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Simone Ciulli pronto a vivere un sogno, “Ho cercato le Paralimpiadi per dieci anni, ora sono qui!

Il fiorentino alla sua prima esperienza ai Giochi a 35 anni, “La parola sogno descrive già da sola l’eccezionalità dell’evento, arrivarci dopo dieci anni di tentativi è appagante, darò il mio meglio”

Simone Ciulli sta per iniziare a vivere il sogno che, con tanti sacrifici e senza mai arrendersi alle mille difficoltà che ha incontrato lungo il suo cammino, ha coltivato e costruito per dieci lunghi anni.

Dopo tante incertezze e cambiamenti, nel 2019 il 35enne fiorentino si è riscoperto in una seconda carriera nel nuoto paralimpico, una seconda opportunità da poter sfruttare per ambire a traguardi prestigiosi.

Dopo due anni di documentazioni e visite, nel 2019 è infatti riuscito a ottenere la classificazione sportiva S9 che ha reso giustizia alla sua disabilità.

Ci aveva già provato nel 2018, ma per mancanza di slot per poter essere riclassificato, aveva dovuto rimandare a maggio 2019, dopo un nuovo percorso medico durante il quale aveva scoperto di soffrire di ipotiroidismo che gli comporta serie difficoltà nei tempi di recupero.

Precedentemente era stato valutato soltanto per il fatto di avere una gamba più piccola dell’altra e non era mai riuscito a far emergere del tutto la sua problematica, legata anche alla paralisi cerebrale subita alla nascita che ha poi causato di fatto la gamba più piccola, e al tumore benigno al nervo sciatico.

L’atleta del Circolo Canottieri Aniene e Fiamme Azzurre si è ritrovato poi a dover preparare un Mondiale in pochi mesi, soltanto dopo essere passato da S10 a S9 scoprendo di poter essere competitivo.

Da Londra è tornato a casa con un bronzo iridato nei 50 stile libero e con la consapevolezza di essere entrato di diritto nel team che avrebbe lavorato a Tokyo 2020.

Ho fatto un percorso lungo, insidioso e molto difficile per arrivare a conquistarmi un posto in questa nazionale che vedremo alle Paralimpiadi di Tokyo”

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Se ti volti indietro e osservi quello che hai superato, cosa ti viene da dire?

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Voi di Swim4Life Magazine mi avete seguito benissimo negli ultimi anni e quindi sapete bene cosa ho dovuto affrontare.

Per Londra 2012 non ho fatto in tempo la documentazione per entrare nel mondo paralimpico;

per Rio 2016 mi sono mancati otto centesimi alla qualificazione nei 50 stile che avrò provato 150 volte e ogni volta ho sfiorato il pass senza mai riuscire a conquistarlo;

adesso sono finalmente riuscito a centrare questo sogno, nonostante il rinvio di un anno a causa del Covid, anche se fin quando non sarò in Giappone, non ci crederò”

Immagino la tua soddisfazione nel centrare il traguardo che ti eri prefissato e che non era per niente facile, soprattutto nella tua classe sportiva.

Beh, la S9 è una classe che ha visto il livello competitivo alzarsi in maniera stratosferica. Tantissimi campioni, tutti giovanissimi e con tempi eccezionali, quasi da fare invidia agli S10. Io sono riuscito a vincere un bronzo ai Mondiali 2019 che mi ha concesso diverse possibilità e vado a Tokyo con una consapevolezza diversa, cercherò di fare il mio meglio”

Ai Campionati Italiani di Napoli hai ottenuti nuovi segnali positivi.

I Campionati Italiani estivi sono andati molto bene, ero molto in forma, erano due anni che preparavo i 100 stile libero e finalmente ho fatto la gara che avrei voluto e il tempo che avrei voluto fare. Non potevo chiedere di più”

Oltre alle gare in cui ti abbiamo sempre visto dare battaglia, a Tokyo però ti vedremo anche nei 200 misti. Come sei arrivato a competere in questa specialità?

È stata una gara un po’ improvvisata, perché a causa della mia disabilità non riesco a esprimermi al meglio nella frazione rana.

Poi l’ho provata per gioco in occasione di un meeting Master ed è venuto fuori il tempo utile al pass per Tokyo e allora ho voluto provare a rifarla in un evento riconosciuto Para Swimming e l’occasione si è presentata con il Trofeo Sette Colli.

Ho aggiunto una slot gara che non avevo messo in conto e che mi permetterà a Tokyo di confrontarmi anche in questa specialità”

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Cosa ti aspetti da Tokyo?

Le Paralimpiadi e le Olimpiadi sono un sogno per tutti e la parola sogno descrive già da sola l’eccezionalità dell’evento.

Arrivarci dopo dieci anni di tentativi è veramente appagante. Sono soddisfatto e orgoglioso di fare questa esperienza. Cercherò di fare il meglio possibile per ottenere il miglior risultato possibile”

Cosa pensi della mancanza di pubblico a causa delle restrizioni dovute alla pandemia?

Il pubblico conta, fa spettacolo, ma penso che quando sarò lì, pubblico o non pubblico, sarò concentrato al massimo e tutti punteremo a dare il meglio con o senza tifosi sugli spalti”

Fai parte di una nazionale campione del mondo ed europea in carica e che si presenta a Tokyo come una delle armate da osservare: come ti senti a far parte di questa squadra?

Si, siamo campioni del mondo, campioni d’Europa e direi che siamo la squadra da battere. Essere in questa nazionale è veramente dura perché bisogna sempre essere al top e dimostrare di poter essere al top.

È fonte di orgoglio pensare di poter andare a Tokyo con la possibilità di riuscire a portare a casa un risultato che ci farebbe sentire fieri di essere italiani”

Video intervista

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine