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Riccardo Vernole alla vigilia delle Paralimpiadi, “A Tokyo ci giocheremo i primi tre posti nel medagliere fino all’ultima gara”

“Siamo tra i più forti con Stati Uniti e Cina, sono sicuro che faremo bene” e se la sinergia tra FINP e FIN crescerà ancora, ci porterà ad essere forti e competitivi per tanti anni”

Italia da record, con 115 atleti a rappresentare il tricolore in Giappone alle Paralimpiadi che inizieranno martedì prossimo, un numero senza precedenti per la delegazione paralimpica italiana, di cui Federico Morlacchi farà da portabandiera insieme alla schermitrice Bebe Vio.

Anche l’Italia del nuoto ha siglato un primato con i 29 atleti convocati per le Paralimpiadi di Tokyo, un numero mai raggiunto prima ai Giochi.

Non nascondo che nel vedere i 29 atleti che rappresenteranno la nazionale paralimpica a Tokyo, mi sono emozionato – ha commentato il Direttore Tecnico Riccardo Vernole – Dietro ognuno di quegli atleti c’è un percorso durato negli anni che ha costruito un intero movimento italiano sempre più importante.

La Paralimpiade non è un Mondiale e nemmeno un Europeo, ma sappiamo che possiamo arrivare tra le prime nazioni al mondo, perché abbiamo una squadra forte”

I 29 atleti convocati sono anche significativi del grande lavoro svolto negli ultimi cinque anni da parte di tecnici e società?

Assolutamente si. Il Campionato Italiano di Società ci ha dato ad esempio indicazioni prestative interessanti anche dal reparto giovanile. Con questo voglio dire che siamo concentrati su Tokyo, ma stiamo già pensando al percorso che porterà a Parigi 2024 attraverso iniziative importanti proprio per il settore giovanile”

Due pass strappati all’ultima occasione, proprio ai Campionati Italiani di Napoli, hanno aggiunto ulteriore enfasi all’evento e l’emozione degli atleti nel sentirsi convocare è stata bella da vedere, soprattutto in una stagione difficile come questa.

È stata un’emozione vera e intensa. Ovviamente avevo già avvisato gli altri atleti che ambivano alla convocazione e che già sapevo che non avremmo potuto portare a Tokyo.

La cosa che mi ha fatto più piacere è che tutti hanno compreso le scelte fatte e tutti mi hanno risposto che si faranno trovare pronti per i Mondiali del prossimo anno.

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Era difficile chiarire chi avrebbe potuto strappare gli ultimi pass utili, ma sono convinto che la scelta è ricaduta sugli atleti giusti.

Ho comunque avuto l’idea di far avere la cuffia che rappresenterà l’Italia a Tokyo anche agli atleti non convocati, perché si vince e si va in Giappone insieme, anche chi non è riuscito a qualificarsi.

Tokyo riguarda tutto il movimento e riguarda l’interesse di raggiungere il massimo per tutti gli atleti”

Al di là del numero totalmente diverso rispetto a Rio 2016, la nazionale per Tokyo vedrà anche tanti volti nuovi rispetto alla precedente Paralimpiade. Sembra di dire sempre le stesse cose ma di fatto questa nazionale è sempre in evoluzione.

Questa è una cosa fondamentale, ma bisogna concentrarsi bene su Tokyo perché dovremo mettere, mi auguro, la ciliegina sulla torta.

Quello che accadrà dopo sarà molto complesso, perché negli ultimi tre anni questa nazionale ha incontrato tante sinergie positive: gli atleti con più esperienza hanno mantenuto un livello altissimo, mentre i nuovi che sono entrati hanno capito subito il lavoro da svolgere per raggiungere alti livelli.

Abbiamo raggiunto l’alchimia perfetta per presentare la squadra che ci rappresenterà in Giappone.

Per continuare questo percorso però, abbiamo bisogno dell’aiuto di quelle persone che in tutti questi anni hanno fatto tanto per il movimento.

Parlo di tutti gli istruttori e allenatori che lavorano in tutte le piscine: sono loro che possono aiutarci affinchè i ragazzi si indirizzino anche nel mondo paralimpico.

Se la sinergia tra FINP e FIN crescerà ancora, ci porterà ad essere forti e competitivi per tanti anni”

Nell’era della pandemia, con tante piscine chiuse e con tutte le difficoltà per allenarsi, possiamo dire che una squadra così numerosa che parte per i Giochi è un mezzo miracolo?

Assolutamente si. Ricordo quei giorni di lockdown e la disperazione di atleti che erano ormai pronti ad arrivare a Tokyo.

Poi la riapertura delle piscine, che seppure con orari ridotti e complicati, ha ridato gioia e felicità estrema agli atleti.

La chiusura delle piscine ha ucciso totalmente i giovani, che non essendo atleti di alto livello non hanno potuto nuotare. Temo che alcuni di questi si siano potuti abituare a stare a casa e magari sceglieranno di non affrontare quei sacrifici necessari per poter emergere nello sport, a prescindere dal risultato finale, che sia una Paralimpiade o un Campionato Regionale”

Gli ultimi due anni hanno visto gli Azzurri Campioni del Mondo e Campioni Europei, cosa ti aspetti da queste Paralimpiadi?

Abbiamo osservato le ranking, abbiamo fatto le nostre stime e sappiamo che ce la giocheremo con nazioni come gli Stati Uniti, che saranno i più forti, e la Cina. Ci giochiamo i primi tre posti fino all’ultima gara.

L’obiettivo minimo è migliorare il medagliere di Rio e deve essere raggiunto per forza, altrimenti sarebbe una delusione forte.

Guardando la squadra però, sono convinto che ci riusciremo, perché dietro ogni biglietto staccato per Tokyo, c’è un atleta che ha fatto tanti sacrifici e sa quello che vuole fare.

Raggiungere una finale o vincere una medaglia non è più soltanto un obiettivo individuale, perché in quel momento ogni atleta rappresenterà un’intera nazione e questo darà a tutti una carica in più”

Dove guardare le Paralimpiadi in TV

Le gare potranno essere seguite in diretta tra Rai2 e Raisport+ HD, oppure, in caso di contemporaneità, sul canale 58 del digitale terrestre, Raisport SD, oltre allo streaming e l’on demand su RaiPlay.

Clicca qui per il programma gare

Video intervista Riccardo Vernole

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine