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Ilaria Bianchi verso la quarta storica Olimpiade

Solo Cristina Chiuso, Federica Pellegrini e Manuela Dalla Valle sono riuscite a tagliare il traguardo di quattro Olimpiadi in carriera, “Sono orgogliosa del percorso fatto fino a oggi, a Tokyo voglio onorare l’evento senza sprecare la possibilità che mi è stata data”

Ilaria Bianchi è la quarta donna del nuoto italiano a partecipare a una quarta Olimpiade in carriera e questo è un traguardo storico e molto prestigioso, che da solo rende l’idea del lustro della sua carriera.

A parte lei infatti, soltanto Cristina Chiuso, Federica Pellegrini e Manuela Dalla Valle hanno raggiunto tale traguardo.

Una carriera sempre ad alti livelli, sempre da atleta molto umile ma anche molto preparata e mai disposta a cedere nulla.

Fu medaglia di bronzo nei 100 farfalla agli Europei di Londra 2016, una delle dodici medaglie vinte in campo internazionale, ma di traguardi ne ha tagliati molti altri di più la 31enne di Castel San Pietro.

Uno di questi è sicuramente aver raggiunto la quarta Olimpiade grazie al 57”95 nuotato nei 100 farfalla del Sette Colli, un tempo che è servito all’atleta dell’Azzurra 91 Bologna e Fiamme Azzurre per poter essere convocata per le staffette, ma in realtà a Tokyo disputerà anche i 100 farfalla.

Per fortuna avevo il tempo del 2019 fatto al Sette Colli che mi aveva qualificato per i Mondiali in Corea e che mi è tornato utile anche per l’iscrizione alle Olimpiadi nei 100 farfalla. Dopo il Sette Colli però non sapevo se fossi stata convocata o meno. Sapevo che le staffette avevano bisogno di atlete e che io avrei potuto aiutare con il tempo che avevo fatto, ma non avevo alcuna certezza”

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Un traguardo meritato al culmine di una carriera sempre ad alti livelli e raggiunto con non poche difficoltà, perché Ilaria ha dovuto fermarsi il 20 dicembre dopo gli Assoluti invernali a causa del Covid e ha ripreso gli allenamenti soltanto il 16 gennaio.

Un’eternità per un nuotatore e che ha messo Ilaria in una condizione difficilissima da gestire in un anno olimpico.

La ripresa è stata davvero dura, mi sono sentita in una condizione normale soltanto a maggio e quello che ho fatto al Sette Colli mi rende fiera di me. Avrei potuto fare meglio perché ci sono stati alcuni errori fatti in gara, ma sono stata contenta del tempo che ho nuotato.

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Il tempo che ho fatto nei 100 farfalla me lo sono guadagnato con il poco tempo che ho avuto per costruire questo risultato”

Come si ottengono certi traguardi?

Ho sempre cercato di fare il massimo nella mia carriera e sono dell’idea che se sei concentrato, ti impegni e stai bene mentalmente, in qualche modo riesci ad ottenere una prestazione degna del lavoro che hai fatto in allenamento. Per come ho lavorato io quest’anno e il tempo che ho avuto, ho realizzato ciò che sapevo di poter fare. È arrivato in ritardo, ma ci sono riuscita”

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A parte Federica Pellegrini, Ilaria Bianchi è l’unica atleta della squadra nazionale attuale che ha fatto anche i Giochi di Pechino 2008.

Se avessi pensato a questa eventualità otto o cinque anni fa, non ci avrei mai creduto. Sono invece riuscita in questi anni a mantenere una regolarità di risultati tali da tenermi sempre ad alti livelli. Per me è abbastanza normale, è il mio lavoro e se ottenessi risultati utili a qualcosa, smetterei. In realtà però mi rendo conto che sono pochi gli atleti che riescono a essere costanti negli anni e questo mi fa sentire orgogliosa di tutto il percorso fatto fino a oggi”

Cosa ha fatto la differenza nella tua carriera?

Forse la mentalità. Come dicevo prima, se non ottenessi risultati non continuerei a nuotare e forse questo, insieme al tipo di approccio di Fabrizio Bastelli (il suo allenatore, ndr), mi ha permesso di essere sempre ad alti livelli. Io vado alla ricerca della prestazione fin dal 1° settembre, quando entro in acqua per iniziare la stagione. Anche l’ambiente in cui mi alleno fa la differenza, in Azzurra 91 Bologna c’è una coesione che non ho notato altrove e questo contribuisce ai risultati dei singoli. Andare in piscina e divertirsi è ben diverso da andare in piscina a rompersi le scatole”

Cosa ti aspetti dalla tua quarta Olimpiade?

Sicuramente la situazione pandemica renderà unica questa Olimpiade. Si respirerà un’aria diversa, il non poter uscire e fare un giro in città e forse non poter girare liberamente nemmeno nel Villaggio Olimpico saranno una novità assoluta in un evento che poi dovrebbe rappresentare qualcosa di diverso a livello sociale”

Cosa non vedi l’ora di fare quando sarai a Tokyo?

Non vedo l’ora di entrare nel Villaggio Olimpico. Sarà la quarta volta ma per me sarà sempre come la prima!”

In quattro quadrienni olimpici ha attraversato epoche diverse e quindi ha affrontato avversarie sempre diverse, ma ce n’è una con cui Ilaria ambisce a confrontarsi in gara.

Sarah Sjostrom è la più forte al mondo nei 100 farfalla e per me sarebbe un sogno gareggiare al suo fianco a un’Olimpiade”

Tre Olimpiadi fatte chiaramente in tre momenti diversi della sua carriera e la quarta sarà sicuramente l’Olimpiade dell’esperienza e della piena maturità.

L’esperienza è uno dei fattori che mi fa stare più tranquilla, anche se a un’Olimpiade non ti ci abitui mai. Un po’ di fifa, un po’ di emozione prima delle gare serve sempre, altrimenti magari non riesci nemmeno a dare il meglio che puoi”

Cosa metterai nella valigia per Tokyo?

Nella mia valigia porterò di tutto visto che non possiamo uscire. A arte gli scherzi, nella valigia per Tokyo metterò sicuramente la voglia di onorare l’evento senza sprecare la possibilità che mi è stata data. Non sono più una novellina e spero che l’esperienza che ho mi aiuti a gestire la tensione”

La maggior parte della squadra, seppure formata da altri atleti abbastanza veterani, vede la maggior parte come esordienti olimpici.

La nazionale di oggi è molto diversa da quelle che ho vissuto io nelle passate Olimpiadi. È una bella squadra affiatata e sono sicura che saprà farsi valere e se tutti sapranno bravi a gestire le emozioni, ne vedremo delle belle”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine