Eleonora_tagliaventi_in_vasca

Eleonora Tagliaventi nuota per amore! L’evoluzione di una donna attraverso il nuoto.

Eleonora Tagliaventi nuota per amore!
L’evoluzione di una donna attraverso il nuoto.

Eleonora_tagliaventi_in_vascadi Paco Clienti.
A volte la vita prende pieghe diverse da quelle che ci aspettiamo, sorprendendoci e mettendoci nella condizioni di fare delle scelte. È quello che è successo ad Eleonora Tagliaventi, atleta master tesserata fino alla scorsa stagione con la Pol. Com. Riccione con la quale in 15 anni ha condiviso tutto, natatoriamente parlando, e passata quest’anno alla Fanum Fortunae.

Eleonora è stata agonista, ma senza mai eccellere nei risultati che spesso hanno messo in dubbio la possibilità di continuare a nuotare. Ma talvolta la vita non ci sorprende soltanto in maniera negativa ed in qualche occasione arrivano risvolti anche positivi!
Ma di questo e molto altro di più, ne abbiamo parlato di persona con Eleonora Tagliaventi in un’intervista speciale marcata Swim4life.

Cominciamo dall’invocazione del cammino versa la vasca. Come ti sei ritrovata a nuotare?
Mondiali_Master_2012_-_Eleonora_TagliaventiHo cominciato a nuotare come la maggior parte dei bambini, su consiglio sul dottore, per problemi alla schiena. Ero già grande, avevo 6 anni, ho fatto un paio di anni di corsi e poi mi è stato chiesto di entrare nella squadra agonistica. Però è stato solo per un fortunato “errore” che sono entrata nella squadra del Garden Rimini visto che da bambina ero piccolissima e molto magra e per questo avevano pensavano che avessi 6 anni e non quasi 9! Ero già troppo grande per cominciare l’agonismo ma ormai ero in squadra e ci rimasi.

Come ricordi i tuoi primi giorni di nuoto? Difficoltà, stupore, sorpresa, timori…desrivici il tuo stato d’animo.
Io ho sempre adorato l’acqua, anche da piccolissima, era impossibile tenermi lontano dall’acqua. Una volta entrata in squadra però, rispetto alle altre bambine della mia età, ero molto indietro, avevo cominciato tardi ed andavo molto più piano. Ero un vero disastro. Se poi ci aggiungi che il mio allenatore dell’epoca si ostinava a farmi nuotare solo a dorso, lo stile che a tutt’oggi mi viene peggio, il quadro è completo.

A quanto pare adoravi nuotare ma i risultati non arrivavano. Come hai vissuto quelle difficoltà?
Mi piaceva nuotare, l’acqua mi rendeva felice. Purtroppo non avevo il talento per emergere e in  squadra  mi dicevano tutti che dovevo smettere di nuotare, tanto non avevo speranza di riuscire. La battuta tipica del mio ex-allenatore era “per come nuoti male a rana dovresti smettere di nuotare”. Ma io volevo nuotare, non capivo perché solo i talenti potevano farlo, in fondo era sport e io non pretendevo di diventare una campionessa, volevo solo nuotare.

Mondiali_Master_2012_-_Eleonora_tagliaventi_2E sei riuscita a resistere fino a quando poi a 14 anni hai deciso di cambiare aria.
Si, decisi di provare a Riccione. Tutti mi avevano detto che l’allenatore del Riccione, Fabio Bernardi,  era cattivo e severo. Ricordo che avevo molta paura la prima volta che ho parlato con Fabio ma ricordo altrettanto bene le sue parole “ Se hai voglia di nuotare, vieni. Qui c’è posto per tutti.”
Così trovai il mio allenatore! La sua grande passione per il nuoto mi ha travolto e mi ha fatto scoprire la mia.

Che progressi hai fatto con il passaggio alla Pol. Com. Riccione?
I miei progressi sono stati subito sorprendenti, in due mesi ricordo di aver migliorato 4-5 secondi sul 100 stile e poco dopo Fabio ha scoperto che la rana non mi veniva poi così male. Sono diventata ranista!!!
Con il Riccione ogni anno facevo le finali regionali solo a rana, 200 rana per la precisione. I miei risultati da agonista sono stati mediocri, mai oltre una finale regionale, probabilmente perché da ragazzina mi mancava l’agonismo e la tenacia che con il tempo ho trovato.

Cosa ti ha dato il nuoto nella vita?
Eleonora_tagliaventi_e_FanFortuneIl nuoto è diventata la mia dimensione. L’altra metà della mia vita, la mia valvola di sfogo, la mia isola felice. Mi ha anche reso la donna forte che sono oggi!
Il mio allenatore, Fabio Bernardi, tramite questo sport mi ha insegnato la dedizione, il rispetto, la disciplina e soprattutto che ogni risultato per quanto piccolo, può essere ottenuto solo con l’impegno e senza mollare mai. Mi ha insegnato a non fermarmi di fronte alle difficoltà, perché è proprio quando senti la fatica che non devi mollare, nel nuoto come nella vita. Mi ha insegnato a dare sempre il meglio di me ed anche se il mio meglio non era sufficiente a vincere, ho imparato a tentare, a non demoralizzarmi mai.

Che ruolo ed importanza ha avuto quindi in tutto questo il tuo allenatore Bernardi?
Non è stato solo un allenatore, ma un amico, un fratello, un secondo padre. Mi ha dato tanto ed è sempre stato accanto a me sia nei momenti belli della mia vita che in quelli meno belli. Momenti sportivi e non solo. La stima ed il rispetto che provo per lui come persona, non solo come allenatore, è immensa.

Da come lo descrivi, il rapporto con il tuo allenatore sembra essere stato davvero forte. Com’è stato lasciarlo e cambiare squadra all’inizio di questa stagione?
Fanum_FortuneA dire il vero è stato lui a lasciare il Riccione prima di me, a maggio del 2010, o meglio è stato “aiutato” a lasciare il Riccione…ma voglio evitare polemiche e mi fermo qui.
Senza di lui per me la squadra non era più la stessa e non riuscivo più ad allenarmi come prima. Entrare a bordo vasca e non trovarlo era come entrare a casa e non trovare la mia famiglia.

A proposito, dopo 15 anni di Pol. Com. Riccione, come mai è maturata la decisione di andar via e cambiare squadra?
Quest’anno avevo voglia di cambiare, avevo voglia di nuotare di più e per me non c’era spazio con gli agonisti con cui mi allenavo nel 2011 per via del cambio di orario e spazio acqua. Poi io volevo la vasca lunga, volevo anche  provare ad allenarmi come mai avevo fatto e vedere se potevo ottenere dei risultati diversi, insomma volevo mettermi alla prova.
Così ho chiesto prima al gruppo master di San Marino poi alla Gens Aquatica la possibilità di allenami nel loro impianto. Quando mi hanno risposto che nell’orario nel quale potevo nuotare  c’era solo il  gruppo federale di Max Dimito, ho pensato di rinunciare, ero dell’idea che non avrebbe mai accettato un master. Invece mi sono trovata di fronte ad un vero professionista che mi ha dato una risposta molto semplice “se riesci a fare tutto quello che fanno le mie ragazze, a stare ai loro tempi , seguire tutto l’allenamento, allora ti alleno io.”

E alla fine hai raggiunto risultati migliori in questa stagione con il team di San Marino?
Bè direi di si…ho fatto tutti i miei record personali dai 50 ai 1500 SL! Un esempio su tutti è il  400 stile dove ho  abbassato il mio personale di 8 secondi!!!

Eleonora_tagliaventiQuando sei andata via dalla Pol. Com. Riccione ti eri prefissata l’obiettivo di dimostrare qualcosa a qualcuno?
No, ero solo molto delusa dal trattamento che mi è stato riservato. Avevo chiesto di poter essere tesserata come esterna per il Riccione ma mi è stata negata questa possibilità perché il presidente non era d’accordo sulla mia scelta di nuotare in un altro impianto e con un altro tecnico. Per me, da master, la cosa non aveva senso. Sappiamo bene che è prassi comune per molti di noi allenarsi con gruppi diversi da quello con cui si è tesserati. L’unica cosa che volevo ed ho sempre voluto, era nuotare ed allenarmi, non ho mai voluto dimostrare nulla a nessuno.

Per ora ci fermiamo qui! Appuntamento quindi tra qualche giorno con la seconda parte dell’intervista nella quale ci immergeremo nella vita di Eleonora, conoscendo i suoi punti forti, i punti deboli, i sogni e la sua personalità.
Restate collegati a Swim4life.it!

Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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