Stefano Morini, «I genitori devono farsi da parte e lasciare che i propri figli abbiano confronto esclusivamente con l’allenatore»

Così il Tecnico Federale al pubblico in occasione del Trofeo Miglio d’Oro, sottolineando l’importanza del ruolo dei genitori nello sport e degli studi per gli atleti

Il nuoto è uno sport molto impegnativo fin dalle giovani età, ma che sa regalare grandi emozioni e soprattutto un’ottima formazione dell’individuo durante la sua crescita. Questi aspetti, insieme ad alti ugualmente importanti, sono stati sottolineati dal Tecnico Federale Stefano Morini nella giornata di ieri, quando gli hanno dato la parola durante lo spettacolare Trofeo Miglio d’Oro organizzato dalla Nuotatori Campani nel Centro Sportivo di Portici che ha visto scende in vasca alcuni dei grandi campioni del nostro nuoto, da Gabriele Detti a Marco Orsi, fino a Mario Sanzullo, Stefania Pirozzi, Elena Di Liddo, Tania Quaglieri, Ilaria Bianchi, Ilaria Cusinato, Martina Caramignoli, Giorgia Biondani, Mattia Zuin, Lorenzo Glessi, Domenico Acerenza e Andrea Manzi.

«Il nuoto è uno sport bellissimo, che però va intrapreso con le giuste prospettive e motivazioni – ha dichiarato Morini alla folta platea vesuviana – I giovani devono dare grande importanza anche agli studi ed è quello che hanno fatto da giovanissimi i campioni olimpici e mondiali Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti che seguo da tanti anni ed è quello che fa Ilaria Cusinato che fino ad oggi si è allenata solo una volta al giorno per dare spazio anche agli studi, un aspetto che i ragazzi e le famiglie devono assolutamente tener conto»

Il carismatico Tecnico livornese, da tre anni l’allenatore dell’anno e il più titolato e acclamato in Italia e ampiamente apprezzato anche in tutto il resto del mondo, ha incantato il pubblico e tutti gli addetti ai lavori quando poi ha spostato l’argomento sulla gestione dei giovanissimi che intraprendono il nuoto e le loro famiglie.

«I genitori dei ragazzi devono ricordare una cosa molto importante e mi scuso se lo dico senza mezzi termini, ma devono farsi completamente da parte e lasciare che i propri figli abbiano confronto esclusivamente con l’allenatore, senza mai interferire. I genitori non devono fare gli allenatori e nemmeno i critici, ma devono lasciare che i propri figli sbaglino, perdano e crescano gradualmente, senza caricarli di attese e senza pretendere alcun traguardo dagli allenatori. Solo così si potrà formare una persona che saprà cavarsela bene anche nella vita, a prescindere dai risultati natatori»

Una lezione di sport e di vita del Tecnico livornese da tenere sempre come pro memoria per il buon genitore di un ragazzo che pratica sport a livello agonistico.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine