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Due napoletane a Londra! L’avventura di I. Cerasuolo ed E. Romano alle Paralimpiadi.

Due napoletane a Londra!
L’avventura di I. Cerasuolo ed E. Romano alle Paralimpiadi.

Emanuela_Romano_5di Paco Clienti.
Non capita spesso di venire a conoscenza dell’esperienza importante di vita di alcune persone, attraverso la quale si ha poi la possibilità di trarre riflessioni importanti per la propria e di iniziare a guardare poi le cose sotto un altro punto di vista e puntare nuovi orizzonti. La crescita personale dipende molto spesso dalla fortuna di incontrare quelle determinate persone, ma anche dalla capacità di sapere ascoltare le loro esperienze, quelle esperienze che le hanno cambiate per sempre, rendendole persone migliori e più forti di qualsiasi cosa!
Per reagire alle vicissitudini della vita bisogna avere la fortuna di essere circondate dalle persone giuste, ma di base la reazione deve partire sempre da dentro ognuno di noi e quindi bisogna essere una persona forte d’animo con un’energia alimentata da una fonte interna inesauribile!
Imma Cerasuolo ed Emanuela Romano, atlete Paralimpiche della società Nuotatori Campani che si allenano presso il Centro Sportivo di Portici del Gruppo Cesaro, sono due di quelle persone, tanto rare e preziose!
Due esperienze diverse, due vite diverse, la stessa forza di reazione che le ha portare ad essere le campionesse che sono oggi, nel nuoto e nella vita!

Emanuela_Romano_10Imma Cerasuolo, diventata disabile a causa di un fatale incidente in moto ed Emanuela Romano, disabile dalla nascita, saranno entrambe tra i protagonisti delle prossime Paralimpiadi di Londra!

Due realtà differenti per le due nuotatrici che andremo a scoprire in un viaggio speciale nel quale andremo a conoscere le due atlete e le due donne che stanno realizzando qualcosa di importante non solo per loro, ma per tutti coloro che hanno la capacità di ascoltare ed osservare.
Inizieremo dalla più giovane e meno esperta in campo sportivo, Emanuela Romano che gareggerà nei 50, 100 e 400 stile libero, 100 dorso e 200 misti. Nei suoi occhi traspare una luce forte, di chi ha la convinzione e consapevolezza di poter perseguire qualsiasi risultato. Dalla sua voce si avverte sicurezza e serenità, tali da farla apparire atleta navigata e sempre pronta ad eventi della portata delle Paralimpiadi!
Emanuela, per te è la prima Paralimpiade e ci arrivi anche con ottimi presupposti! Parteciperai a ben cinque gare! Come ti senti ad affrontare questo impegno che non è da tutti?
È molto ardua come sfida, cinque gare non sono poche, ma lavoreremo per arrivare in tutte e cinque in finale, sperando di arrivare al podio almeno nelle mie specialità, anzi, se lavoriamo bene, sono sicura di potercela fare!

Emanuela_Romano_8Sei molto ottimista!
Si, assolutamente, perché credo molto nel lavoro in cui stiamo facendo ed anche nelle mie possibilità.

Con quali presupposti andrai a Londra e cosa porterai nella tua speciale valigia?
Innanzitutto, visto che si tratta di un evento culturale, avrò la possibilità di arricchirmi parecchio. Sarò a contatto con atleti provenienti da tutte le nazioni del mondo e credo che sarà davvero una cosa molto bella essere lì.

Tu però hai già partecipato ad eventi internazionali importanti…
Si, due mondiali ed un europeo.

E cosa avrà in più la Paralimpiade?
È sicuramente la massima onorificenza che un atleta possa ricevere nel prenderne parte! Per il resto ti saprò dire dopo, perché per ora è per me indescrivibile l’emozione che provo e non ho la più minima idea di quello che proverò poi a stare a Londra tra i protagonisti dell’evento.

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Come ci arriverai psicologicamente?
Emanuela_Romano_2Spero di arrivarci tranquilla e serena, così come sono adesso, perché solo se starò così potrò fare belle cose.

Circa tre mesi fa dovesti fermarti per un’operazione urgente all’appendicite. Come ti sentisti in quel momento, quando sapesti della gravità della cosa che ti avrebbe tenuta ferma e lontana dall’acqua per diverso tempo?
Avvilita! Soprattutto perché venti giorni dopo la data dell’operazione ci sarebbero stati i Campionati Italiani durante i quali avrei dovuto tentare la qualificazione! Fu terribile! Mi sentii male proprio mentre mi allenavo. La corsa all’ospedale e poi la diagnosi che parlava di operazione imminente!

Che speranze di recupero ti diedero i medici in prospettiva della preparazione olimpica?
Mi dissero che dovevo restare a riposo per un bel po’ di tempo e di non prendere parte ai Campionati Italiani, troppo per me. Non ascoltai quelle condizioni, tornai in acqua e presi parte alle gare. I risultati arrivarono, nonostante tutto, ed erano anche soddisfacenti considerato ciò che in precedenza avevo dovuto affrontare.

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Ti saresti aspettata poi di essere tre le 4 prescelte dalla nazionale per andare a Londra?
Posso dire sinceramente con convinzione e fermezza che con il mio allenatore (Enzo Allocco n.d.r.) abbiamo lavorato proprio per questo e quindi la convocazione non è arrivata assolutamente per caso.

Eri consapevole e fiduciosa dei tuoi mezzi quindi?
Assolutamente si e volevo raggiungere il massimo risultato!

Avendo tra le compagne d’avventura inglese Imma Cerasuolo che nuota in squadra con te e che vanta grande esperienza in termini di Paralimpiadi, senti di avere un piccolo vantaggio?
Io penso sinceramente che ognuno debba fare le proprie esperienze in maniera personale, quindi io vivrò sicuramente quest’avventura in maniera diversa da lei. Forse avrò un appoggio morale, ma ognuno la vivrà in un certo modo, diverso l’uno dall’altro, quindi sono tranquilla e serena a prescindere.

Da quanto tempo pratichi il nuoto?
Circa 12 anni.

Emanuela_Romano_9Perché hai iniziato?
Per terapie consigliate dai medici. Iniziai a nuotare per tre volte a settimana, fino a quando non conobbi Enzo (Allocco n.d.r.) che mi inserì poi nel mondo Paralimpico! Da quel momento il mio impegno in acqua cambiò radicalmente. Iniziai ad allenarmi tutti i giorni per almeno 2 ore al giorno, fino ad arrivare poi al doppio allenamento giornaliero.

Come è stato per te scoprire il nuoto Paralimpico? Eri già a conoscenza delle discipline sportive per disabili?
No, in realtà me lo ha fatto scoprire un mio amico che mi suggerì di provare a nuotare agonisticamente. È una grande esperienza ed è bellissimo far parte di questo mondo!

Quando ti proposero la cosa, pensavi di essere all’altezza o dubitavi di poter riuscire ad essere un’agonista?
In realtà io ho sempre voluto fare sport, fin da piccola. Vedevo mia sorella che faceva diverse attività, tra cui la Danza ed io che non potevo far nulla e pertanto mi sentivo un po’ avvilita restare a casa impotente. È stato grazie al suggerimento di quel mio amico e poi soprattutto grazie ad Enzo che oggi mi trovi qui!

Che importanza credi che abbia lo sport praticato nella vita di un disabile?
Emanuela_Romano_1È un’esperienza che ti cambia radicalmente! Si cambia modo di pensare e di agire. Tanti ragazzi disabili restano inermi a casa e non provano ad uscire al di fuori, proprio come mentalità. Invece affacciandosi ad uno sport Paralimpico, che sia il nuoto, il basket in carrozzella o qualsiasi altro sport, si aprono gli orizzonti, si iniziano a vedere le cose sotto un altro punto di vista e di conseguenza ti formi caratterialmente per affrontare qualsiasi tipo di difficoltà nella vita.

Ci parli della tua disabilità? Quali difficoltà ti comporta e come ci convivi?
Io sono nata con una malattia congenita che si chiama artogripposi. Ho in pratica difficoltà ad utilizzare gli arti inferiori in quanto non sviluppati dalla coscia in giù e per questo mi aiuto a spostarmi con una carrozzella. Riesco a camminare da sola per brevissimi tratti. Non ho mai visto differenza tra me e gli altri bambini, ne gli altri me la facevano notare. Sono stata fortunata in questo perché alcuni vivono la disabilità in maniera molto difficile. Io invece ho sempre fatto ciò che mi andava, con le mie limitazioni, ma senza impedimenti.

Pensi che lo sport Paralimpico sia un valore aggiunto ed una possibilità importante per chi come te convive con una disabilità fisica?
Assolutamente si, soprattutto per il sociale. Vivere lo sport poi ti cambia e ti forma caratterialmente, dicevo prima e ti permette di guardare la vita sotto un aspetto diverso dal solito.

Emanuela_Romano_16A proposito, un atleta Paralimpico si allena duramente, segue una dieta come tutti gli sportivi, scende in gara in varie competizioni, nazionali ed internazionali. Cosa senti di dire a tutti i “normo” dotati che stentano a credere delle potenzialità di un disabile?
Dico di venire a vedere almeno una sola gara ed un allenamento…soprattutto l’allenamento – risponde sorridente Emanuela – dopo di che potranno tranquillamente fare la loro valutazione.

E cosa senti di dire invece a persone disabili che stentano a credere nelle proprie possibilità e non provano nemmeno ad affacciarsi allo sport Paralimpico?
Questo spesso accade a causa delle paure dei genitori. Sento quindi di consigliare per prima a loro di affacciarsi a questo mondo per scoprire quanto possa essere utile e quanto possa cambiare totalmente la loro visione e quella dei figli.

Dopo le Paralimpiadi quali saranno i tuoi obiettivi?
Ci saranno i mondiali in vasca corta e poi il nuovo quadriennio che porterà alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro!

Non sei ancora partita per Londra che pensi già alle prossime Paralimpiadi di Rio?
Si, voglio perseguire i massimi risultati nella mia carriera e penso già anche a Rio. È un’esperienza che non voglio assolutamente perdere…e poi c’è il carnevale più bello del mondo – risponde sempre sorridente Emanuela, con la tranquillità di una persona ormai convinta dei propri mezzi e che ha voglia di provarci, sempre e senza timore.

Emanuela_Romano_12Mancano ancora pochi giorni al ritiro pre Olimpico di Ostia. Come vivrai i giorni che ti separano da oggi al ritiro e poi dal ritiro a Londra?
Da qui al ritiro resterò sicuramente serena e tranquilla. Una volta ad Ostia invece sarà da vedere. Spero di arrivare nella condizione mentale in cui mi trovo ora.

Di solito come ti comporti prima di una competizione importante?
Bè, ho un po’ di paura prima della gara. Poi arrivano i tre fischi, il segnale che preannuncia ”a posto” e poi il via. Da lì azzero tutto e vado. Da quel momento, chi c’è l’ha, c’è l’ha e chi non c’è l’ha…alla fine vince il più forte!

Sei scaramantica?
Un pochino…

Quindi hai dei riti scaramantici prima di una gara?
Dipende…se la gara va bene, faccio tutto quello che ho fatto in quella giornata prima della gara, passo per passo! Purtroppo sono molto scaramantica in realtà!

Siamo in chiusura, vuoi aggiungere qualcosa?
Voglio fare un grande in bocca al lupo ai ragazzi che partiranno con me!

Emanuela_Romano_19Eccezionale, simpatica e disponibile Emanuela e dopo un po’ di chiacchiere fatte con lei, rivolgendomi all’allenatore Enzo Allocco (nella foto a destra), gli confido che davanti a me vedo un atleta molto sicura e faccio fatica a realizzare che in realtà questa sarà la sua prima Paralimpiade…
Fa piacere sapere che altre persone che non conoscono bene Emanuela, notano che ci sia un vero e proprio atleta preparato all’evento – risponde Allocco – Fondamentalmente, come Emanuela già sa, il primo obiettivo per il quale mi sono impegnato fin dall’inizio, non era tanto la partecipazione alle Paralimpiadi, ma trovare l’autostima della persona che si traduce poi in auto efficienza, per farle avere quella sicurezza, in generale nella vita, che forse fino a poco fa non aveva. Chiaramente questo è un stato un percorso difficilissimo. Solo lei e chi è stato accanto a me, può comprendere quanto sia stata dura cercare di ottenere la sua totale e completa disponibilità, fisica ma soprattutto mentale ad essere presente agli allenamenti, con la consapevolezza di poter lavorare ad uno scopo importante ed ambizioso. Avere la giusta consapevolezza per acquistare quella fiducia importante in se stessa e trasmetterla poi a tutto il movimento Paralimpico che si promuove all’interno del Centro Sportivo di Portici del Gruppo Cesaro. Quella sicurezza che oggi le consente di avere una serie di privilegi che favoriscono la continuazione del suo percorso. Devo dire che in questo duro lavoro non sono stato solo e devo ringraziare un caro amico, Rosario Sbaglio, che in tante occasioni è stato “la carota” che faceva da controparte di ruolo a me che facevo “il bastone”.
Emanuela_Romano_14Grande importanza e sostegno me lo ha dato anche il mio collaboratore e tecnico Ettore Nicola. Insieme siamo riusciti a far guadagnare entusiasmo, forza e determinazione ad Emanuela per raggiungere l’obiettivo sportivo che poi si è tradotto inevitabilmente in energia per raggiungere tanti altri traguardi nella vita di tutti i giorni. Emanuela è stata controllata quotidianamente affinché non perdesse mai quei comportamenti ed atteggiamenti utili a farla crescere. Quindi ripeto, il risultato conquistato non è stato tanto la convocazione alle Paralimpiadi di Londra, ma la sicurezza e la fiducia che Emanuela oggi ha guadagnato e la consapevolezza di essere una persona che può ottenere dalla vita tutto ciò che lei desidera perché ha tutti i mezzi necessari per arrivare a conquistare e sono contento che lei possa godere di questi risultati!
Tengo a ringraziare in tutto questo anche il Gruppo Cesaro, senza il quale non avremmo questo splendido impianto sportivo di Portici che ci consente di promuovere lo sport e senza il quale oggi noi non saremmo qui a parlare.

Appuntamento all’altra intervista con Imma Cerasuolo che a Londra gareggerà per i 100 farfalla, 100 rana e 200 misti, in quella che sarà la sua terza Paralimpiade!

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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