Nuoto, miglioramento di resistenza e tecnica di nuotata con esercizi di nuoto frenato

Per migliorare le prestazioni bisogna spingersi oltre il proprio limite e battere la fatica

Per ottenere benefici di salute, è sufficiente nuotare dalle sei alle otto ore a settimana, ma per diventare competitivi e ottenere miglioramenti importanti delle proprie prestazioni, serve allenarsi con continuità, con una quantità sicuramente maggiori al nuoto di fitness e con allenamenti mirati.

Senza andare troppo nello specifico parlando di meccanismi aerobici e anaerobici che entrano in gioco durante l’attività muscolare, possiamo sintetizzare dicendo che i miglioramenti delle prestazioni avvengono in seguito all’adattamento dei muscoli ad utilizzare meglio l’ossigeno molecolare durante i processi metabolici per la produzione di energia.

In altre parole ancora più semplici, i miglioramenti dipendono dall’adattamento a un lavoro intenso in risposta alla richiesta di ossigeno da parte dei muscoli e in questo entrano in gioco chiaramente gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio.

La capacità respiratoria del muscolo rappresenta, infatti, il riferimento della prestazione e l’obiettivo dell’allenamento è proprio di potenziare queste capacità, adeguando le possibilità funzionali dei muscoli a quelle dei sistemi cardiocircolatorio e respiratorio.

Migliorare le prestazioni significa, senza alcun dubbio e come più volte detto attraverso gli articoli di tecnica trattati da Swim4Life Magazine, lavorare soprattutto sulla tecnica di nuotata.

“Sentire l’acqua” attraverso esercizi di tecnica permetterà all’atleta di individuare il modo giusto di nuotare, ma a tutto questo va unito necessariamente un lavoro che ha l’obiettivo di aumentare la resistenza.

Ricordate che nel nuoto, allenare il gesto specifico che si pratica durante la nuotata, è il modo migliore per ottenere risultati perché oltre alla forza e alla resistenza, si allena anche la memoria muscolare e la meccanica dei movimenti.

Uno dei migliori esercizi per migliorare la resistenza e lavorare allo stesso tempo anche sulla tecnica di nuotata è il nuoto frenato.

Questo tipo di allenamento si svolge con l’utilizzo di una cintura allacciata alla vita dell’atleta e collegata a una fascia elastica da fissare al blocco di partenza.

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Lo scopo è combattere contro la tensione dell’elastico, progressivamente intensa rispetto alla distanza che si crea tra l’atleta che nuota verso l’altra estremità della vasca e il punto di ancoraggio dell’elastico, ottenendo un’opposizione sempre più forte.

In pratica, una zavorra sempre più pesante, fino al punto da frenare completamente l’atleta che sarà costretto a nuotare sul posto.

Più si resiste all’opposizione nuotando sul posto, opponendosi al freno e al richiamo dell’elastico, più si migliora resistenza, tecnica di nuotata e forza generale massima e resistente.

Esistono diversi tipi di fasce elastiche per il nuoto frenato, in base al tipo di lavoro che si predilige e lo scopo finale che si vuole ottenere.

Le fasce elastiche vengono ad esempio utilizzate anche per il nuoto assistito, che ha lo scopo di allenare la sensibilità all’acqua per aumentare la velocità di nuotata, esercizio molto utilizzato anche nel nuoto paralimpico.

L’esercizio prevede la nuotata verso il punto di ancoraggio della fascia elastica, ottenendo quindi un’assistenza alla nuotata che consegue in una velocità maggiore rispetto a quella di gara, permettendo all’atleta di:

  • adattare la tecnica della bracciata a velocità maggiori senza sovraccaricare
  • evidenziare difetti nella tecnica di esecuzione del gesto
  • alleggerire la fatica aumentando la sensibilità all’acqua per sentire meglio la velocità, per poi replicarla in condizioni naturali
Le fasce elastiche per nuoto frenato e assistito si utilizzano anche per allenare:
  • la spinta dal muro dopo la virata
  • la tecnica di presa durante la maggiore fatica, simulando quindi il finale di gara
  • la trazione e il ritmo di nuotata, perché con l’elastico alla massima trazione il nuotatore non ha la possibilità di sfruttare alcuna fase di scivolamento

Per scegliere un’ottima fascia elastica per nuoto frenato bisogna fare attenzione ad alcuni particolari, assicurandosi che l’attrezzo sia munito di un elastico resistente e sicuro e di anima antistrappo e agganci in kevlar che sono sicuri anche in caso di rottura impedendo il pericoloso effetto frusta.

Esistono diverse tipologie di fasce elastiche per nuoto frenato in base al tipo di utilizzo che si vuole fare:

  • Nuoto frenato a cintura lungo disponibile in diversi gradi di resistenza differenziati per colore
  • Nuoto frenato per allenamento in vasca corta e per allenamento della spinta dal muro e fase subacquea dopo la virata
  • Nuoto frenato stazionario per nuotare sul posto agganciando due elastici alla corsia, utilissimo per controllare l’esecuzione tecnica del nuotatore oltre che per allenare la resistenza
  • Nuoto frenato attraverso tiro alla fune, da praticare insieme a un compagno di squadra attraverso un elastico a doppia cintura

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine