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Nuoto, Mirco Di Tora ancora sulla breccia, vince i 50 dorso di Milano e attende gli Assoluti!

«Il nuoto mi ha dato tanto in questi anni, è una scuola di vita: non forma soltanto il fisico, ma anche il carattere delle persone, ti fa le spalle larghe, in tutti i sensi»

Tra un paio di mesi spegnerà 32 candeline, ma la passione e la voglia di nuotare e competere non si è spenta per niente in Mirco Di Tora, che nella sua lunga carriera è stato tante cose: è stato primatista italiano dei 50 e dei 100 dorso in cui tra l’altro è stato il primo italiano a rompere il muro dei 54 secondi; è stato il maggiore esponente italiano del dorso veloce per diversi anni, prima dell’avvento della nuova generazione, e detiene ancora oggi la seconda miglior prestazione all time italiana sia nei 50 che nei 100 metri; è stato capitano della nazionale e olimpionico in due edizioni dei Giochi, Pechino 2008 e Londra 2012.

Insieme a Lorenzo Benatti, Erika Ferraioli e Federico Bocchia, oggi l’emiliano si ritrova a essere il veterano per eccellenza del nuoto italiano, in cui compete ancora con la voglia di primeggiare, quella voglia che lo ha portato al recente Trofeo Città di Milano a essere l’unico a nuotare la finale dei 50 dorso sotto i 26 secondi, battendo atleti anche più attesi e giovani di lui come Simone Sabbioni e Matteo Milli.

«Sono stato molto soddisfatto della vittoria conquistata al Trofeo Città di Milano e mi ha fatto molto piacere, perché è sempre bello mettere la mano davanti a tutti – racconta l’atleta delle Fiamme Oro e Nuoto Club Azzurra ’91, con lo stesso entusiasmo di un esordiente ma con la maturità di un esperto – Il tempo nuotato è discreto, perché nuotare sotto i 26 secondi in questa specialità è sempre un buon tempo e adesso spero di far meglio a Riccione per gli Assoluti. È chiaro che se Simone Sabbioni fa il suo dovere, non posso più mettermi a competere con lui, ma per adesso mi sono tolto una piccola soddisfazione»

Ma cosa prova un veterano come te oggi ad andare ancora ai blocchi di partenza a competere con atleti meno esperti, più giovani e tanto agguerriti?
«Mi diverto ancora tanto, ma devo dire che in questo sport l’esperienza conta fino a un certo punto, perché poi bisogna girare le braccia più forti degli altri. Mi piace ancora tanto allenarmi quotidianamente, tenermi in forma e fino a quando mi divertirò, continuerò a farlo, anche perché ormai da qualche anno ho imparato a incanalare le pressioni nel modo giusto e gestirle bene, quindi vivo il nuoto serenamente. Un po’ di tensione pre gara deve sempre esserci, ma mai al punto da soccombere a questa e farla diventare un peso che ti schiaccia»

Com’è cambiata la categoria degli Assoluti dai tuoi inizi a oggi?
«Il movimento italiano ha fatto vedere sicuramente di avere tante frecce al suo arco. Oggi mi sembra che abbiamo un livello medio delle punte un po’ più alto rispetto a diversi anni fa, anche se subito dietro di loro si fatica un pò a fare risultati. Penso che una delle cose che manchi sia la continuità, perché alcuni ragazzi molto giovani hanno dimostrato di essere in grado di fare buoni tempi, ma devono imparare a essere continui e sempre affidabili. Sicuramente è difficile avere continuità nei risultati, ma è questo che fa la differenza in un grande atleta»

Dopo tanti anni cos’è che ti spinge ancora ad allenarti duramente e quotidianamente per inseguire obiettivi?
«Come dicevo prima, il divertimento che ancora oggi provo a fare questo sport magnifico. Rispetto a prima è ovvio che ho calato un po’ le quantità di allenamento in acqua, aumentando però l’allenamento a secco cercando inoltre di fare più lavori di qualità, per mantenermi a un certo livello. Tra l’altro mi diverto molto da cinque anni a questa parte a tramandare ciò che ho imparato io in tanti anni attraverso i camp di nuoto che organizzo con Niccolò Beni e questo mi dà ulteriore stimolo»

L’attività che fai con NESC è, in effetti, molto interessante e traspare evidente la passione che ci impieghi nel farla insieme a Beni. Cosa ti spinge a farla e come riesci a trovare il tempo?
«Riesco a trovare il tempo per farla perché mi diverto tantissimo, anche perché il team con il quale si lavora in questi camp è fatto da amici dal grande passato sportivo e che si nutre di nuoto ancora oggi. Oltre alle nozioni tecniche, ci sono altri valori ugualmente importanti che trasmettiamo ai ragazzi, ovvero quelli rappresentati dai valori, la passione per questo sport e il modo che secondo noi è corretto nell’approcciare al nuoto. È importante avere voglia di vincere, primeggiare e migliorarsi, ma anche sapere accettare la sconfitta, saper gestire i momenti bui e avere umiltà, tutte cose che hanno spinto le nostre carriere. Tra l’altro quest’anno avremo come special guest Gabriele Detti che penso si presenti da solo»

Nei vostri camp parlate anche di alimentazione, ma a certi livelli, e soprattutto in certi momenti della stagione, è opportuno associare integratori a una corretta alimentazione?
«Da quando ho iniziato ad avere risultati di vertice, ovvero dal 2007, ho iniziato ad integrare la mia alimentazione con alcuni prodotti naturali che propone Ethic Sport e sicuramente questo ha rappresentato un valore aggiunto fino a quando sono stato al top della mia carriera. Quando spingi al 100% ogni giorno, hai veramente bisogno di integrare, ma sconsiglio il “fai da te” o certi marchi sconosciuti che possono essere contaminati, preferendo un marchio sicuro e affidabile che abbia un passato valido, come è stato per me Ethic Sport. A questo è necessario anche abbinare un nutrizionista e quindi una sana alimentazione»

È chiaro che oggi scendi in vasca più “rilassato”, ma che tipo di obiettivo insegui in questa stagione?
«Tra poco ci saranno gli Assoluti e non so se la qualificazione agli Europei può essere alla mia portata, ma come ho sempre fatto, venderò cara la pelle. I più giovani dovranno insomma guadagnarsi la convocazione, perché io non resterò certamente a guardare»

Dopo tanti anni cosa può dare ancora Mirco Di Tora al nuoto italiano e cosa può ancora dare il nuoto a Mirco Di Tora?
«Io penso sicuramente di poter dare al nuoto italiano il buon umore; il nuoto mi ha già dato veramente tanto in tanti anni di carriera, perché è una scuola di vita: non forma soltanto il fisico, ma anche il carattere delle persone. Sei tu contro il cronometro e ti fai le spalle larghe, in tutti i sensi»

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Lorenzo Giovannini

Dipendente di un’azienda farmaceutica di Prato. Ha un passato da agonista e dal 2010 partecipa al Settore Master. Reporter sul piano vasca.
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