DPCM 16 gennaio, Centri Sportivi chiusi per tutto il mese, attività sportiva solo all’aperto

Riapertura piscine e palestre a gennaio quotata quasi a zero, situazione ormai insostenibile per società sportive e lavoratori

Sale l’attesa per il nuovo DPCM del 16 gennaio sul quale il Governo lavora incessantemente per stabilire nuovi criteri e misure di contenimento del contagio di Covid-19 che non accenna a una diminuzione e concomitante con una campagna vaccinale che al momento non riesce a decollare tra un’organizzazione non impeccabile e la scarsa disponibilità di un quantitativo considerevole di vaccini, pare che le restrizioni non verranno alleggerite, anzi.

Da ieri, lunedì 11 gennaio, tutta l’Italia è diventata zona gialla, tranne Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Calabria e Sicilia che sono rimaste arancioni, ma tra pochi giorni si cambierà di nuovo, con nuove restrizioni contenute nel DPCM del 16 gennaio che oltre al divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le ore 18.00, vedrà modifiche anche sui criteri di assegnazione dei colori della fasce di rischio delle Regioni, con una facilità maggiore di entrare in zona arancione.

Verrà prorogato il divieto alla mobilità tra le regioni, anche tra quelle gialle, e prorogato lo stato di emergenza fino al 30 aprile. Il nuovo DPCM verrà presentato mercoledì 13 gennaio in Parlamento dal Ministro della Salute Roberto Speranza, a seguito del vertice del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione avvenuto domenica scorsa e dell’incontro con le Regioni, Province e Comuni.

In particolar modo sembra nero il quadro per piscine e palestre che, chiuse dallo scorso 24 ottobre, non riapriranno nemmeno per tutto il mese di gennaio. Con quattro mesi netti di chiusura tra febbraio e maggio 2020 e un lavoro a utenza ridotta tra giugno e settembre 2020 e altri tre mesi di chiusura netta tra novembre 2020 e gennaio 2021, le società sportive e i collaboratori sportivi sono ormai sull’orlo del precipizio ed è indubbiamente ulteriormente sconfortante per tutto il settore apprendere dalle parole del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che “Fino a ora i bonus e i fondi perduti sono stati più che sufficienti a sostenere il mondo dello sport per pagare affitti, utenze e collaboratori sportivi”.

Non è ben chiaro se le parole di Spadafora sono semplicemente politichese oppure se realmente il Ministro non ha polso della realtà della situazione in cui verte lo sport italiano al momento.
Ricordiamo, lo abbiamo detto tante volte, che lo sport di base è un’arteria importante della nostra civiltà e umanità, sia sotto l’aspetto della salute, ma anche sotto quello dell’educazione e formazione civica ed è noto che a chiudere un’arteria principale per un lungo periodo, si causano danni irreparabili.

“Pensiamo di confermare tutte le misure vigenti: coprifuoco, chiusure palestre e piscine eccetera — ha anticipato Speranza — Solo una richiesta arrivata in queste ore dal ministro Franceschini sui musei, e altra su piste sci, ma per il resto tutto uguale. Poi misure di potenziamento: ragionare su spostamenti tra regioni. Faremo due provvedimenti, un DPCM “classico” e un decreto legge, necessario perché la scadenza dello stato di emergenza è al 31 gennaio”

L’unica possibilità che al momento sembra essere in valutazione al Governo, vede un’apertura delle piscine e delle palestre soltanto per lezioni individuali che è decisamente un’azione che porterà alla chiusura tutti i Centri Sportivi.

Queste chiusure non interesseranno gli utenti che necessitano di attività sportiva per assistenza e attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP.

Dovrebbe restare infine consentito nelle regioni gialle recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, per svolgere attività sportiva di base esclusivamente all’aperto nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli, mentre nelle regioni arancioni dovrebbe essere possibile fare sport all’aria aperta ma in solitaria, senza uscire dai confini comunali.

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine