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Adam Peaty non ha ricevuto tutta la ricompensa economica dalla ISL

Il campione olimpico britannico aspetta il pagamento dal 2020 così come altri atleti, nuove dimissioni da ruoli chiave nelle squadre

Adam Peaty non è ancora stato del tutto ricompensato economicamente per le sue prestazioni come dal contratto che aveva stabilito con la International Swimming League.

Come riportato da Swimming World, il campione olimpico lamenta di non aver percepito tutti i soldi che doveva avere.

Situazioni del genere non sembrano essere isolate nel mondo della ISL, di cui in passato si è parlato di stipendi non pagati anche a General Manager, Fotografi e altri atleti.

La ISL non ha mai risposto ad accuse del genere, quindi non è chiaro dove sia posizionata la verità al momento.

Sappiamo ad esempio che Marco Orsi è stato interamente ricompensato per la stagione 2020, come lui stesso ha affermato, ma non conosciamo la situazione caso per caso.

Se non sono stato pagato io, allora chi altro non è stato pagato? – ha dichiarato Peaty – Io non sono ancora stato pagato del tutto dall’anno scorso”

Tra i recenti dimissionari del mondo ISL, c’è anche Rob Woodhouse, il General Manager dei London Roar, la squadra dove milita Peaty.

Tra i presunti debiti e le polemiche che non sono mai mancate da quando è nata la ISL, è stata recentemente annunciata la quarta stagione con inizio a giugno.

La nuova stagione ISL prevede un programma di 24 partite, 15 nella regular season, 6 per i Play Off e la finale, oltre a una partita jolly sia nella stagione regolare che nei playoff. 

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Inoltre sono stati annunciati aumenti del montepremi e la possibilità per gli atleti di essere “pro” o “semi-professionisti” per dare loro maggiore flessibilità nella pianificazione dei loro programmi competitivi.

Pochi giorni dopo l’ufficialità della quarta stagione ISL, la FINA ha annunciato a sorpresa l’organizzazione straordinaria dei Mondiali a Budapest, in programma a fine giugno!

Ricordiamo che i Mondiali in programma per quest’anno erano previsti a Fukuoka a maggio, ma poi rinviati al prossimo anno a causa della pandemia.

Nessuno si aspettava un Mondiale in sostituzione, che oltre a ridosso della ISL, si disputerà anche non distante degli Europei di Roma.

Probabilmente gli atleti saranno chiamati a fare una scelta tra ISL e Mondiale, come già accaduto in passato con i Mondiali in vasca corta, però i primi segnali non sono tardati ad arrivare.

Poco dopo l’annuncio dei Mondiali di Budapest, le medaglie olimpiche Woodhouse e KaitlinSandeno hanno dato le dimissioni dai rispettivi ruoli di GM dei London Roar e DC Trident. 

Sebbene Sandeno non ha mai dato motivazione della sua scelta, mentre Woodhouse ha affermato di aver perso credibilità nella visione e nella strategia della ISL.

Pochi giorni fa inoltre la Federazione Nuoto Olandese ha vietato ai suoi nuotatori di partecipare alla quarta stagione della ISL, poiché ritiene che il calendario gare si accavalli eccessivamente a quello nazionale e internazionale. 

Tra gli atleti olandesi più noti in attività ad aver preso parte alla ISL ci sono Kira Toussaint (London Roar), Jesse Puts (Cali Condors) e Arno Kamminga (Aqua Centurions).

È possibile che altre federazioni possano seguire l’esempio degli olandesi, per evitare di mettere in secondo piano appuntamenti nazionali e internazionali importanti prima di arrivare ai Giochi di Parigi 2024.

Come afferma anche Swimming World nel suo articolo, non è un buon segno che più persone precedentemente in posizioni di alto livello all’interno dell’ISL abbiano perso fiducia nella lega e abbiano deciso di dimettersi.

La ISL era partita come una nuova era, che fornisse più visibilità e possibilità al nuoto, ma quanto seminato fino a oggi non sembra aver portato al raccolto sperato da atleti e appassionati.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine