photo: Paco Clienti / Swim4Life Magazine

Nuoto anti covid, quanti atleti potranno partecipare a ogni manifestazione?

Può essere dedotto analizzando cosa prevede il protocollo Federnuoto rispetto al numero massimo di persone ammesse in ogni corsia per il riscaldamento

Dopo la “caduta” del blasonato Trofeo Mussi-Lombardi-Femiano che ha abdicato la 44esima edizione perché insostenibile relativamente alle spese di gestione e organizzazione dell’evento nel rispetto del protocollo anti Covid, molte sono le domande che si stanno ponendo sia gli atleti che gli addetti ai lavori.

Riuscirà la stagione di nuoto a iniziare?
Quante altre manifestazioni salteranno per gli stessi motivi del Mussi-Lombardi-Femiano?
Sarà possibile gareggiare quest’anno?

Sono tutte domande lecite e che più o meno tutti si stanno facendo in questi giorni, ma non è possibile dare una risposta a queste domande poiché l’emergenza sanitaria causata dal nuovo Coronavirus evolve giorno dopo giorno.

Le società organizzatrici nel Circuito Master e le società dei piccoli meeting Agonistici sono quelle che soffriranno di più l’attuale condizione, come già preventivato nel nostro articolo del lontano 11 settembre – clicca qui per leggerlo – in cui affermavamo che sarebbe stato impraticabile proporre un meeting nel pieno rispetto delle norme anti covid, sia per i costi da affrontare da parte degli organizzatori, sia per un discorso prettamente gestionale.

Affrontando i problemi legati al settore Master, osserviamo che tutti sono in attesa del Regolamento, ma non è forse chiaro a tutti che quest’ultimo non cambierà quanto già previsto dal protocollo anti Covid in essere e che dovrebbe essere noto a tutti.

Il Regolamento Master definirà i metodi di calcolo delle classifiche nazionali e di tutti gli altri aspetti che riguardano ammissibilità al Circuito, normative, punteggi e quant’altro, ma per quanto riguarda le norme anti Covid, non si potrà che rifare al protocollo già esistente.

Detto questo, facciamo qualche esempio pratico per capire quanti atleti potranno partecipare a uno dei meeting Master in programma fino a dicembre.

Il regolamento anti Covid federale prevede che in piscina venga osservato un massimo di 14 atleti per corsia in vasca lunga e 7 per corsia in vasca corta, numeri che escono fuori dalla presenza consentita per metro quadro prevista dal protocollo stesso. Si deduce quindi che questo parametro influisce indirettamente sul numero di atleti massimo ammessi per ogni riscaldamento e quindi per sessione gara legata al riscaldamento stesso.

Premesso infatti che un organizzatore deve garantire il riscaldamento ad ogni singolo atleta partecipante alla manifestazione e che ci troviamo ad esempio in un impianto con vasca lunga a dieci corsie, si avrà un massimo di 140 atleti per ogni sessione di riscaldamento e quindi 140 atleti per la relativa sessione gara.

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Essendo pratici e tenendo in considerazione che dopo ogni sessione gara bisogna svuotare completamente l’impianto, far accedere gli operatori addetti per sanificare le aree interessate e far rientrare nuovamente tutti in impianto, addetti ai lavori della giuria, cronometristi e personale medico inclusi che dovranno rientrare alle proprie postazioni, possiamo considerare realisticamente di poter organizzare due sessioni di riscaldamento e quindi due sessioni gara al mattino e due al pomeriggio. In questo modo si potrà avere un tetto massimo di 560 atleti che potranno iscriversi alla manifestazione, ammesso che si abbiano atleti partecipanti diversi in ogni singola sessione gara.

Non è escluso infatti che in questo caos e marasma, un atleta Master preferisca partecipare alle due sessioni gara consecutive del mattino o del pomeriggio per poi lasciare l’impianto sportivo e in quel caso il numero complessivo di iscritti per un meeting di una giornata si potrebbe ridurre fino a 280!

Questi numeri si dimezzano di netto in vasca corta, quindi massimo 280, minimo 140 e diventano ancora inferiori se la piscina ha meno di otto corsie, nel rispetto di quella che è la matematica.

In più, ci sarà da controllare e registrare gli ingressi nell’impianto sportivo controllando anche la temperature delle persone e poi verificare se ogni singolo atleta che si presenta sul piano vasca per il riscaldamento è effettivamente un atleta che dovrà gareggiare o meno e il Covid ha insegnato a tutti che affidarsi al buon senso delle persone equivale al suicidio.

Del resto basta prendere come esempio realistico i Campionati Italiani di categoria su base regionale che si sono svolti lo scorso luglio con gli stessi protocolli anti Covid in vigore oggi: due sessioni gara per ogni mezza giornata e manifestazioni spalmate in quattro o cinque giornate per consentire la partecipazione di un certo numero di atleti.

In tutto questo ragionamento, non bisogna però dimenticare che in aggiunta al protocollo FIN, ci sono regolamenti diversi in ogni Regione che possono restringere ulteriormente il campo e ridurre ulteriormente la partecipazione o addirittura la possibilità di poter organizzare manifestazioni sportive.

La salute e la sicurezza delle persone viene prima di tutto, ma la sensazione è che se non cambierà nulla rispetto all’incremento di casi di contagio giornaliero e quindi di conseguenza rispetto alle norme anti Covid, difficilmente sarà possibile per qualsiasi società organizzare un evento di nuoto.

Se a tutto questo si aggiungono i rischi civili e penali di cui dovrebbe farsi carico il responsabile dell’organizzazione del meeting, diventa plausibile immaginare che pochi penseranno di poter proporre manifestazioni quest’anno, almeno fino a quando le cose non miglioreranno.

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine