Le mute introdotte con il nuovo Regolamento FINA rivoluzionano le competizioni in Acque Libere

Ma facciamo chiarezza: cosa prevede il regolamento, quali parametri dovranno rispettare le mute e cosa cambia tecnicamente per gli atleti

L’introduzione delle mute per le competizioni in Acque Libere a partire dal 1° gennaio 2017, come si legge nel nuovo Regolamento FINA, ha letteralmente spaccato in due il mondo del Fondo. Una buona parte ha preso di buon grado questa nuova regola, sposando il fatto che se questo serve per migliorare la sicurezza, ben venga. Altri invece hanno storto il naso e non poco sulla modifica, perché a parer loro, con le mute si perde un bel pezzo della classica gara in Acque Libere.
Proviamo però a fare un po’ di chiarezza sull’argomento che in realtà non dovrebbe essere una novità, perché se ne era parlato in maniera ufficiale già ai Giochi di Rio in seguito al Bureau della FINA tenutosi il 29 agosto 2016 nel quale fu approvato il Regolamento FINA applicato come previsto dall’inizio quest’anno.

Ciò che è cambiato a partire dal 1° gennaio 2017 riguarda le competizioni in Acque Libere che si svolgono con la temperatura dell’acqua inferiore ai 20° centigradi e inferiore ai 18° centigradi: nel primo caso sarà possibile utilizzare mute in alternativa ai normali costumi da gara, mentre invece nel secondo caso, ovvero se la temperatura dell’acqua sarà inferiore ai 18° centigradi, sarà d’obbligo utilizzare esclusivamente la muta.
Le mute, sia per gli uomini che per le donne, potranno coprire completamente il busto, la schiena, le spalle e le ginocchia, ma non potranno estendersi al di là delle collo, dei polsi e delle caviglie.

La nuova regola che introduce le mute con forza nelle gare Open Water verrà applicata anche per le competizioni Master in cui però le mute che soddisfano i requisiti stabiliti nelle regole di base in ogni condizione di gara, potranno essere accettate anche se non avranno il bollino di approvazione FINA, purché soddisfino in maniera efficace ed evidente i fabbisogni di materiali di cui alla nuova parte del Regolamento. È nello specifico il caso di costumi in materiale permeabile tradizionale tessile, quindi cotone, nylon, Lycra e simili.

Dettagli sulla procedura esatta per il controllo e l’approvazione di mute per le gare Open Water FINA sarà disponibile presso gli Ufficiali di Gara prima di ogni competizione, ma in ogni caso durante questo primo anno verranno fatte diverse osservazioni e considerazioni ufficiali da parte della FINA che entro la fine del 2017 pubblicherà un elenco di mute approvate con sufficiente numero di capi prodotti da una buona varietà di marchi. Dal 1° gennaio 2018 invece, il controllo delle mute per le gare in Acque Libere verrà effettuato esclusivamente con la verifica dei bollini di approvazione FINA stampati sul costume.

Perché l’introduzione delle mute?
Le mute, realizzate con materiali a isolamento termico, sono state introdotte dalla FINA al fine di garantire livelli massimi di sicurezza per tutti gli atleti che nuotano in acque con temperature particolarmente rigide, ma è anche vero che di questa regola ne beneficeranno soprattutto atleti fisicamente possenti.

nuoto-acque-libereCosa cambia tecnicamente?
Le mute cambieranno inevitabilmente la natura delle competizioni di Nuoto in Acque Libere, soprattutto per le gare in mare, dove c’è acqua salata e dove quindi il coefficiente di galleggiamento è maggiore. Per gli atleti che infatti hanno una gambata poco efficiente, l’utilizzo della muta apporterà una migliore galleggiabilità e di conseguenza un miglior assetto del corpo in acqua che determinerà anche una maggior forza applicata nelle bracciate e quindi una nuotata meno dispendiosa del solito.
Allo stesso tempo, tutti gli altri dovranno adeguarsi al fatto di dover nuotare più in superficie, il che significa dover modificare la gambata ed il ritmo di bracciata.

Quando vedremo le prime mute nelle competizioni in Acque Libere?
Considerata la nuova regola ed il calendario gare Open Water, in realtà vedremo le mute poco e niente, almeno in questo prima anno. Ai Mondiali di Budapest ad esempio, sicuramente non verrà usata perché la temperatura dell’acqua non andrà mai sotto ai 18 gradi, a differenza forse di poche gare del circuito World Cup FINA. La cosa fastidiosa tra l’altro sarà che in determinate competizioni in cui la temperatura dell’acqua non è certa di trovarsi sotto ai 18 gradi centigradi, gli atleti dovranno portare con se sia il costume normale che la muta e nel giorno della gara valutare se usare il primo o la seconda.

In ambito Master, ricordiamo un evento in cui la temperatura dell’acqua fu a sorpresa molto rigida, i Campionati Italiani di Fondo del 2014 che si disputarono nel Lago di Scanno, sede tra l’altro prescelta anche nell’edizione di quest’anno. Bisogna ricordare però che in quell’anno in Italia si ebbe un’estate molto insolita, caratterizzata da temperature sotto la media stagionale e piogge molto frequenti. Ricordiamo in ogni caso che il range di temperatura dell’acqua attualmente ammissibile dalla FINA è 16° centigradi – 31° centigradi.

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simone-ruffini-fondo“Penso che per un aspetto di sicurezza, questa nuova regola sia una cosa ottimale, perchè se si scende sotto i 18 gradi diventa pericoloso nuotare – ha commentato il campione del mondo Simone Ruffini raggiunto telefonicamente da Swim4Life Magazine – Considerando che si cerca di fare sempre un passo avanti verso la sicurezza, penso che in alcune situazioni la muta sia una cosa buona. Certamente agevolerà chi ha meno acquaticità e chi è più pesante e questo è un aspetto importante da considerare, ma la sicurezza ha la priorità. Su questo aspetto, personalmente potrei lamentarmi perché ho un fisico più minuto e un ragazzo che è più alto e pesa più di me sarà sicuramente agevolato, ma d’altra parte sarà un spunto aggiuntivo per allenarsi ancora di più”

“La cosa che non mi piace di questa nuova regola è la facoltà di poter scegliere se indossare o meno la muta nelle condizioni di temperatura tra i 18 e 20 gradi – prosegue Ruffini – Credo sia meglio metterla obbligatoria solo sotto ai 18 gradi ed evitare che in altre situazioni ci sia chi nuota con la muta e chi nuota senza. Penso in ogni caso che tutto sommato l’ingresso della muta non vada a cambiare più di tanto quello che è il mondo delle Acque Libere che resta uno sport di durata e resistenza, nel quale se un atleta va più forte, vince a prescindere”

Clicca qui per il nuovo Regolamento FINA – da pagina 11 per le modifiche alle competizioni Open Water

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine