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Laurea da 110 e lode per Lorenzo Zazzeri, confronto tra nuotatori italiani e statunitensi

La Tesi è un capolavoro su cui poter scrivere un libro, “Parallelismo e confronto nella cultura e nella metodologia di allenamento dei velocisti del nuoto tra USA e Italia”

Una Laurea da 110 e lode non si ottiene tutti i giorni: serve impegno, serietà, continuità e abilità che Lorenzo Zazzeri ha però dimostrato di avere.

Il traguardo, arrivato al termine del percorso triennale presso la Facoltà di Scienze Motorie, Sport e Salute di Firenze, è prestigioso e dai contenuti molto interessanti.

Parallelismo e confronto nella cultura e nella metodologia di allenamento dei velocisti del nuoto tra USA e Italia.

Un titolo che da solo rende l’idea dello spessore di un lavoro accademico che stuzzicherebbe gli addetti ai lavori così come qualsiasi appassionato di nuoto.

Una Tesi che potrebbe valere un punto di partenza per la pubblicazione di un Libro e che mette in evidenza, ancora una volta, il genio dell’atleta.

Non solo quindi per i risultati che riesce ad ottenere nel nuoto e attraverso i suoi straordinari lavori artistici, ma anche negli studi.

Non mi aspettavo il 110 e lode – commenta Lorenzo Zazzeri raggiunto telefonicamente da Swim4Life Magazine – È stata una tesi bella da scrivere, perché al di là della personale esperienza nel nuoto professionistico, ho avuto la possibilità di confrontarmi anche con altri atleti del nuoto d’élite e tecnici”

Da Riccardo Maestri, olimpionico a Londra 2012 che ha vissuto e si è allenato per sei anni negli Stati Uniti, a Claudio Rossetto, tecnico federale FIN, passando per Giovanni Bosi, preparatore atletico Rari Nantes Florentia, Paolo Palchetti, tecnico Rari Nantes Florentia e suo allenatore, Ryan Held, campione Olimpico statunitense e ancora tanti altri coinvolti dall’atleta del Centro Sportivo Esercito e Rari Nantes Florentia per il suo lavoro.

Ho voluto confrontare come gli atleti americani e italiani vengono forgiati, quali differenze di approccio metodologico e didattico esistono tra le due nelle scuole nuoto e come questi aspetti influiscano sulla tecnica e biomeccanica della nuotata – spiega Zazzeri – Ho analizzato poi le differenze nelle metodologie di allenamento e degli stimoli fisiologici proposti, per cercare di capire come questi vadano ad influire sulla prestazione dei velocisti professionisti”

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Attraverso le interviste che ha realizzato, Zazzeri ha inoltre approfondito sui percorsi che hanno portato gli atleti al successo, evidenziando le differenze nell’approccio mentale alle competizioni e alla disciplina del nuoto.

L’obiettivo centrale della tesi – aggiunge il 27enne fiorentino –  è il confronto tra la metodologia e la cultura con la quale si affronta lo sport in Italia rispetto agli Stati Uniti

Partendo dalle scuole nuoto e quindi dai settori giovanili, si percorre un viaggio intenso e affascinante fino ad arrivare all’alta prestazione dei velocisti.

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In questo viaggio Lorenzo analizza i fattori divergenti ma anche le analogie tra le due scuole acquatiche a confronto.

Dall’Ultra-Short Race-Pace Training, il metodo di allenamento di Michael Andrew, all’evoluzione dei costumi da gara, nel suo studio specifico Zazzeri analizza tutto a 360 gradi.

Quando ho analizzato la storia dei costumi da gara, mi ha aiutato molto il materiale specifico che sono riuscito a trovare attraverso alcuni contenuti di Speedo – spiega Zazzeri – La storia che c’è dietro l’evoluzione tecnologica dei costumi da gara è straordinaria. Ma oltre alla tecnologia che ha supportato lo sviluppo delle competizioni, ho analizzato anche altri aspetti che hanno contribuito alla crescita prestativa, come ad esempio i vari cambiamenti dei blocchi di partenza, dei bordi delle piscine e quanto hanno influito alcuni supporti nella cura dell’allenamento, come ad esempio le vasche a flusso idrodinamico. Ho quindi trattato l’alta prestazione sia da un punto di vista metodologico dell’allenamento, che dal punto di vista dell’evoluzione dei mezzi tecnologici”

La tesi è davvero affascinante, con alcune parti di essa particolarmente interessanti che denotano un lavoro straordinario fatto dal velocista Azzurro.

L’allenamento ad alta intensità nel nuoto all’interno del capitolo 3 ad esempio, è un capolavoro, e poi ovviamente il capitolo 4, che affronta in pieno l’oggetto della Tesi: confronto della metodologia di allenamento italiana e statunitense per gli atleti di élite.

È stato interessante capire cosa sia cambiato negli ultimi trent’anni tenendo conto che la macchina biologica, l’essere umano, è rimasto lo stesso – aggiunge Zazzeri – Sono cambiate le performance, se consideriamo ad esempio che una volta si nuotavano i 100 stile in 49” e adesso si nuotano in 47” basso. È stato bello capire cosa abbia influito a un incremento così importante delle prestazioni”

La metodologia sempre più scientifica e che mira sempre di più alla costruzione della singola prestazione a differenza di un allenamento più generalizzato che si seguiva tempo addietro e le evoluzioni tecnologiche, nella struttura piscina e nei costumi da gara, insieme alla passione per il nuoto che vive in prima persona, hanno stuzzicato l’estro del talentuoso toscano.

Fin da bambino ho sempre ammirato le performance dei nuotatori americani, in particolar modo quelle di Phelps, Lezak ed Ervin – spiega Zazzeri – Guardavo all’infinito le loro gare fino a copiarne le movenze nei miei allenamenti e sognavo di poter essere come loro un giorno. Ricordo, che in occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008, mentre ero in vacanza, mettevo la sveglia alle 3.00 del mattino per poter seguire le finali dei miei idoli in diretta televisiva. Sono sempre stato stupito dalla loro capacità di essere performanti in più gare al giorno, e crescendo, ho sempre più compreso di quanto fosse eccezionale la loro preparazione. Questa è stata la molla che ha fatto propendere per la scrittura e l’approfondimento di questa tesi”

Una Tesi da quasi ottanta pagine scritta in circa tre mesi, a cavallo tra l’altro dei Campionati Italiani Assoluti primaverili e degli impegni professionali che l’atleta ha nel campo artistico.

Un impegno mastodontico e un risultato superlativo che aggiunge pregio e valore al brillante lavoro di Lorenzo Zazzeri.

Il suo futuro è però nel mondo artistico

Per quello che ho in mente di fare, proseguire con la Magistrale in questo indirizzo non mi servirebbe a molto – conclude Zazzeri – Mi piacerebbe molto invece iscrivermi all’Accademia delle Belle Arti all’indirizzo Artistico e Pittura. Devo soltanto riuscire a far quadrare l’impegno negli studi con quello sportivo”

Oltre all’elevato valore tecnico, accademico e artistico, Lorenzo Zazzeri possiede però anche grandi doti umane.  

Nella tesi si leggono infatti i ringraziamenti agli allenatori che lo hanno seguito e che lo seguono nel nuoto:

A loro devo la mia crescita sportiva e mentale e la rettitudine di riuscire a non scegliere scorciatoie o strade facili – le parole di Zazzeri – Grazie per avermi insegnato la perseveranza e a non mollare davanti alle difficoltà e delusioni”

Tra le note di gratitudine si leggono anche i nomi degli atleti Matteo Restivo e Filippo Megli che condividono con lui gli allenamenti e quello dei nonni:

I miei nonni mi hanno sempre insegnato i valori più importanti della vita contribuendo nel farmi diventare la persona che sono oggi”

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine