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Nicolò Martinenghi racconta il suo nuoto a Radio Deejay

Il campione del mondo ospite a Deejay Training Center, “Non ho scelto di fare rana, ma la rana ha scelto me; le Olimpiadi mi hanno permesso di sbocciare definitivamente”

Nicolò Martinenghi ha raccontato un po’ di curiosità in merito a quella che è la sua personale esperienza nel mondo del nuoto, in occasione dell’ultima puntata di Deejay Training Center andata in onda su Radio Deejay domenica scorsa.

Il programma radiofonico condotto da Linus, ha visto infatti tra gli ospiti della giornata proprio il campione del mondo nei 100 rana e 4×100 misti vice campione del mondo nei 50 rana, nonché bronzo nei 100 rana e nella 4×100 misti alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

L’atleta 21enne del Circolo Canottieri Aniene allenato da Marco Pedoja è molto giovane, ma vanta già una partecipazione alle Olimpiadi e ben tre ai Campionati Mondiali in vasca lunga.

In realtà avevo fatto il tempo di qualifica anche per le Olimpiadi di Rio, a 16 anni – spiega nel corso della chiacchierata – Ma per diversi aspetti non ci sono andato”

La cosa che fa impressione per un atleta che fa una distanza così breve come i 50 o 100 metri, è che la preparazione è lunghissima, ma il momento della verità dura pochi secondi.

Come un po’ tutti gli sport che hanno a che fare con il cronometro, sono previsti anni e anni di preparazione per una gara brevissima, dove non puoi sbagliare niente. Quella però è forse anche la parte più bella: devi avere cura maniacale dei dettagli ed essere al 100% al momento giusto”

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I 100 metri del nuoto però, rispetto ad esempio all’atletica leggera, hanno il vantaggio di avere una percentuale più bassa di infortuni, perché il nuoto è molto meno traumatico e se una gara va male, qualche mese dopo ne hai un’altra in cui ti puoi rifare, giusto?

Questo è vero, a livello personale e di sicurezza. Nei fatti però, di appuntamenti importanti ne abbiamo relativamente pochi, perché di solito abbiamo un Mondiale ogni due anni. Per quanto riguarda gli infortuni, si, essendo in assenza di gravità nell’acqua, siamo meno soggetti a infortuni rispetto ad atleti di altri sport”

Nicolò Martinenghi racconta il suo nuoto a Radio Deejay – Come hai vissuto le Olimpiadi?

Le Olimpiadi (Tokyo 2020 disputate nel 2021, ndr) hanno rappresentato per me un’occasione per sbocciare definitivamente, soprattutto a livello mentalmente più che fisico. L’Olimpiade è un sogno per qualsiasi atleta, quindi quando ci arrivi sei immerso in tantissime emozioni, ma fortunatamente in quell’anno avevo iniziato un percorso molto importante insieme a un mental coach, che mi ha permesso di arrivare a quell’appuntamento con una consapevolezza mai avuta prima.

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Sono riuscito a godermi appieno l’esperienza olimpica, ma ero principalmente concentrato sulla gara che dovevo fare più che sull’esperienza che stavo vivendo. Se tonassi indietro, forse cambierei proprio questo aspetto: mi piacerebbe godermi di più l’esperienza e vivere di più il villaggio atleti ad esempio”

Tu fai la disciplina forse più complicata del nuoto, in cui il gesto tecnico è particolarmente importante e richiede la perfezione e il totale impegno di braccia e piedi in una postura molto particolare: è stata una tua scelta quella di fare rana o il tuo allenatore ti ha portato a fare questo stile?

Non ho scelto io la rana, ma la rana ha scelto me, nel senso che era la cosa più facile da fare per me, fin da subito. Ho avuto bravi allenatori che mi hanno sempre indirizzato al meglio, per farmi sfruttare le mie capacità fisiche. I movimenti della nuotata a rana sono qualcosa di innato”

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E poi c’è un coordinamento che in acqua è difficile da mettere in pratica se non sei a tuo agio con questo stile.

Assolutamente si e non è un caso se ci sono i ranisti e poi tutti gli altri nuotatori. Siamo sempre visti un po’ come le pecore nere del gruppo proprio per questo aspetto”

L’acqua dove ti alleni è fredda o voi atleti avete un trattamento speciale?

Magari lo avessimo. In realtà a me piace molto di più l’acqua fredda rispetto a quella calda. Nell’acqua calda diventa difficile allenarsi. Bisogna sopportare soltanto l’impatto iniziale alle 7.00 del mattino, ma poi in acqua ti riscaldi velocemente.

Nicolò Martinenghi racconta il suo nuoto a Radio Deejay – Quante volte ti alleni ogni settimana?

Mi alleno in piscina una volta al mattino e una al pomeriggio, a cui aggiungo delle sessioni di palestra da incastrare tra le due sessioni in piscina. Questa è la nostra routine”

Quanto è importante la palestra per il fisico di un nuotatore?

Abbastanza, anche se di solito cresciamo fisicamente senza palestra almeno fino ai 14 anni”

Una volta c’era la tendenza a cominciare molto presto e a ritirarsi molto presto, mentre adesso mi pare che per fortuna si duri un po’ di più, come ad esempio Federica Pellegrini. Tu a che punto sei della tua carriera?

Ad oggi ho ancora tanta voglia di competere. Non mi pongo degli obiettivi, pensando fino a che età voglio continuare a nuotare o quante Olimpiadi voglio fare, ma vivo di più alla giornata. Sicuramente se un giorno dovessi svegliarmi e rendermi conto di non divertirmi più, deciderò di prendere altre strade, perché il divertimento è fondamentale”

Preferisci la vasca corta o la vasca lunga?

Dipende, dall’anno scorso ho iniziato ad amare anche la vasca corta, ma io sono cresciuto principalmente in vasca lunga, che è la vasca olimpica e quella che più amo. La vasca corta è molto più tecnica e si riesce ad esprimere molto di più la parte tecnica della nuotata, mettendo meglio in mostra le proprie capacità”

Hai una routine alimentare?

L’allenamento comprende tanto anche la parte alimentare. Sono seguito da un nutrizionista da diversi anni e l’alimentazione cambia talvolta anche da settimana a settimana o nella stessa settimana da giorno a giorno. In prossimità di una gara poi, ho un’alimentazione completamente diversa dal solito, che comprende molti più carboidrati che proteine e talvolta bisogna anche adattarsi alla cucina del Paese in cui ti trovi a competere”

Che musica ascoltavi alle Olimpiadi?

A Tokyo ascoltavo molto Zucchero, che è il mio contante preferito. Da lì in poi mi sono fatto la mia play list di tre canzoni che ascolto sempre nei pochi minuti prima della gara. Preferisco non svelarle però, sono scaramantico”

Nicolò Martinenghi racconta il suo nuoto a Radio Deejay – Clicca sull’immagine sotto per ascoltare l’intervista in broadcast
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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine