Il dolce amore per il nuoto di Georgiana Victoria Bazdoaca!

Dopo il ritiro della sospensione di classificazione internazionale della IPC corre verso i Mondiali di Glasgow.

La storia che raccontiamo oggi è quella di Georgiana Victoria Bazdoaca, rumena di nascita, italiana di adozione in quanto in Italia ci vive da 14 dei suoi 32 anni. Georgiana è un atleta disabile tesserata per i Circolo Canottieri Aniene e fa parte del giro della nazionale della Romania. La sua classe di disabilità è la S8, ovvero nel suo caso ha limiti di funzionalità alle articolazioni degli arti inferiori dovuti sia all’ipotomia muscolare di cui soffre da quando aveva sei mesi che da molte altre patologie permanenti o progressive che le causano difficoltà, tra le quali alcuni problemi neuronali, una doppia displasia dell’anca, la scoliosi, l’insufficienza funzionale alle gambe e problemi ortopedici che non la rendono autonoma e non le consentono nemmeno di salire da sola sul blocco di partenza. La sua scoliosi peggiora giorno dopo giorno e dai referti medici è chiaro che le sue vertebre sono consumate. Non si parla dunque soltanto di diminuzione del tono muscolare per lei che, come conferma il suo allenatore Daniele Naldi, non è mai migliorata da quando la segue, ovvero dal 2010.

Georgiana Victoria Bazdoaca-intervista Swim4Life-02Nonostante tutto questo Georgiana è stata esaminata sempre con un occhio clinico un po’ dubbioso da parte dei Classificatori Internazionali che lavorano per la IPC Swimming. Poco prima delle Paralimpiadi del 2012 Georgiana ha passato la sua prima classificazione internazionale a Sheffield dove le assegnarono la classe di disabilità S8, SM8 ed SB7 anziché la S7 dalla quale proveniva. Avendo però una malattia progressiva, la classificazione di Georgiana non fu data come permanente ma rivedibile nel 2015. Intanto a gennaio 2013 l’IPC Swimming rivede il regolamento e sancisce che l’ipotonia muscolare (problema che può essere causato anche da varie sindromi come Ehlers Danlos o Down) non essendo misurabile rende l’atleta non eleggibile e quindi non classificabile come disabile per lo sport con la conseguenza di non poter prendere parte alle competizioni, a meno che non abbia altre patologie per cui possa essere classificato. In conseguenza a questa nuova normativa, il caso di Georgiana diventa un rebus per la IPC Swimming.
Nella storia dello sport paralimpico ci sono stati casi di invalidità temporanea di atleti che prima hanno gareggiato come disabili e poi sono ritornati normodotati ma non è certamente il caso di Georgiana che alla classificazione internazionale fatta a Napoli in occasione dei recenti Campionati Italiani invernali disputati a febbraio ha ricevuto una temporanea sospensione dall’attività in attesa di valutazioni della IPC Swimming in merito al suo particolare caso.

Purtroppo il quadro clinico di Georgiana presenta aspetti che potrebbero essere ricondotti a tante altre patologie ed erroneamente le potrebbero essere date diagnosi sbagliate senza gli opportuni accertamenti. Georgiana ha subito una bella botta a causa della decisione della IPC Swimming trovandosi a dover affrontare una condizione in cui non poter gareggiare era paragonabile alla morte.

Georgiana ha disputato i Campionati Europei di Eindhoven 2014 con la nazionale Rumena ed ha partecipato diverse volte al Meeting Internazionale di Berlino e mai le avevano posto dubbi sulla sua disabilità e relativa classificazione.

La ragazza non si arrende ed anche se con grandi difficoltà e con un basso morale, esegue ulteriori esami medici per poter completare il suo dossier clinico e dimostrare chiaramente la sua disabilità. Intanto, dopo due mesi e poco prima dei Campionati Italiani di Società disputati a fine maggio, la IPC Swimming si pronuncia ritirando la sospensione alle gare per Georgiana in attesa di rivedere il caso poco prima dei Mondiali a Glasgow. Per Georgiana si accende uno spiraglio di luce in tunnel che sembrava davvero tanto buio. Riprende costantemente ad allenarsi e ritrova la voglia di rinascere con l’obiettivo di preparare a Bologna quelli che sarebbero i suoi primi Mondiali, sperando di passare la classificazione che l’aspetta a Glasgow, senza riserve stavolta, puntando ai suoi 200 misti, 50 stile libero e 100 rana.

Georgiana Victoria Bazdoaca-intervista Swim4Life-03Da quanto tempo vivi il mondo del nuoto?
«Sono esattamente 10 anni ma è dal 2010 che mi alleno più ad alti livelli.»

Che cosa significa per te essere una nuotatrice?
«Per me il nuoto è il mio mondo e la mia ragione di vita. Quando per un periodo mi hanno tolto la possibilità di poter gareggiare, ho perso la voglia di fare qualsiasi altra cosa.»

Quanto tempo dedichi agli allenamenti?
«Almeno due ore al giorno in tutti i giorni negli ultimi cinque anni.»

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Cosa vuol dire per te compete per la tua squadra in occasione dei Campionati Italiani Società?
«Sono fiera di far parte del Circolo Canottieri Aniene e soprattutto ai Campionati Italiani Società mi piace molto pensare di gareggiare per la squadra. In quel contesto non importa più l’individualità ma conta più che mai la squadra ed il supporto che ognuno dei suoi atleti riesce a portare dando il meglio di se stessi.»

Da quanto tempo vivi in Italia?
Georgiana Victoria Bazdoaca-intervista Swim4Life-04«Esattamente dal 2001. Da quando mi sono trasferita in Italia per me è cambiato tutto e l’Italia è diventata una parte importante della mia vita. Ho tutti gli amici qui, ho frequentato le scuole superiori ed ho intrapreso il percorso universitario in Italia e quindi sono molto legata a questo Paese.»

Cosa stai studiando all’Università?
«Mi mancano tre esami per la specializzazione in Criminologia.»

Oltre all’Università, cosa fai quando non nuoti?
«Faccio sculture di palloncini per feste e per divertirmi.»

Tra poco più di un mese ci saranno i Mondiali IPC di Glasgow che per te rappresentano una tappa particolarmente importante anche in virtù dell’esame di classificazione internazionale che dovrai fare. Come ti fa sentire l’attesa all’evento?
«Devo ancora metabolizzare il fatto di essere ritornata a gareggiare ma spero comunque di poter arrivare bene a Glasgow, preparata sia fisicamente che mentalmente per affrontare al meglio il mio primo Mondiale. Nonostante le problematiche burocratiche che mi hanno tenuta lontana dall’acqua per un po’ di tempo, sono comunque fiduciosa di arrivare bene alla competizione così come accadde agli Europei nei quali non speravo di fare i risultati che poi sono riuscita a fare. L’evento mi diede un’adrenalina elevata ed un senso di agonismo molto alto e spero sia così anche per i Mondiali.»

Georgiana Victoria Bazdoaca-intervista Swim4Life-05Che risultati speri di ottenere a Glasgow?
«Mi piacerebbe tantissimi arrivare in finale anche se so che è davvero dura. Riuscirci anche in una delle tre gare in cui gareggerò, sarebbe per me qualcosa di fantastico.»

Come dicevamo prima, a Glasgow passerai anche per la Classificazione Internazionale per la quale c’è stato qualche dubbio da parte dei classificatori intervenuti in occasione dei Campionati Italiani invernali che ti hanno rimandata alla visita prima dei Mondiali. Quali sono le tue speranze per questo test?
«Spero che per la classificazione che farò a Glasgow la mia condizione di salute sia molto più chiara per i classificatori, grazie anche alla documentazione medica molto più ampia che presenterò nell’occasione della visita. Spero che vada tutto per il verso giusto.»

Quali sono le principali difficoltà che ti causa la tua disabilità?
«Il mio stato fisico disabile mi pone dei limiti e questo è un dato di fatto. Riesco a stare in piedi ma se devo fare lunghi tratti sono costretta ad usare la carrozzina ad esempio. In acqua invece cambia molto per me, mi sento veramente a mio agio e riesco a fare cose che fuori dall’acqua non riesco a fare. Questo sicuramente rappresenta una stranezza per i classificatori ma ciò non vuol dire che io non sia disabile. Magari vuol dire solo che l’acqua è veramente il mio mondo.»

Georgiana Victoria Bazdoaca-intervista Swim4Life-06Dove hai trovato la forza di superare il difficile momento che hai attraversato?
«Devo ringraziare soprattutto mia madre tra le persone che mi sono state vicine in quel periodo difficile. Il suo appoggio è stato fondamentale per me, non solo in quella circostanza ma in tutte le altre non facili della mia vita. È stata lei che mi ha portata in piscina per la prima volta tanti anni fa per imparare a nuotare ed è a lei che devo dire grazie per tante cose. Tengo a ringraziare anche la squadra ed il mio allenatore che mi hanno aiutata tantissimo. Con loro ogni allenamento è bello, mi diverto molto insieme ai miei compagni e affrontare senza di loro il periodo difficile per la sospensione temporanea della classificazione di disabilità, non sarebbe stata la stessa cosa.»

Visto che ami così tanto il nuoto, cosa ti piacerebbe fare in futuro?
«Mi piacerebbe lavorare sia nel mondo della criminologia per la quale sto studiando, che restare in qualche modo nel mondo del nuoto. Facendo la triennale in Giurisprudenza mi sono appassionata all’ambito penalistico e poi ho seguito un corso di criminologia innamorandomi di questa specializzazione e in questo hanno fatto la loro parte anche alcuni film e serie TV – spiega sorridendo Georgiana – Anche il nuoto però mi appassiona tanto e da tanti anni. Senza il nuoto non saprei cosa fare.»

Ma oltre alle passioni per il nuoto e la criminologia, c’è anche una persona alla quale tieni particolarmente?
«Se parli di fidanzati non ne ho, anzi, il mio fidanzato è il nuoto!

In bocca al lupo Georgiana!

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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