoto e potrebbe dare migliori opportunità a sostegno del percorso agonistico dei giovani che poi diventano i vari Pellegrini e Paltrinieri se hanno la possibilità di vivere il nuoto in un certo modo. Da parte nostra abbiamo cercato di mascherare al meglio l’impianto sportivo facendo un forte makeup che però ci ha imposto anche spese elevate”

Se ho ben capito il desiderio sarebbe quello di avere un impianto nuovo?
“Avere un impianto nuovo sarebbe un sogno che non pretendo, ma faccio un’analisi sullo stato di fatto: noi continueremo ad organizzare il Trofeo Città di Milano, ma è chiaro che è uno sforzo grandissimo farlo in certe condizioni, proprio perché dietro c’è un grande lavoro di preparazione dell’evento che coinvolge complessivamente quasi sessanta persone per diversi mesi prima e questo dal punto di vista economico è una grossa sofferenza. Penso comunque che ce la faremo sicuramente ad andare avanti sempre meglio”

paltrinieri-detti-trofeo-città-milano-2017Come vede il movimento del nuoto italiano nell’anno post olimpico in cui si riparte per un nuovo quadriennio ricordando le medaglie di Rio?
“I grandissimi ripartono dall’alta quota alla quale sono arrivati, mentre i giovani stanno venendo fuori veramente bene. Abbiamo un parterre di giovani che fanno ottimi risultati anche a livello assoluto e con loro stiamo portando avanti un progetto finalizzato ai Giochi di Tokyo 2020 dove si pensa di arrivare secondo una programmazione ambiziosa. Martinenghi è uno su tutti, ma anche Miressi e tanti altri che stanno venendo fuori”

In prospettiva pensa si possa fare meglio in termini di risultati?
“Assolutamente si, primo perché adesso tutti gli allenatori, anche quelli a cui capita il fuoriclasse, sanno studiare e programmare bene un modello di lavoro e quindi periodizzare bene il lavoro nell’arco dell’anno e questo è molto importante; in secondo luogo c’è un feedback molto più intenso e continuo tra il Direttore Tecnico e gli allenatori dei club e in più la Federnuoto incontra periodicamente un gruppo di allenatori che seguono atleti di interesse nazionale assoluta e giovanile e con loro facciamo degli stage due o tre volte l’anno”

Sportline-costumi-SPEEDO-640x387

Quest’anno però abbiamo deciso di partire con grado di difficoltà elevato con i trials secchi con tempo limite per la qualificazione ai Mondiali. Pensa che si riuscirà a comporre una buona nazionale anche numericamente parlando?
“Ne sono certo, anche perché quella dei trials secchi è una formula molto più logica. Le Olimpiadi sono andate molto bene come medaglie, ma abbiamo fatto un briefing post olimpico in cui abbiamo considerato anche le controprestazioni date dal fatto che anche non volendo qualche atleta ha perso il giro in una delle varie tappe tra Assoluti, Europei di Londra e Sette Colli, quindi con l’ansia pre olimpica c’era la ricerca della convocazione e non solo del risultato. Quest’anno ci si gioca tutto in una sola occasione, poi se ci sarà da recuperare un atleta che per pochi centesimi magari non ha centrato il tempo richiesto, sarà il Direttore Tecnico a valutare un eventuale ripescaggio, ma si parte comunque con una scelta ben chiara e decisa”

Ti è piaciuto questo articolo? Allora metti un Mi Piace alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook!

Swim4Life – All rights reserved

Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine