Nuoto, paralimpici e normo insieme si può, lo afferma il Presidente della FINP Valori

E intanto l’Italia si prepara all’esame delle World Series con l’obiettivo di ospitare un Mondiale o un Europeo nei prossimi anni  

Atleti normodotati e atleti paralimpici in gara nello stesso evento, non è utopia, soprattutto in certi Paesi come Australia, Stati Uniti, Olanda e Gran Bretagna che già da diversi anni riservano spazio agli atleti di classi alte all’interno dei propri Campionati Nazionali e Meeting stagionali.
L’omogeneità tra i due movimenti esiste anche in Italia, ma in maniera molto marginale, con il Trofeo Sette Colli e Trofeo Città di Milano che già da alcuni anni riservano una singola batteria di atleti paralimpici ai blocchi di partenza del meeting riservato a normodotati.

Con il Trofeo Nota chi Nuota disputato domenica scorsa, riservato agli atleti Master della FIN, è nata però una nuova sinergia che ha visto la partecipazione di oltre settanta atleti Master paralimpici prendere parte all’evento per loro valido come Campionato Italiano Master. Il mix ottenuto con il Trofeo Nota chi Nuota rappresenta un passo evolutivo, significativo e quindi molto importante, come afferma anche il Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico Roberto Valori.

«È un altro passo verso una maggiore coesione tra atleti FIN e FINP, il mondo delle persone disabili e le persone normodotate. È sicuramente un passo in avanti verso quel progetto dal quale nessuno può scappare o sottrarsi, perseguendo l’obiettivo nel tempo di unificare i due settori. Devo dire che in questa manifestazione abbiamo ottenuto anche un numero importante di partecipanti, soprattutto quelli FIN che hanno risposto positivamente a questo evento, in cui c’è stata a mio avviso la volontà di portare un tangibile contributo partecipando alla gara. Presenziando alle premiazioni, ho percepito una bellissima atmosfera, grazie anche all’ottimo lavoro che ha svolto dal Delegato FINP Lazio Pasquini e dal Consigliere Federale Cacciamano»

Il tipo di unione visto in ambito Master tra FIN e FINP può avvenire in maniera omogenea anche in ambito Assoluti, allargando l’unica serie che già vediamo al Sette Colli e Trofeo Città di Milano a una partecipazione più ampia di atleti ai Campionati Italiani?
«Sicuramente si potrebbe fare di più con l’OK della FIN, con la quale abbiamo condiviso il protocollo d’intesa e con la quale speriamo di poter arrivare a una realtà del genere ben presto, fermo restando le problematiche organizzative. Resto perplesso invece sul fatto che si parli di inclusione solo per le categorie alte: non è una critica, ma come Presidente devo rispettare e salvaguardare tutte le categorie, anzi forse soprattutto quelle più basse, quindi sarebbe bello parlare di inclusione considerando anche queste categorie. Non è una polemica ma uno spunto di riflessione, perché in fin dei conti, la FINP è formata da atleti come Morlacchi, ma anche da altri come Boni e Bettella. Sicuramente il progetto è questo, seppure adesso viviamo una situazione diversa, ma magari ne parleremo con Barelli per condividere un altro momento che va verso questa direzione»

Spostandoci invece al prossimo appuntamento FINP, cosa si aspetta dalle sentite World Series di Lignano?
«La FINP ha voluto fortemente Francesco Bettella come Presidente del COL, con uno staff che in qualche maniera è stato condiviso e scelto insieme a loro e con il quale sono in costante contatto e francamente penso che ce la stiano mettendo tutta. Sono veramente molto fiducioso per un buon esito dell’evento e per giornate di divertimento e sport, sperando che Lignano possa diventare tappa fissa delle World Series»

Considerati i grandi passi in avanti fatti dall’Italia del nuoto paralimpico negli ultimi anni, questo nuovo appuntamento può rappresentare un auto esame e una prova generale per vedere finalmente l’organizzazione di un Campionato Europeo o Mondiale in casa?
«Sicuramente si, anzi è assolutamente propedeutico. Penso sia normale considerare la possibilità di organizzare un evento del genere in Italia dopo i risultati che abbiamo fatto negli ultimi anni e per ora cominciamo proprio dalle World Series, per poi procedere sulla strada che ci porti a organizzare qualcosa di ancora più grande a livello internazionale».

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Paco Clienti

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