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L’importanza del rollio nella nuotata a stile libero e dorso.

Assetto in acqua, forza e velocità dipendono dalla rotazione di spalle e fianchi.

Durante la nuotata a stile libero e a dorso si deve produrre movimento di rotazione del tronco e dei fianchi lungo l’asse longitudinale del corpo, ovvero lungo la colonna vertebrale, definita “rollio”.
Il rollio permette di eseguire un’efficace azione propulsiva della bracciata in quanto essa riuscirà a sfruttare i grandi muscoli del tronco, il pettorale ed il grande dorsale.
La forza e il ritmo della rotazione che parte dell’anca, determina la spinta e quindi la velocità del nuotatore. Gli atleti che non hanno una rotazione delle anche bilanciata avranno anche un assetto sbilanciato e di conseguenza produrranno un’inutile spreco di energie oltre ad avere difficoltà a produrre una nuotata efficace.

Rollio nello Stile Libero
Nello stile libero il rollio determina anche la qualità della fase di respirazione che avviene per rotazione della testa su un lato attorno all’asse longitudinale. La respirazione avviene proprio nel punto di massimo rollio delle spalle e quindi nel momento in cui il gomito è alto durante la fase di recupero.
Come viene descritto anche nel libro “Con Tutto il Nuoto del Mondo” di Maurizio Mastrorilli, normalmente il rollio avviene di circa 45 gradi sul lato della respirazione e di 10 gradi sul lato opposto.

rotation-movement-swimmerCompiere un corretto rollio è importante anche per favorire una bracciata più ampia, agevolare la profondità della mano in presa, ridurre la resistenza all’avanzamento e secondo la biomeccanica del nuoto, aumentare la forza delle braccia sull’acqua.
Grazie al giusto rollio infatti il corpo incontrerà meno resistenza durante l’avanzamento in quanto l’assetto ed il movimento di rotazione ridurranno notevolmente gli attriti, consentendo all’atleta di “tagliare” e scivolare più facilmente nell’acqua.
Diversi nuotatori poco esperti commettono l’errore di compiere la fase di respirazione alzando la testa durante la rotazione. Per correggere questo errore si può tentare di aumentate leggermente il rollio, talvolta utilizzando anche attrezzature specifiche, oltre a fare attenzione a completare l’intera fase di propulsione della bracciata, spingendo acqua con il palmo della mano fino ai fianchi.
Un altro errore tecnico commesso talvolta nella nuotata è dovuto al movimento compiuto per la gambata che si fa partire dalle ginocchia. La gambata infatti deve partire dall’anca, trasportando nel movimento propulsivo l’intera coscia, il ginocchio, la gamba ed il piede in un movimento univoco.

Rollio nel Dorso
Nella nuotata a dorso si produce un movimento di rollio lungo l’asse longitudinale del corpo leggermente più accentuato rispetto a quello che si compie nello stile libero, con entrambe le spalle che ruotano di circa 45 gradi sul proprio lato, coinvolgendo in questo rollio accentuato anche i fianchi. In questo modo si riesce ad ottenere una corretta presa dell’acqua.
Il rollio dal corpo fa si che mentre una spalla segue la mano che scende, l’altra si solleva per aiutare il braccio che sta uscendo dall’acqua. Non è sufficiente però compiere il rollio in quanto questo deve anche essere coordinato ai movimenti di braccia e gambe. Infatti, se il movimento di rollio è corretto, la gambata avverrà in posizione diagonale, stabilizzando l’effetto di distorsione dell’allineamento del corpo che si produce durante la seconda parte della trazione, a differenza dello stile libero nel quale la gambata stabilizza il corpo durante la fase di recupero.

rollio-nuoto-dorsoOltre al movimento di rollio, ai fini dell’assetto e dell’efficacia della tecnica di nuotata nel dorso, è importante anche mantenere la testa sempre fissa in un’unica posizione, con lo sguardo rivolto in alto, in quanto il galleggiamento va ottenuto con la corretta posizione del corpo e non con l’aiuto della spinta delle braccia. Anche la posizione dei fianchi condiziona l’efficacia della nuotata ed incide sul grado di resistenza nell’avanzamento. La corretta posizione dei fianchi è lineare rispetto all’asse longitudinale del corpo, con i fianchi stessi che vanno tenuti alti, appena al di sotto del livello dell’acqua, diminuendo così la resistenza frontale.
Anche nel dorso la propulsione della gambata inizia dalle anche per poi coinvolgere tutto l’arto inferiore, contribuendo inoltre a mantenere il corretto assetto del corpo in acqua, contrapponendosi alla bracciata.
Durante la fase di gambata è fondamentale evitare di fare uscire i piedi e le ginocchia fuori dalla superficie dell’acqua.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine