Nuoto, Simona Quadarella e Christian Minotti ancora fermi, non c’è piscina dove poter nuotare!

“Non c’è uniformità e ci chiediamo perché; aspettiamo, ma anche gli atleti di categoria devono ripartire, così come altre attività e non lo si può fare con 600 euro al mese. Quest’anno niente vacanze, bisogna allenarsi fino ai Giochi di Tokyo”

C’è chi ha ripreso e chi ancora no per una serie di problemi tra i più svariati, la condizione in cui naviga un po’ tutto il Paese in questo momento a causa dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus Covid-19 e ciò che ne è derivato. Simona Quadarella e il suo allenatore Christian Minotti figurano incredibilmente tra quelli che non hanno ancora ripreso gli allenamenti.

Incredibilmente perché, nonostante il Decreto 26 aprile consentisse la ripresa degli allenamenti degli atleti di interesse nazionale, la romana del Circolo Canottieri Aniene è ancora ai box, a differenza di altri atleti di punta della nazionale Azzurra.

Un titolo mondiale nei 1500 stile libero e un argento mondiale negli 800 stile libero vinti a Gwangju 2019, seguenti al tris di ori vinto all’Europeo di Glasgow 2018 prendendo in esame soltanto gli ultimi due anni, non sono abbastanza per mettere la 22enne e il suo mentore nelle condizioni di riprendere a lavorare per un obiettivo che si chiama Tokyo dopo 33 giorni di pausa forzata? La domanda ce la siamo posta ed è lecito farlo visto il confronto avuto proprio con il tecnico dell’atleta.

Come state innanzitutto?
“Noi stiamo bene, siamo soltanto in attesa di conoscere il come, dove e quando possiamo riprendere gli allenamenti. Abbiamo fatto richiesta esplicita e siamo in attesa che qualcuno ci faccia sapere. Ci sono certamente prassi da osservare prima che ci diano il via libera a poterci allenare, noi restiamo in attesa”

Quindi da quanto tempo Simona non si sta allenando?
“Dal 4 aprile”

Onestamente pensavo che già da lunedì scorso, così come avvenuto per alcuni altri atleti della nazionale, Simona, che è un atleta di punta, avesse ripreso gli allenamenti e che l’Aquaniene riaprisse…
“Gli impianti privati sono per la maggior parte tutti chiusi. Eventualmente potremmo andare all’Acqua Acetosa”

E come mai non avete ancora vagliato questa opzione?
“Il vaglio c’è, ma la piscina non è stata ancora sanificata e messa in condizione di poter riaprire nel rispetto del Decreto sul Covid-19, quindi siamo in attesa”

Psicologicamente come l’avete presa questa mancata ripartenza?
“Non vediamo uniformità nelle cose e ci chiediamo come mai. I top level devono ripartire in quanto hanno sicuramente necessità di entrare in acqua per preparare appuntamenti importanti, ma anche gli atleti di categoria hanno necessità di ritornare in acqua e preparare la loro stagione, che sarà comunque impegnativa tra chi prepara i giovanili e chi gli assoluti. Dobbiamo trovare il modo di ripartire, ma soprattutto di dare la possibilità a tutti gli impianti di poter ottenere dei ricavi, altrimenti non so quante società riusciranno a superare questa crisi”

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Si parla della fatidica data del 18 maggio come di un limite estremo da non superare per la ripartenza degli impianti. Tu cosa ne pensi?
“Penso che qualsiasi attività, non solo lo sport, adesso debba ripartire, perché qualsiasi cittadino comune che ha un’attività, si trova in difficoltà in questo momento. Se il Governo pensa che si possa ripartire con 600 euro al mese, è probabile che sfugge il concetto che con questa somma in Italia si fa ben poco e indebitarsi per ripartire non è una soluzione. È un problema grave, con il quale però ci dovremo convivere almeno nei prossimi mesi, ma se non ripartiamo non sapremo mai come superarlo e più si va avanti e più si mettono in difficoltà gestori e atleti. Anche io sono preoccupato per come ripartire e le misure da adottare, ma se non compiamo il primo passo non sapremo mai come affrontare tutto al meglio”

Mi fa un po’ strano onestamente prendere coscienza che un atleta di punta come Simona Quadarella abbia difficoltà a ripartire, a differenza di altri che lunedì scorso hanno ripreso…
“Questa è una domanda che mi son posto anche io, ma siamo qui, aspettiamo, prima o poi qualcosa ci faranno sapere. La cosa migliore sarebbe stata ripartire tutti insieme, ma ogni singola regione ha le sue procedure”

Come avete preso lo stop e tutto ciò che ne consegue?
“Inizialmente speravamo che il problema potesse rientrare e che non fosse niente di così tragico come poi si è rivelato. Sono morte troppe persone e prima di pensare a quelli che erano i nostro obiettivi, è doveroso pensare alla salute di tutti. Giusto rimandare le Olimpiadi e fermare tutto. Noi abbiamo visto la cosa in positivo, abbiamo 14 mesi per preparare l’evento nel migliore dei modi, avere più consapevolezza per arrivare al top e trasformare una cosa negativa in una cosa positiva”

Questo doveva essere un po’ l’anno della consacrazione per voi, cosa significa rinviarlo di un anno?
“Sicuramente l’Olimpiade è l’evento clou per tutti gli atleti, ma Simona ha già dimostrato di essere all’altezza. Io penso che un atleta debba pensare che ogni anno è importante e ogni anno si deve pensare a migliorare e crescere. Quest’anno purtroppo gli eventi sono stati tutti cancellati per una giusta causa e ne dobbiamo prendere atto. Ci dispiace sicuramente, ma ci dispiace di più per i problemi di salute di molte persone. Penso che in questo momento, siamo un po’ tutti frastornati e invece dobbiamo essere forti, soprattutto chi è in salute”

Pensi che in un anno possa cambiare qualcosa sul fronte delle avversarie?
“Ogni anno ci possono essere outsider, così come una Ledecky può avere un’annata negativa. Penso che più che agli avversari, si debba pensare a quello che si fa durante l’anno per essere al top. Guardiamo quello che facciamo noi che è più importante”

Auspicando una ripresa degli allenamenti al più presto, avete già pensato come gestire il programma di allenamenti da qui a Tokyo? Sono escluse pause come normalmente accade tra una stagione e l’altra?
“La ripresa è fondamentale, così come riacquistare una buona sensibilità e inserire gradualmente una serie di lavori specifici e aerobici, dopodiché, affronteremo la stagione per quello che saranno gli appuntamenti. Sicuramente quest’anno non potrà esserci spazio per le vacanze che al massimo potranno essere di un paio di giorni. Sarebbe opportuno nuotare con continuità fino ai Giochi di Tokyo, anche per recuperare quello che abbiamo perso lungo questo stop forzato”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine