Il CT Vernole entusiasta da Ostia per l’ufficialità, Fabrizio Sottile si aggiunge al team Italia per le Paralimpiadi!

«Quello che voglio adesso, è che sia un’esperienza indimenticabile per tutti i ragazzi che rappresentano un intero movimento. E quando toccheranno la piastra cronometrica, sarà un gesto che racchiuderà un grande significato, non solo per l’individualità dell’atleta.»

Lo avevamo annunciato ieri pomeriggio con una notizia flash che riportava l’esclusione ufficiale della Russia dalle Paralimpiadi e la conseguente possibilità di aumentare il numero di atleti del team Azzurro del Nuoto con il ripescaggio di Fabrizio Sottileclicca qui per la notizia – e dopo poche ore è arrivata la conferma positiva di quella probabilità che si traduce nella convocazione dell’atleta della PolHa Varese che va ad aggiungersi dunque alla squadra nazionale come 21esimo atleta della spedizione per Rio, dove disputerà i 50 stile libero e 100 dorso S12 e 100 rana SB12!

Il CT Riccardo Vernole è stato felice di aumentare ulteriormente questa nazionale, la più numerosa che l’Italia del Nuoto Paralimpico abbia mai avuto, inserendo Sottile che tra l’altro era il primo degli atleti di interesse nazionale tra gli esclusi dalle convocazioni, ma nulla è stato lasciato al caso, perché è dal 22 luglio che la FINP si muove per poter realizzare quanto poi avvenuto oggi in una serie di botta e risposta burocratici tra IPC Swimming, CIP e FINP.

«Quando è nata la possibilità che la Russia potesse essere esclusa dalle Paralimpiadi, noi come Federazione ci siamo mossi subito inviando al Comitato Italiano Paralimpico una lista di atleti non convocati con relative posizioni nel ranking di Rio, per poterci tenere pronti ad ogni eventualità. Nella stessa giornata, la IPC Swimming ha contattato preventivamente il CIP chiedendo l’eventuale disponibilità di due nostri atleti da aggiungere a quelli già convocati, nello specifico Andrea Massussi e Fabrizio Sottile e poiché Massussi era già tra i convocati, il CIP ha dato automaticamente il consenso per Sottile.»

Quindi la IPC è stata chiara, andando direttamente al nominativo dell’atleta?
«Si, è stata molto chiara e precisa. Avuta la notizia della possibilità di inserirlo nei convocati, pur non avendone ancora alcuna certezza, ho proposto alla Federazione di convocare anche Sottile per il Collegiale di preparazione per Rio e devo dire che la FINP è stata molto sensibile sposando subito la mia idea.»

fabrizio-sottile-collegiale-rio-2016L’atleta come ha accolto la tua chiamata a sorpresa?
«Dopo quello che ha vissuto un mese e mezzo fa, essendo praticamente il primo degli atleti di interesse nazionale esclusi dal team per Rio, era parecchio scosso. Tra l’altro venire al Centro Federale di Ostia senza essere sicuro poi di partire, significava per lui una ulteriore sfida perché c’era anche la possibilità di una seconda delusione. Con il ragazzo abbiamo fatto però una chiacchierata propositiva, lui ha apprezzato la nostra decisione di coinvolgerlo al Collegiale nazionale ed è venuto a Ostia e oggi (ieri, n.d.r.) finalmente è arrivata la bella notizia che ufficializza la sua chiamata per Rio.»

Cosa cambia per la squadra con l’inserimento in extremis di Sottile?
«Credo che tutta la squadra sia contenta perché Fabrizio aveva sfiorato la convocazione senza riuscire ad agguantarla per poco. Da parte mia sono molto felice, sia per il ragazzo che per la Federazione che ha lavorato tantissimo per lui. Sottile è un ragazzo che si fa voler bene e il suo inserimento nel gruppo è stato un piacere per tutti.»

Cosa cambia invece per l’Italia con l’assenza dei Russi?
«Ci tengo a dire che qualsiasi risultato arrivi dalle Paralimpiadi di Rio, maturerà solo dal frutto del nostro impegno e non del fatto che manca uno o più atleti russi. In ogni caso, su 21 atleti Azzurri convocati, l’assenza della Russia non ci crea alcuno stravolgimento di risultati e quindi se qualcosa dovesse andare bene, sarà solo per merito nostro, a prescindere quindi dalla Russia.»

Come sta andando il Collegiale di preparazione al Centro Federale di Ostia?
«I ragazzi si stanno comportando in maniera impeccabile e la qualità degli allenamenti e della loro condizione fisica è molto buona. Abbiamo voluto coinvolgere in questo Collegiale anche tutti gli allenatori personali degli atleti, per dar modo agli atleti stessi di essere nella miglior condizione possibile di preparazione e per dar modo agli allenatori di farli conoscere meglio tra loro. Penso che questo rappresenti una crescita per il movimento in generale. Sono molto orgoglioso del lavoro svolto dalla Federazione e da parte di tutti i suoi tesserati e spero di poter dare soddisfazioni al nostro Paese.»

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Questa nazionale è composta anche da molti esordienti. Pensi che in vista di una Paralimpiade possa essere positiva come cosa?
ct-riccardo-vernole-finp«Penso proprio di si, perché è un dentro o fuori secco, o la va o la spacca! Ai ragazzi ho fatto un discorso l’altro giorno, spiegandogli che le Paralimpiadi sono uno degli eventi più seguiti al mondo perché è una manifestazione che coinvolge a 360 gradi. Dobbiamo avere però l’abilità e la capacità di capire che andiamo a Rio per gareggiare e dare il meglio di noi stessi e questo può avvenire soltanto con una gestione intelligente, soprattutto nel Villaggio Olimpico, dove c’è la possibilità di incrociare migliaia di atleti, anche di altre discipline, che con tutta la loro attrezzatura si dirigono agli autobus che li traporteranno alle loro competition venue e questa è una cosa che distrare in quanto meravigliosa e affascinante. Gestire gli atleti nel Villaggio Olimpico non è facile, ma tutti noi abbiamo un obiettivo che è chiaro nella mente di ognuno di noi e quell’obiettivo si può realizzare solo attraverso una gestione intelligente della propria persona e lasciandosi guidare da quelle che sono le esperienze dello staff che ha vissuto più edizioni dei Giochi. Se non erro abbiamo 13 esordienti in questa nazionale, ma quello che voglio è che sia un’esperienza indimenticabile per tutti quanti loro, con un riscontro positivo. I ragazzi devono essere consapevoli che fanno parte dell’elite del Nuoto Paralimpico e che rappresentano un intero movimento, per cui quando a chiusura della propria gara toccheranno la piastra cronometrica, quel tocco dovrà racchiudere tante cose ed avere un significato importante, non solo per l’individualità dell’atleta.»

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine