Nuoto, Matteo Rivolta punta in alto con l’obiettivo che si chiama Europei!

«Agli Assoluti vorrei nuotare sotto al mio primato personale, per poi fare finalmente il salto di qualità in estate»

Una carriera fatta di diverse vittorie importanti e talvolta anche di qualche boccone amaro da dover mandar giù, ma Matteo Rivolta ha dimostrato negli anni di essere un atleta che sa cosa vuole e di saper rinascere da una sconfitta, quel classico incidente di percorso che capita a qualsiasi atleta di spessore ma al quale non tutti riescono a rispondere in maniera produttiva.
Il 26enne milanese, campione Europeo dei 100 farfalla ai recenti Campionati in vasca corta di Copenaghen che segue all’argento vinto sempre nella medesima specialità e all’oro vinto nella 4×50 misti nell’edizione precedente di Netanya, insegue sempre nuovi traguardi, sempre pronto a rinnovarsi, al punto da stupire tutti quando agli Assoluti in vasca corta di dicembre si è impadronito del Record Italiano dei 200 farfalla che ha aggiunto a quelli già detenuti nei 50 e 100 metri.

Il finalista mondiale a Barcellona 2013 dei 100 farfalla e della 4×100 misti e agli Europei di Londra 2016 sempre nei 100 farfalla, si allena nel gruppo dei velocisti seguiti a Roma da Mirko Nozzolillo con l’obiettivo di fare quel salto di qualità importante che insegue dichiaratamente, puntando magari a un titolo internazionale anche in vasca lunga.

Tra vasca corta e vasca lunga hai dimostrato che puoi competere in tutte le distanze, dai 50 ai 200 metri, ma quale tra queste ti piace di più?
«In vasca corta sono riuscito ultimamente a coprire effettivamente bene tutte le distanze del delfino, discorso che invece per la vasca lunga richiede un investimento maggiore che in questo momento non si addice a quelli che sono i miei obiettivi. La mia gara principale è stata e sarà sempre i 100 farfalla e se dovessi scegliere tra vasca corta o lunga, forse direi la lunga»

Hai nuotato più volte il Record Italiano sia nei 50 che nei 100 farfalla, ma probabilmente la vera sorpresa è arrivata quando lo scorso dicembre hai nuotato il primato nazionale nei 200 farfalla. Te lo aspettavi?
«Si, è stata una bella sorpresa e sicuramente inaspettata. Sapevo di essere a un buon punto nella preparazione di un 200, ma contavo di fare il grosso miglioramento più avanti, ad esempio in Coppa del Mondo in estate. Meglio così, vuol dire che partirò da un punto più alto sempre con l’idea di andare a migliorare»

Perché insieme al tuo allenatore avete deciso di lavorare per preparare i 200 farfalla che è una distanza un po’ insolita per te?
«Lo abbiamo deciso sempre in funzione dei 100 farfalla di vasca lunga: abbiamo scelto un approccio alla stagione diverso, facendo nel primo ciclo di lavoro settembre-dicembre molta base aerobica che poi mi sarebbe servita nel proseguo della stagione inserendo i lavori specifici di passo gara»

È vero che essere un delfinista è il ruolo più difficile che si possa sostenere nel nuoto?
«Dico sempre che a certi livelli non c’è più tutta questa differenza a livello di difficoltà tra uno stile e l’altro. Certo il delfino e la rana sono quelli più faticosi e più tecnici, ma è un discorso molto soggettivo»

Quanto è duro un allenamento di un delfinista e perchè?
«Credo che la differenza sia più sulle distanze che sullo stile che nuoti. Per un velocista delfinista la “fatica” di un allenamento equivale a quella di un ranista o dorsista che sia, mentre il discorso cambia invece per un duecentista che facendo diversi chilometri nel proprio stile, avrà certamente più difficoltà di altri»

È dunque vero che è necessaria un’opportuna integrazione associata a una corretta alimentazione?
«L’integrazione e l’alimentazione sono fondamentali e l’una non può escludere l’altra. Il nostro fabbisogno energetico non può essere soddisfatto unicamente da una corretta alimentazione, ma è necessaria un’integrazione ben bilanciata. Io da qualche anno utilizzo i prodotti Ethic Sport con i quali mi trovo molto bene, visto che offrono una gamma molto ampia e di ottima qualità»

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In avvicinamento agli Assoluti primaverili, quali sono i traguardi che ti sei predisposto mentalmente?
«Il mio obiettivo per aprile è di nuotare al di sotto del mio primato personale, per poi arrivare in estate e fare finalmente il salto di qualità che ancora mi manca»

Di cosa ha bisogno intorno a se un atleta per poter far bene in gara?
«Anche questo è un discorso molto soggettivo: per me ad esempio è fondamentale la consapevolezza che ciò che si è fatto e si farà sia il frutto di un programma ponderato, senza lasciare nulla al caso. Detto ciò, è certamente necessario anche essere flessibili e sapersi adattare agli incidenti di percorso, sempre però nell’ottica di raggiungere quel preciso obiettivo»

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Paco Clienti

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