Lattato ematico post competizione nei nuotatori master.

I primi risultati delle analisi dello studio di Swim4Life.

Nella stragrande maggioranza degli sport, la prestazione dipende dalla capacità dell’atleta di produrre e tollerare alte concentrazioni di acido lattico. L’acido lattico è un composto tossico per le cellule, il cui accumulo nei muscoli e nel circolo ematico si correla alla comparsa della cosiddetta “fatica muscolare”. Rappresenta il sottoprodotto del meccanismo anaerobico-lattacido (degradazione del glucosio in assenza di ossigeno). Tuttavia, per quanto tossico, non lo si può definire un vero e proprio prodotto di rifiuto. L’organismo umano, infatti, possiede una serie di meccanismi per difendersi dall’accumulo di alte concentrazioni di lattato; una volta riversato nel circolo ematico, questa sostanza può essere utilizzata per la risintesi di glucosio a livello epatico (ciclo di Cori). Il muscolo sotto sforzo produce una massiccia quantità di acido lattico e in particolar modo sono le fibre veloci, ad alta capacità glicolitica, a produrne di più. La quantità di acido lattico è strettamente correlata alla massa muscolare e alla percentuale di fibre veloci.

La misurazione di acido lattico attraverso un prelievo di sangue capillare è molto utilizzata in ambito sportivo per la valutazione dell’intensità dell’impegno metabolico anaerobico-lattacido. Pochissimi sono gli studi in letteratura che analizzano le concentrazioni di acido lattico in nuotatori master.
Lo staff di Swim4Life costituito dal Dr Maurizio Mastrorilli, dal dr Cristiano D’Errico, il direttore del portale Paco Clienti e Ciro Porzio, con la collaborazione dei tecnici Andrea Siniscalco, Anna Sica, Chiara Cermola, Angelo Macaro, ha condotto uno studio per valutare come si modificano i valori di lattato post-gara in nuotatori master di età superiore ai 25 anni.

In occasione del VI Trofeo Nuotatori Campani, manifestazione del Circuito Supermaster FIN che si è disputata il 24 e 25 gennaio 2015 a Portici, abbiamo sottoposto ad analisi 30 atleti (25 maschi e 5 femmine) di età compresa da 25 a 95 anni che si sono resi volontari in seguito alla pubblicazione del nostro articolo pubblicato nella settimana precedente alla competizione. Al termine della gara, gli atleti sono stati accompagnati nell’infermeria dove sono state condotte le analisi con il prelievo di un campione di sangue capillare dal dito indice, misura della saturazione e della frequenza cardiaca. Il lattato ematico è stato misurato mediante apposito apparecchio Lactate Scout distribuito in Italia da Infratec.

Risultati
Il valore medio di lattato post gara è risultato 11,6 mmol/l (range: 2.7 – 17.9 mmol/l). Nei 25 maschi il valore medio è stato di 11,45 mmol/l, mentre nelle 5 femmine di 12,3 mmol/l, ma la differenza tra i due risultati non è statisticamente significativa.
Abbiamo analizzato i valori di lattato per fasce di età in rapporto alle varie categorie master. Per quanto concerne il campione di donne, l’esiguità del numero di soggetti di sesso femminile ci ha portato ad escluderle momentaneamente dall’analisi dei risultati, in attesa di avere un campione più numeroso e congruo per un esame statistico attendibile. Nei maschi invece, abbiamo osservato queste concentrazioni medie di lattato per fascia di età:

lattato ematico nel nuotoM25: 13,2 mmol/l

M30: 15,0 mmol/l

M35: 14,5 mmol/l

M40: 14,4 mmol/l

M45: 13,8 mmol/l

M50: 14,0 mmol/l

M55: 10,0 mmol/l

M60: 7,6 mmol/l

M65: 7 mmol/l

M75: 5,5 mmol/l

M90: 2,7 mmol/l

L’analisi dei risultati ha mostrato un sensibile decremento dei valori di lattato nei soggetti di età superiore ai 60 anni. Un decremento più importante è avvenuto negli atleti di età superiore ai 75 anni. Al contrario, non si è rilevata alcuna differenza statisticamente significativa nei valori rilevati dalla categoria M25 a M55.
I valori di lattato rilevati subito dopo un esercizio fisico intenso, oppure una competizione, sono l’espressione della capacità lattacida dell’atleta, e più precisamente della capacità dell’atleta di produrre energia attraverso il metabolismo anaerobico-lattacido.

I muscoli ricorrono al meccanismo anaerobico-lattacido quando lo sforzo che compiono è molto intenso, tanto che è necessaria una quantità di ATP per minuto più elevata di quella che essi sono in grado di produrre con meccanismo aerobico.
Nelle gare di nuoto di 100 e 200 metri, il metabolismo lattacido fornisce il maggiore contributo energetico alla locomozione del corpo, basti pensare che al termine di queste gare gli atleti possono avere concentrazioni di lattato nel sangue 15 volte superiori al valore basale (1 millimole/litro).

acido Lattico nei nuotatori masterLa concentrazione ematica di lattato è direttamente proporzionale alla massa muscolare impegnata nell’esercizio fisico ed alla quantità di fibre veloci del muscolo stesso. Pertanto, dal momento che l’invecchiamento produce un depauperamento della massa muscolare, intesa come numero e dimensioni delle fibre muscolari, è legittimo aspettarsi una riduzione dei valori di lattato con l’avanzare dell’età. La stessa riduzione delle fibre muscolari veloci e il cambiamento verso un fenotipo muscolare più lento sono l’espressione di una ridotta potenza muscolare che avviene con l’invecchiamento.

L’analisi dei risultati preliminari di questo studio mostra come il picco di lattato post-gara tende a rimanere costante sino alla fascia di atleti appartenenti alla categoria M55. In effetti i valori medi di lattato per fascia d’età corrispondente alle categorie master da M25 a M55 non mostrano differenze statisticamente significative, mentre tendono a ridursi significativamente nel gruppo di atleti master over 60 (media dei valori pari a 5 mmol/l nei master over 60 contro i 13,5 mmol/l nei master under 55).

Per il momento questi dati sono soltanto preliminari, ma è nostra intenzione estendere il campione di atleti, eseguendo rilevazioni anche in altre manifestazioni del Circuito Supermaster FIN. In particolare sarà interessante correlare la concentrazione di lattato post-gara con i parametri biomeccanici della nuotata e con la metodologia di allenamento svolta dall’atleta, quest’ultima rilevata mediante la compilazione di uno specifico questionario.
Tutti i soggetti sottoposti ad esame hanno firmato un consenso informato di partecipazione allo studio.

Si ringrazia il Tecnico Enzo Allocco che ha messo a disposizione i locali della struttura di Portici ed ha prestato preziosa collaborazione per poter condurre le analisi.

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Maurizio Mastrorilli

Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Chirurgia Generale e Chirurgia Oncologica, è esperto di Ecografia Internistica. Dirigente Medico presso l’Unità Operativa di Chirurgia d’Urgenza del Presidio Ospedaliero Umberto I di Nocera Inferiore (Salerno).
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