La rifioritura di Alice Mizzau, una nuova personalità e serenità ma sempre insieme a Max Di Mito

La scelta di Riccione e il ritorno con il suo primo Tecnico l’ha fatta rinascere e adesso ci sono i Mondiali e una 4×200 stile da ritrovare

Dopo un paio di annate vissute tra mille difficoltà e momenti veramente difficili della sua vita privata, Alice Mizzau sembra essere ritornata a fiorire in questa stagione, mostrando lucentezza, sicurezza e personalità che per un certo periodo sembravano essere smarrite.
Non era certamente facile ritornare ad essere la Alice che tutti conoscono nel mondo del nuoto dopo quello che la ragazza ha vissuto, eventi personali seguiti da diversi cambiamenti di sede di allenamento e allenatori, ma l’atleta delle Fiamme Gialle sta forse riuscendo a fare anche di più, perché è sulla buona strada per essere anche migliore di prima.

L’1’57”77 nuotato ai Campionati Italiani Assoluti di aprile, quarta prestazione assoluta per lei a quattro decimi dal suo personale nuotato nel 2015, è indubbiamente testimone di un rinvigorimento della 24enne che nella nuova dimensione di Riccione e di nuovo alle dipendenze di Max Di Mito, sembra abbia ritrovato serenità e divertimento in ciò che fa.

Il suo stato di forma ad un mese dai Mondiali resta coerente con quanto visto in aprile, visto l’1’58”27 nuotato al Mare Nostrum di Barcellona seguito dall’1’58”61 del Sette Colli che seppure si avvicina di più al crono nuotato a marzo al Trofeo Città di Milano, fa ben sperare, in attesa dello scarico di lavoro che dirà quanto vale la nuova Mizzau targata 2017.

alice-mizzau-campionati-italiani-assoluti-2017Come procede la preparazione a un mese dai Mondiali di Budapest?
“Procede molto bene, la parte estiva è una delle migliori che abbia mai fatto in vita mia e pertanto sono molto tranquilla. La finalizzazione all’evento è stato un periodo sempre molto difficile per me e invece quest’anno sta andando tutto liscio. Ormai siamo quasi al punto di arrivo e per la preparazione è fondamentale perché tra una settimana inizio la fase di tapering. Sono contenta e soddisfatta, manca solo la rifinitura e vedere che tempi usciranno ma sono serena per il buon lavoro svolto”

Il Sette Colli ha confermato secondo le tue aspettative l’ottimo stato di forma visto ad aprile?
“A dire la verità sono stata più soddisfatta dei risultati ottenuti al Mare Nostrum di Barcellona, perché a Roma pensavo di fare un po’ meno, ma ho commesso qualche errore tecnico di cui sono consapevole. Comunque nuotare i 200 stile in 1’58” in questo periodo mi ha dato tanta fiducia”

alice-mizzau-federica-pellegrini-stefania-pirozziA un mese dai Mondiali e con le difficoltà a completare il quartetto della 4×200 stile femminile, cosa pensi si possa raggiungere a Budapest?
“Bisogna dire sinceramente che in questo momento la nostra staffetta non vive un momento ottimale. Per fortuna ci siamo io e Federica Pellegrini che da almeno un quadriennio o poco più siamo sempre presenti, c’è Stefania Pirozzi che quest’anno si è riconfermata, ma manca la quarta e a Budapest sarà difficile restare sui nostri livelli”

Perché quest’anno non siamo riusciti a completare questa staffetta in maniera competitiva?
“Non saprei dirti, forse è stata trascurata, forse si potrebbe lavorare di più per migliorarla, in ogni caso mi dispiace tanto perché io ho praticamente iniziato il mio percorso in nazionale proprio con questa staffetta. È un peccato perché abbiamo grandi potenzialità, soprattutto considerando che possiamo sfruttare il fatto di avere Federica in casa”

Qual è secondo te la strada per crescere?
“Secondo me una delle cose principali che manca è la fiducia verso gli atleti, anche quando le cose non girano benissimo. Essere messe da parte alla vigilia di un evento importante perché magari in quel periodo non si è nella forma migliore, fa diventare difficile tirare fuori la forza che serve per riproporsi bene l’anno dopo”

alice-mizzau-200-stileTornando invece a te, dopo un annata non facile vissuta anche nella scorsa stagione, sembra tu sia tornata a splendere.
“L’anno scorso ero consapevole delle mie possibilità, anche prima di partire per le Olimpiadi di Rio e sapevo come sarebbe andata, più per problemi miei personali che per altri motivi. Quest’anno infatti ho iniziato con molta calma, prendendo prima del tempo per me, anche perché è inutile allenarsi se poi la testa non c’è. Ho fatto un percorso in cui mi sono fatta aiutare e devo dire di averla vissuta molto bene, tanto che da settembre mi sento un’altra persona, molto più tranquilla e rilassata e con molte meno ansie su me stessa. Questo fa grande differenza quando sono in gara”

Tra l’altro sei tornata con Max Di Mito entrando nel progetto di Riccione. Come valuti questa scelta dopo quasi un anno di lavoro?
“Devo dire di essere contentissima di essere tornata con Max che è stato il mio primo amore. Quello che abbiamo costruito insieme non lo so spiegare, ma funziona. Oggi litighiamo molto meno e visto che le nostre litigate sono molto toste, vuol dire tanto. Diciamo che abbiamo imparato a gestirci a vicenda, molto meglio di prima. A Riccione ho trovato tanta disponibilità di spazi e un ambiente sereno, simile a quello che vivevo a San Marino ed è di quello che ho bisogno”

Ti sei allenata perfino durante i Campionati Italiani Master. Cosa ne pensi di questo movimento visto che hai avuto la possibilità di osservarlo da vicino nell’evento clou della sua stagione?
“In certe occasioni ho visto più passione nelle gare Master che in quelle che facciamo noi. Il fatto che poi ci sia così tanta gente che frequenta il movimento, è sicuramente singolare. Ho incontrato anche alcuni atleti con cui mi allenavo e che mi ha fatto piacere rivedere, ma non penso che sia un mondo che io possa vivere da grande, anche se la loro presenza nella settimana di allenamenti fatta durante i loro Campionati, mi ha allietato e fatto compagnia”

Tra Agonisti e Master ci sono cose da condividere e imparare gli uni dagli altri e vice versa?
“Gli Agonisti potrebbero prendere spunto dalla leggerezza di alcuni atleti Master, ovviamente entro certi limiti e vice versa i Master potrebbero imparare la tranquillità dagli Agonisti che nonostante facciano nuoto praticamente di lavoro, non pretendono di entrare in piscina e spaccare il mondo, né tanto meno camminano a tre metri sopra il cielo per aver fatto dei risultati. Per quanto una persona ci possa tenere, penso che ogni cosa abbia il suo tempo”

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.
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