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Europei Nuoto Paralimpico Madeira, Italia trionfa e fa ancora la storia!

Gli Azzurri vincono il medagliere open, secondi in quello europeo con 81 medaglie vinte per la prima volta in tutte le classi sportive

L’Italia ha scritto un’altra pagina indelebile nella storia del nuoto paralimpico figurando da protagonista ai Campionati Europei di Madeira.

Gli Azzurri si impongono su nazioni molto più numerose vincendo 81 medaglie (nel conteggio finale del Comitato Internazionale Paralimpico manca il bronzo vinto da Morlacchi nei 100 rana SB8, ndr).

Soltanto nell’ultima giornata arrivano dodici medaglie (8 ori, 2 argenti, 2 bronzi) che si sommano alle sessantanove conquistate precedentemente per un totale di ottantuno medaglie (34 ori, 26 argenti, 21 bronzi).

Una nazionale fatta da veterani affermati, ma anche da tanti esordienti, molti saliti sul podio, tra cui Emmanuele Marigliano (nella foto in copertina) che ha vinto i 50 rana SB1-SB2.

È stato un Europeo partito con tanti dubbi, perché si è disputato in un contesto ancora di pandemia che lasciava dei punti interrogativi sul fatto di poter avere una squadra super competitiva – ha dichiarato il Direttore Tecnico Riccardo Vernole raggiunto telefonicamente – In questi ultimi mesi però c’è stata una forte volontà da parte degli atleti di gareggiare ad alto livello per arrivare all’appuntamento di Tokyo preparati”

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La volontà degli atleti unita a quella dei tecnici, ma anche delle singole società sportive, fa la forza di questa nazionale che per la prima volta nella storia, è riuscita a vincere medaglie in tutte le classi sportive, dalla S1 alla S13!

Quando abbiamo visto Ucraina e Russia presentarsi con oltre quaranta atleti contro i nostri ventinove, ci siamo fatti il segno della croce – ha ammesso Vernole – Sono contento che abbiamo vinto tante medaglie, anche con gli esordienti che tra l’altro hanno fatto tempi importanti, cosa che ci fa ben sperare per l’appuntamento di Tokyo”

Un successo spumeggiante di una nazionale incredibile, che denota davvero una crescita ormai esponenziale dell’intero movimento.

Un lavoro maiuscolo fatto dai tecnici Federali con una road map estesa a tutte le società che ha permesso di allevare nuovi campioni per il futuro.

La vittoria dell’Europeo poteva essere scontata dopo quella del mondiale di Londra 2019, ma in realtà non è così, perchè intanto son trascorsi due anni e in due anni può cambiare tutto.

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Soprattutto nel nuoto paralimpico che è soggetto a continue riclassificazioni degli atleti e continui stravolgimenti degli equilibri.

E invece l’Italia si è confermata come una delle nazioni più forti del vecchio continente, che in linguaggio sportivo in questo momento significa essere la nazione più forte al mondo.

Da vedere soltanto cosa sarà capace di allestire la Cina tra quattro mesi, quando scopriremo i rivali che avremo davanti ai Giochi.

Di mezzo infatti ci sono ancora quattro riclassificazioni che pongono un punto interrogativo sui reali avversari che avremo davanti.

La nazionale per i Giochi Paralimpici verrà designata in occasione dei Campionati Italiani Assoluti estivi in programma a Napoli dal 9 all’11 luglio.

La maggior parte della squadra per Tokyo ce l’ho già in mente – spiega Vernole – Devo scegliere gli ultimi dubbi su un paio di nomi, un posto femminile e due posti maschili”

Al momento però, le altre temono questa Italia che a Tokyo potrebbe scrivere un’altra pagina di storia.

Un motivo di orgoglio ma anche una giusta conferma di tutto quello che è stato accuratamente costruito in dieci anni (quasi undici ormai) di Federazione indipendente.

Ne è passata di acqua tra le corsie da quando gli atleti paralimpici gareggiavano sotto il “marchio” del CIP, Comitato Italiano Paralimpico.

Non esisteva la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, non esistevano piani a lungo termine.

Esisteva soltanto la voglia di nuotare di atleti diversamente abili e quella di pochi tecnici di costruire qualcosa di nuovo, di futuristico.

A rifletterci, dieci anni sono pochi per fare tutto quello che fatto la nazionale Azzurra, è un tempo da record, un altro, in cui la Federazione è riuscita a forgiare “nuovi Morlacchi e nuove Camellini”.

È con loro che è iniziata la scalata del nuoto paralimpico italiano sulle vette mondiali, è con loro che sono arrivate le prime medaglie a cinque cerchi.

Cecilia Camellini e i due argenti di Pechino 2008 furono storia, un risultato incredibile all’epoca, ma in realtà era soltanto un assaggio di quello che poi sarebbe successo negli anni a venire.

In soli dieci anni è nata una Federazione nuova, atleti nuovi, società nuove ed è nato un nuovo movimento, alimentato da nuovi tecnici.

Qualcosa di veramente incredibile se si pensa che prima dell’Italia, a dominare il palcoscenico mondiale c’erano nazionali con una storia paralimpica ben più ampia, come Ucraina, Russia e Cina.

L’Italia si è imposta al punto da diventare per questi e altri Paesi un modello da seguire e il Complexo di Ponteada di Funchal, sull’isola di Maderia, ne ha dato ulteriore conferma.

Il trionfo del medagliere open e il secondo posto del medagliere europeo sono infatti una conferma, non una sorpresa.

Le ultime due gare, le staffette 4×100 stile libero femminile e maschile, sono state decisive per il sorpasso sull’Ucraina, un risultato significativo di una squadra che non vuole essere seconda a nessuno.

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Giulia Terzi è stata la mattatrice Azzurra con un bottino di cinque medaglie d’oro e una di bronzo, seguita da Monica Boggioni e Simone Barlaam con quattro ori, un argento e un bronzo e da Francesco Bocciardo con quattro ori e un argento.

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Ma adesso si mette un punto e si riparte da zero. D’altronde Tokyo sarà l’ennesimo esame per questa nazionale, perchè si sa, per chi vuole sempre crescere e migliorare, gli esami non finiscono mai.

I medagliati dell’ultima giornata:
  • Federico Bicelli (Bresciana no Frontiere) oro nei 100 stile libero S7 (1’01”04)
  • Giulia Terzi (Polha Varese) oro e Record Europeo nei 100 stile libero S7 (1’10”48)
  • Francesco Bocciardo (GS FF.OO/Nuotatori Genovesi) oro nei 100 stile libero S5 (1’10”10)
  • Monica Boggioni (Pavia Nuoto) oro nei 100 stile libero S5 (1’23”57)
  • Simone Barlaam (Polha Varese) oro nei 50 stile libero S9 (24”06)
  • Carlotta Gilli (GS FF.OO/Rari Nantes Torino) oro nei 200 misti SM13 (2’22”92)
  • Staffetta 4×100 stile libero femminile composta da: Alessia Scortechini, Giulia Terzi, Vittoria Bianco e Xenia Palazzo oro (4’26”39)
  • Staffetta 4×100 stile libero maschile composta da: Federico Morlacchi, Antonio Fantin, Stefano Raimondi e Simone Barlaam oro e Record del Mondo (3’46”06)
  • Vincenzo Boni (GS FF.OO/Caravaggio Sporting Village) argento nei 200 stile libero S3
  • Stefano Raimondi (GS FF.OO/Verona Swimming Team) argento nei 100 dorso S10 (58”42)
  • Riccardo Menciotti (C.C.Aniene) bronzo nei 100 dorso S10 (1’00”40)
  • Federico Morlacchi (GS Fiamme Azzurre/Polha Varese) bronzo 100 rana SB8 (1’12”32)

Risultati e Medagliere

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine