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Russia e Bielorussia bandite dalle competizioni di Nuoto, atleti potranno gareggiare senza bandiera

La decisione della FINA conseguente alla guerra in Ucraina

Russia e Bielorussia sono state bandite dalla FINA, che ha ritirato il FINA Order che Vladimir Putin aveva avuto assegnato nel 2014.

Il FINA Order è concesso a un Capo di Stato o a persone di alta dignità, che abbiano conseguito notevoli meriti nel mondo del Nuoto.

Nel caso del presidente Putin, nel 2014 la FINA riconobbe il suo importante supporto nell’organizzazione di importanti eventi sul territorio Russo, contribuendo così allo sviluppo delle discipline acquatiche nel mondo.

Ovviamente la decisione della FINA è conseguente alla guerra che la Russia sta portando in Ucraina con coinvolgimento della Bielorussia.

Come conseguenza di questa presa di posizione della FINA, i nuotatori russi e bielorussi non potranno competere sotto la propria bandiera e rappresentando il proprio Paese.

Tuttavia, la FINA ha dichiarato che gli atleti russi e bielorussi potranno competere come singoli atleti, senza appartenere a nessuna squadra nazionale, oppure uniti in una rappresentativa.

In ogni caso non potranno gareggiare sotto la propria bandiera nazionale, non potranno essere mostrati simboli e colori inerenti la propria nazione ed eventualmente non potrà essere suonato il proprio inno nazionale durante le premiazioni.

La decisione della FINA di bandire Russia e Bielorussia dalle competizioni di nuoto, consentendo però la partecipazione di atleti russi e bielorussi agli eventi come atleti indipendenti, non risponde alla richiesta avanzata ieri dagli atleti ucraini.

I nuotatori Andrii Govorov e Mykhailo Romanchuk, insieme ad altri atleti olimpici ucraini, hanno infatti scritto una lettera aperta al Comitato Internazionale Olimpico e Paralimpico chiedendo di sospendere i Comitati Olimpici Nazionali di Russia e Bielorussia.

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Inoltre aveva richiesto l’esclusione degli atleti russi e bielorussi dalle Paralimpiadi invernali di Pechino in programma dal 4 marzo, sostenendo che “i paesi aggressori non dovrebbero avere alcun diritto di partecipare a eventi sportivi”.

Ricordiamo che pochi giorni fa, la FINA ha inoltre deciso di cancellare i Campionati Mondiali di Nuoto Juniores in programma ad agosto a Kazan, mentre non si è ancora espressa sui Campionati Mondiali in vasca corta in programma sempre a Kazan ma a dicembre.

La FINA rimane profondamente preoccupata per l’impatto della guerra sulla comunità acquatica e sulla più ampia popolazione dell’Ucraina – si legge in un comunicato ufficiale – La FINA continuerà a monitorare attentamente la grave situazione e a prendere ulteriori decisioni, se del caso”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine