Coronavirus, cosa significa chiudere una piscina per oltre due mesi e quali sono le condizioni per riaprire

Monica Soro della Zero9 spiega che “Una piscina non è come una palestra in cui spegni le luci e chiudi le porte, ci sono costi enormi di gestione, dovremo imparare a convivere con il virus, non possiamo restare a casa ancora a lungo”

Lo stop forzato a tutte e le attività e la quarantena imposta come misura contenitiva per evitare il contagio da Coronavirus Covid-19 hanno causato tra le tante problematiche, la profonda crisi economica che stanno vivendo le società sportive, soprattutto i gestori delle piscine.

Gli impianti sono chiusi, ma tutto deve continuare a funzionare, ragion per cui è facile immaginare le difficoltà di una società costretta a sostenere costi di gestione elevatissimi senza poter contare su alcun tipo di entrata, come spiega Monica Soro, Responsabile del settore Nuoto, Scuola Nuoto e Attività Agonistiche dell’impianto Zero9 di Roma.

“In questi mesi abbiamo mantenuto l’impianto a regime, ma ovviamente senza riscaldarlo più di tanto, fino ad arrivare l’altro giorno a spegnere le caldaie approfittando delle temperature esterne più alte – spiega Monica – I filtri girano, l’impianto di areazione, seppure al minimo, è acceso e il cloro viene immesso attraverso due manutentori che a turno sono sempre presenti, anche per verificare gli aspetti legati alla sicurezza e alla sorveglianza dell’impianto. Abbiamo inoltre sfruttato questo periodo per fare lavori che normalmente facciamo durante l’estate, ma bisogna fare i conti anche con le spese”

Come vengono sostenuti i costi in questo momento in cui non ci sono entrate?
“Una piscina non è come una palestra, in cui spegni le luci ed è finita lì. Una piscina ha costi di gestione altissimi, anche quando è chiusa e la proprietà sta mantenendo queste spese in virtù del fatto che si considerasse che la chiusura non fosse troppo prolungata. Ovvio che più si ritarda la riapertura e tutto diventa più complicato”

State già pensando alle modalità di riapertura?
“Ormai sono più di due mesi che siamo chiusi, ma con la società teniamo una o due call conference a settimana, in cui affrontiamo varie problematiche, dalla chiusura del centro, ai lavori di manutenzione da fare a prescindere dalla chiusura, ci teniamo in contatto con istruttori e allenatori e poi abbiamo affrontato il decreto per i collaboratori sportivi. Negli ultimi giorni stiamo invece discutendo un ipotetico piano per la riapertura, considerando anche i recuperi degli abbonamenti e le regole da imporre, la sanificazione, ma tutto dipenderà da quando ci consentiranno di riaprire veramente”

Per un gestore di una piscina sarebbe conveniente riaprire a giugno inoltrato come si prevede secondo quella che potrebbe essere la fase 2 dell’emergenza sanitaria?
“Questa è una domanda che ho fatto alla direzione proprio pochi giorni fa: dipenderà dal tipo di restrizioni che imporranno, perché se consentiranno di riaprire solo per i settori agonistici, non sarà sostenibile. Se invece le direttive saranno diverse e consentiranno, rispettando ovviamente le distanze e altre normative, di riavviare anche la scuola nuoto, è ovvio che la volontà di ripartire anche a giugno è più che lecita. Nel nostro caso abbiamo spazi molto grandi avendo un impianto olimpionico, ma tenere un impianto attivo per poche persone non è fattibile”

Quindi realisticamente quanto sarebbe sostenibile per un gestore di una piscina riaprire e non poter accogliere il solito numero di utenti per rispettare le misure di contenimento che si prevedono all’orizzonte?
“Non so ancora rispondere a questa domanda. Ci stiamo facendo un’idea di quale sarebbe il punto di pareggio per tenere in piedi una piscina e quindi un minimo di utenza da accogliere. È ovvio che vanno riviste tutte le regole: se devi avere meno bambini in piscina, bisognerà magari fare più turni o ridurre il tempo delle lezioni. Magari sarà necessario ridurre il personale, ma questo dipenderà anche da quante persone avranno fiducia e voglia di ricominciare, che rappresenta un punto interrogativo enorme”

Quali saranno le criticità da affrontare nel momento in cui verrà consentito di riaprire?
“Sicuramente riorganizzare prima di tutto la scuola nuoto che è quella che fa sopravvivere una piscina e quindi pianificare le regole per le lezioni, puntando magari anche su una qualità diversa. Sarà poi indispensabile creare passaggi obbligati per gli utenti, destinare personale ai controlli, vietare di assistere alle lezioni e imporre fasce orarie precise e molto ristrette per entrata e uscita dall’impianto. Sarà un anno di grossi sacrifici per tutti, sia per i gestori che per gli utenti, in cui sicuramente le entrate caleranno del 30-40%”

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Da atleta invece come stai vivendo questa lunga pausa forzata?
“Mi sono organizzata fin da subito a non restare ferma pur stando a casa. Sono una persona abbastanza attiva e ho bisogno di avere la giornata programmata, quindi mi alleno 5-6 volte a settimana con esercizi a secco, anche con l’aiuto di persone che mi inviano circuiti. Allenarmi da sola non mi pesa. So che dopo aver fatto colazione inizio gli allenamenti agli orari prestabiliti e anche se è una grande fatica, mi fa affrontare la giornata leggermente meglio”

Quanto ti preoccupa il ritorno alla vita normale?
“Sono molto combattuta, perché da una parte non vedo l’ora di ricominciare, anche perché sono abbastanza convinta che con questo virus ci dovremo convivere ancora diversi mesi e non credo che si possa continuare a stare a casa. D’altra parte sono preoccupata, perché non siamo tutti uguali e non tutti osserveranno le precauzioni e le regole allo stesso modo e questo significa che preservare la propria salute non dipenderà più da ognuno di noi ma anche dagli altri. Per quanto mi riguarda, non credo che dopo il 4 maggio farò una vita troppo diversa da quella di oggi, anche se sarà consentito uscire. Qualcosa cambierà veramente quando si riprenderanno le attività lavorative a pieno regime”

Se potessi ottenere un aiuto senza pretende la luna, cosa chiederesti?
“Probabilmente chiederei un aiuto per avere delle linee guida precise e chiare per prepararci a ripartire. I grandi dubbi e le incertezze hanno creato uno stato di insicurezza forte nelle persone e sicuramente non è una cosa che aiuta in questo momento. Se avessi delle linee guida e delle regole ben chiare da osservare, mi sentirei più tranquilla per il futuro e avrei anche modo di prepararmi a ricominciare”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine