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Il volo di Pavone incanta l’Italia del nuoto! Rotto il muro dell’1’57” nei 200 farfalla, ora sogna i mondiali.

Il volo di Pavone incanta l’Italia del nuoto!
Rotto il muro dell’1’57” nei 200 farfalla, ora sogna  i mondiali.

Francesco_Pavone_intervista_Swim4life_00di Paco Clienti
Da poco 22enne, all’apice della sua maturità natatoria, Francesco Pavone, nato a Savona nel primo giorno di marzo del 1991, è stato uno dei grandi protagonisti più in evidenza dei sorprendenti Campionati Italiani Assoluti Primaverili che si sono svolti due settimane fa a Riccione. Il suo risultato nella finale dei 200 farfalla ha fatto stropicciare gli occhi al Tecnico Butini e tutti i tifosi Azzurri che hanno assistito ad una gara incredibile, come non se ne vedevano in questa specialità da troppi anni! Pavone è stato il primo italiano a scendere sotto il muro dell’1’57 con il costume in tessuto, realizzando il terzo miglior crono italiano di sempre, alle spalle di Davide Natullo, detentore del Record Italiano e Francesco Vespe, entrambi fatti con costumoni gommati ai Mondiali di Roma 2009! Un’impresa non da poco che lo proietta inevitabilmente tra le future speranze del nuoto italiano che si affaccia agli imminenti mondiali di Barcellona. Alto 182 cm per un peso forma di 77 kg, milita nella G.S. Andrea Doria/Gruppo Esercito. Il nuoto è la sua vita, i mondiali sono il suo sogno, così come ci racconta in questa intervista speciale realizzata in esclusiva per Swim4life.

Partiamo forte ed iniziamo subito dalla tua impresa realizzata ai Campionati Italiani Primaverili di un paio di settimane fa, con quella straordinaria finale dei 200 farfalla nella quale ti sei trascinato dietro tutto lo Stadio del Nuoto di Riccione, compreso lo speaker che è impazzito sotto i colpi delle tue bracciate! Devi raccontarci tutto di quella finale, partendo dalla sera prima delle gare!

Francesco_Pavone_intervista_Swim4life_01«Innanzitutto avevo avuto un buon segnale di forma dai 400 misti fatti in precedenza, nei quali ho tirato giù sei secondi dal mio personale in tessuto ed ogni nuotatore sa che se fai bene i 400 misti in lunga, non puoi che essere allenato! È una gara che non permette scuse e poi diversamente da gli altri anni, nei quali ho disputato ogni gara a cui ero iscritto (100-200 farfalla, 200-400 misti e 200 dorso), quest’anno abbiamo deciso di fare una selezione mirata e ho dato la rinuncia ai 200 dorso e 200 misti, così da poter centellinare le energie per la staffetta mista e per i 200 farfalla del sabato. Sinceramente avevo un po’ paura che stare fermo mi facesse un pò calare quella tensione tipica delle gare, ma ho deciso di non farci caso. In acqua mi sentivo bene fisicamente e mentalmente ed ero libero da ogni pensiero negativo.»

Nelle batterie del mattino avevi segnato il miglior crono con 1’59”82. Cosa hai pensato quando ti sei reso conto che eri il favorito assoluto della finale?
«La sera prima della gara non sono andato a letto presto perchè dormire più di 8 ore mi lascia troppo addormentato se la mattina dopo ho gare. Sapevo che il mio avversario più agguerrito era Matteo Pelizzari, il quale ha il personale più vicino al mio, che però è stato squalificato. Non ho sentito il peso di essere il favorito e ho gareggiato contro me stesso, alla ricerca di un buon tempo.»

Francesco_Pavone_intervista_Swim4life_02La migliore delle condizioni insomma! Speravi di migliorare così tanto il crono fatto in qualifica?
«Sinceramente no! Ogni anno in batteria cerco di nuotare sotto i 2′ senza faticare, ma poi al pomeriggio non sono mai riuscito a brillare, almeno ai Primaverili.»

Come ti sentivi emotivamente e fisicamente invece poco prima della finale?
«Quest’anno invece ho recuperato bene dopo la batteria e in riscaldamento sentivo che avevo le gambe leggere.»

Il muro dell’1’57” era un tuo obiettivo per questi Italiani? Avevi lavorato per realizzarlo o è arrivato un po’ a sorpresa?
«Lavoro da due anni per fare 1’56” ma l’anno scorso la moltitudine di gare che ho dovuto preparare ci ha un pò rotto tutti i piani e ho nuotato tre volte 1’57 netto e cinque volte sotto 1’58, ma non sono mai sceso a 1’56, quindi sapevo di valere di più solo che non pensavo di farlo ai primaverili, dove appunto non ho mai brillato!»

Il passaggio ai 50 metri in 26”03 e quello ai 100 in 55”10, lasciavano già presagire al tempone ed è stato proprio al passaggio dei 100 che il pubblico ha iniziato ad infiammarsi! Tu intanto come ti sentivi in acqua? Riuscivi a sentire il tifo della folla  di Riccione? Ti ha aiutato ad avere una ulteriore scarica di adrenalina per fare poi quel risultato?
Francesco_Pavone_intervista_Swim4life_03«Ho sentito un sacco il tifo! Ai 75 metri c’è stata una frazione di secondo nella quale ho pensato che ci fosse qualcuno nelle corsie laterali che fosse passato a bomba! Ma ho continuato a nuotare a testa bassa senza guardarmi in giro. Ai 100 metri ero abbastanza fluido e non ho nuotato contratto. Ho pure sentito lo speaker che gridava il mio nome! Ma in gara a queste cose non ci fai molto caso.»

Il tuo urlo di gioia all’arrivo ha rappresentato in pieno il tuo grande risultato! Riesci a descrivere cos’hai provato quando hai visto sul tabellone 1’56”43?
«Vedere 1’56” mi ha riempito il cuore di gioia e non riesco mai a controllarmi quando faccio il tempone! In più questa volta l’ho fatto quando contava e quindi ho lasciato andare quell’urlo che era uno sfogo per tutto il duro lavoro che io e lo staff che mi segue abbiamo fatto!»

Quello che hai fatto è un crono pazzesco! Sei il primo italiano a scendere sotto il muro dell’1’57 con il costume in tessuto ed hai realizzato il terzo miglior crono italiano di sempre, alle spalle di Davide Natullo, detentore del Record Italiano e Francesco Vespe, entrambi fatti con costumoni gommati ai Mondiali di Roma 2009! Quanto ti è costato arrivare a questo risultato straordinario?
«Negli ultimi anni ho fatto del nuoto la mia vita, la mia professione, quindi ho vissuto gli allenamenti con maggiore professionalità, ho intrapreso un duro lavoro in palestra e curato l’alimentazione. Penso però di avere ancora molte cose da migliorare.»

Francesco_Pavone_intervista_Swim4life_04Dopo il lavoro svolto in allenamento, con i relativi sacrifici, hai avuto paura di non farcela?
«Certo, la paura di sbagliare c’è sempre, ma il lavoro paga sempre e ho continuato a lavorare duro ogni anno indipendentemente dai risultati di fine stagione, passo dopo passo, decimo dopo decimo è arrivato anche per me questo piccolo grande risultato.»

Adesso, dopo quello che hai combinato a Riccione, l’obiettivo non può che essere quello di arrivare ai Mondiali!
«Certo, spero che in federazione mi diano fiducia per poter avere più tempo possibile per preparami ad un sogno come i Mondiali!»

E a proposito di Mondiali, il crono fatto a Riccione è straordinario a livello italiano ma sai bene che per i Mondiali serve rompere il muro dell’1’56” per arrivare in finale. È un risultato che punti a raggiungere quest’anno?
«Penso che questa sia la strada giusta per continuare al meglio, non posso prevedere il futuro ma so per certo che lavorerò duro per avvicinarmi a quel tempo!»

Lo sai che mai nessun italiano ha partecipato ad una finale mondiale nei 200 farfalla? Potresti essere il primo magari…
«Davvero? Non lo sapevo! – risponde sorridente Pavone – Ci vuole un 1’55 alto per entrare in finale, non è un obiettivo impossibile, ma sicuramente neanche facile!»

Francesco_Pavone_intervista_Swim4life_08La tua citazione preferita è ”Nuotare, dormire, mangiare…Questo è quello che so fare!” che è di Michael Phelps. È lui la tua musa ispiratrice?
«Si certo, Phelps è stato un esempio per tutti i nuotatori della mia generazione e lo sarà sempre, il suo libro è fantastico e riflette la vita di tanti ragazzi come me.»

In Italia invece chi è il tuo punto di riferimento?
«Fabio Scozzoli, mio nuovo compagno di squadra nell’Esercito, è un grande esempio di eclettismo, umiltà e voglia di vincere! Mi piace!»

Ma perché secondo te siamo indietro anni luce dagli Stati Uniti?
«Il problema principale secondo me è il sistema scuola-sport. Negli USA un nuotatore inizia la sua carriera a 16-17 anni, perchè entrando all’Università ha incentivi sia economici che emotivi ad impegnarsi di più nello sport senza trascurare la scuola.»

Quindi dici che il ricambio generazionale sia lento e non spinto qui da noi?
«In Italia a quell’età un ragazzo medio forte è più incentivato a smettere perchè non può magari impegnarsi allo stesso modo a scuola così come nel nuoto e così è costretto a mollare il nuovo o ridurre gli allenamenti.»

Francesco_Pavone_intervista_Swim4life_07Come si svolge ad esempio la tua settimana tipo parlando di allenamento e studio?
«Bè, io sono al terzo anno di Scienze Motorie, in teoria dovrei andar ogni giorno a lezione dalle 8.00 alle 18.00, in pratica invece, non frequento le lezioni e faccio solo gli esami, ma questo non è un bene per la mia preparazione. Comunque vado ad allenamento alle 8.00, torno a casa, studio, mi preparo il pranzo (vivo da solo con un mio compagno di nuoto e quindi dobbiamo provvedere a noi stessi) e mi preparo per il secondo allenamento. Al ritorno da quello studio o se sono troppo stanco, mi riposo leggendo o guardando la TV. Specialmente a Scienze Motorie un atleta dovrebbe poter conciliare studio e sport, ma in Italia non si può fare.»

E cosa fa invece un delfinista quando non si allena? Quali sono i tuoi interessi oltre al nuoto?
«Mi piace molto andare a sciare e a pesca subacquea ma non posso praticarli sempre, la vita di un nuotatore non permette molti altri svaghi. Mi piace seguire lo sport in generale, leggere e il week end torno a Savona dai miei genitori per passare un pò di tempo con loro.»

Credi in Dio?
«No, sono ateo e non sono stato battezzato.»

A chi ti rivolgi allora per non morire negli ultimi metri di un 200 farfalla?
«A me stesso, sono molto realista, se muoio è perchè non mi sono allenato abbastanza.»

È vero che il 200 farfalla è la gara più dura in assoluto?
«Noooooo, sono i 400 misti!»

Perché ti chiamano El Gato?
Francesco_Pavone_intervista_Swim4life_05«Ah bella questa! Avevo messo quel soprannome sul mio profilo Facebook quando nei cinema era uscito il Gatto con gli stivali, perchè mi piaceva molto e poi mi sono dimenticato di toglierlo, così tutti hanno iniziato a chiamarmi El Gato ed è rimasto!»

È il momento di lanciare un messaggio al mondo, dopo il tracollo delle Olimpiadi di Londra ed il cambio della guida tecnica della nazionale, l’Italia è pronta per dire la sua a Barcellona?
«Secondo me, dopo questi ultimi Assoluti si! Ho visto ottime gare di alto livello, Turrini , Scozzoli, i 200 stile con 6/7 atleti sotto l’1’50”, i 200 rana uomini finalmente sotto il 2’12”, il dorso della Pellegrini…»

E tu sarai pronto per prenderti il pass mondiale al Sette Colli?
«Si certo, io spero di prenderlo e lavorerò in funzione di questo obiettivo!»

Bè, siamo in chiusura Francesco, vuoi aggiungere qualcosa?
«Voglio solo ringraziare la mia allenatrice Patrizia Bozzano, il mio preparatore Simone Rigalza, l’Andrea Doria e il gruppo sportivo dell’Esercito che mi hanno aiutato e hanno lavorato con me in questi anni…spero di continuare così nei prossimi tempi!»

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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